venerdì 10 luglio 2009

Indennità, Asl condannata a risarcire gli infermieri

Le aule giudiziarie danno ragione agli infermieri. Con due sentenze, una del 3 luglio scorso riguardante personale Asl impiegato al Pronto soccorso del «San Giovanni di Dio» di Fondi e un’altra del primo luglio riguardante infermieri e autisti di ambulanze dei presidi ospedalieri di Formia, Gaeta e Minturno, il giudice Roberto Bonanni ha condannato l’azienda al pagamento delle indennità di rischio come previsto da una delibera aziendale del ’99. Sul caso è da tempo in piedi una battaglia tra Asl e sindacati. In particolare Franco Addessi, dirigente provinciale della Cgil – funzione pubblica, già in passato era intervenuto sul mancato pagamento. «Il 4 giugno 2008 – spiega il sindacalista – il tribunale di Latina aveva dato ragione ad un gruppo di infermieri e aveva condannato l’azienda non solo al pagamento dell’indennità di rischio, ma anche a 5.600 euro di spese di giudizio e ad altri 3.800 per onorari e spese generali. Mi domando – continua – come mai, alla luce di questo precedente, la Asl non si decida a riconoscere a tutto il personale l’indennità e si ostini, invece, ad ingaggiare onerose battaglie legali a spese dei contribuenti. Ora anche agli altri infermieri è stato riconosciuto il diritto a percepire quanto gli spetta». Altro punto su cui si concentra l’attenzione di Addessi è la condanna dell’azienda al pagamento delle spese processuali. Per il procedimento vinto dal personale di Fondi l’Asl dovrà sborsare 1.600 euro, per quello riguardante il personale degli altri ospedali del golfo, 3.200. «E’ inaccettabile – sottolinea il dirigente della Cgil - che l’azienda spenda soldi dei contribuenti per pagare le spese di processi ingaggiati contro i propri dipendenti». Dunque gli infermieri, rappresentati dall’avvocato Arnaldo Faiola, ora hanno il diritto a percepire gli arretrati per l’indennità di rischio contagio che ammonta a 5.16 euro per ogni giorno effettivo di lavoro, oltre agli interessi.
Riccardo Antonilli

mercoledì 8 luglio 2009

Droga, arrestato con due chili e mezzo di hashish

Un altro arresto per droga operato dal Nucleo mobile della Guardia di Finanza di Fondi. Dietro le sbarre è finito il 35enne Renato Vitelli. Lunedì sera, intorno alle 19, gli uomini guidati da Antonino Costa, che da mesi pedinavano e tenevano sotto controllo il fondano, lo hanno sorpreso vicino alla sua abitazione con in macchina due panetti di hashish del peso di 50 grammi ciascuno. A quel punto a carico del 35enne è scattata la perquisizione domiciliare che ha permesso di recuperare, nascosti sotto il lavello della cucina, oltre due chili della stessa sostanza. L’arresto del Vitelli è stato convalidato dal sostituto procuratore Marco Giancristofaro. Il pusher fondano, ufficialmente operaio presso il Mof, è attualmente recluso nella casa circondariale di Latina. Ennesimo duro colpo, dunque, inferto dalle fiamme gialle al mercato illecito della droga a Fondi. L’operazione degli uomini guidati da Costa ha permesso di togliere dalle strade circa due chili e mezzo di hashish.
R.A.

Indagini, Stamigni si dimette

L’assessore ai servizi demo anagrafici del comune di Fondi, Serafino Stamigni si è dimesso. Si tratta della prima “vittima politica” dell’operazione Damasco. In una lettera inoltrata ieri mattina al primo cittadino, l’ormai ex assessore, spiega: “Egregio Sindaco, ho appena appreso dalla stampa di oggi di un mio presunto coinvolgimento, in qualità di assessore, nelle inchieste in corso. Preciso che ad oggi non mi è stato notificato alcun formale provvedimento da parte di organi Inquirenti. Purtuttavia, - continua - nella piena consapevolezza della mia estraneità ai fatti riportati dalla stampa, ed in piena serenità di aver sempre operato con spirito di correttezza e trasparenza, e al fine di evitare qualsivoglia strumentalizzazione nonché agevolare il corso delle indagini, attestando altresì piena ed incondizionata fiducia agli organi Inquirenti, le rimetto l’incarico conferitomi ringraziandola per la fiducia accordatami.” Il primo cittadino, da parte sua,viste le motivazioni addotte da Stamigni, ha accolto la remissione dell’incarico, esprimendo allo stesso “il più sincero apprezzamento per il gesto compiuto, che misura la dimensione della sua responsabilità, porgendogli il più sentito ringraziamento per il lavoro svolto nell’amministrazione e confidando nella sua totale estraneità”. D’altra parte con due dirigenti finiti ai domiciliari al pari dei vertici della municipale, per l’amministrazione Parisella è il caso di allontanare “qualsiasi ombra”.
R.A.

Damasco, la reazione della città

Un altro risveglio brusco per Fondi. Dopo le prime avvisaglie con i quattro arresti per usura gravata da modalità mafiose del 13 febbraio 2008 a carico di Vincenzo Garruzzo, Massimo Anastasio di Fazio (detto Peticone), Giuseppe De Carolis e Domenico Capotosto, ieri mattina l’operazione “Damasco” è arrivata a compimento diverse persone finite dietro le sbarre. Un anno e mezzo fa i mezzi dei carabinieri dispiegati in città e il numero di militari in strada, fecero clamore. Fondi non si sarebbe mai aspettata un’operazione del genere portata avanti dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma. Poi le indagini sono andate avanti, anche in ambito amministrativo, con l’istituzione di una commissione di accesso agli atti e con una seguente richiesta di scioglimento inoltrata prima dal prefetto, Bruno Frattasi al minsitro dell’Interno, Roberto Maroni e poi da quest’ultimo al consiglio dei ministri. E la parola mafia in città, purtroppo, è iniziata a divenire familiare. Dopo quei primi arresti sono arrivati sequestri di beni e conti correnti per milioni di euro a carico di “Peticone” e Garruzzo. Il tutto ha provveduto a far finire Fondi “nell’occhio del ciclone”. Fino ad arrivare a ieri mattina, quando, anziché sorpresa, c’è stata una reazione diversa, ben più consapevole: la presa d’atto della conclusione di un’indagine. Un’inchiesta che tutti avevano imparato a conoscere. Insomma gli arresti non sono piovuti dal cielo, in città si sapeva che qualcosa prima o poi sarebbe accaduto. Ovviamente le reazioni nella cittadinanza rispecchiano quelle del mondo politico. Quindi vanno dai detrattori del lavoro dell’Antimafia, ai negazionisti, fino a chi ha sospirato un “finalmente”. Ieri mattina sotto palazzo San Francesco, la sede storica del comune di Fondi, quella oggetto di indagini, illazioni, accuse e sospetti, si sono radunati diversi membri della giunta. Hanno tentato di capire, già di primo mattino, cosa stesse succedendo. Piano piano si è arrivati al dunque e in piazza Unità d’Italia si sono fatti vivi anche quelli che erano stati “tirati in mezzo” dalle voci di popolo. Tanto per zittire il “totonomi”, inadatto alla serietà di un avvenimento come quello di ieri. Fondi è finita di nuovo al centro delle cronache tristemente accompagnata dalla parola mafia.
Riccardo Antonilli

mercoledì 1 luglio 2009

Informazione e indagini, l'amministrazione gioca in difesa

Del «caso Fondi» si continua a parlare. Il nome della cittadina della piana continua ad invadere i media nazionali. E’ il caso del Tg1 che, nell’edizione serale di sabato scorso, ha dedicato un servizio alle infiltrazioni malavitose nel basso Lazio. Il giornalista Alessandro Gaeta, dopo aver illustrato fatti e avvenimenti che mostrano un’inquientante situazione riguardante diversi comuni del sud pontino, ha citato Fondi, spiegando che presto «avrà il comune sciolto per infiltraioni mafiose». Un servizio che ha mandato su tutte le furie il sindaco, Luigi Parisella. «Ancora una volta, nell’ambito di un servizio di cronaca riguardante la confisca di beni al clan dei Bardellino, - spiega - la città di Fondi viene artatamente inserita nella notizia e ingiustificatamente vilipesa e colpita nella sua identità, e il Mof è descritto come luogo in cui la contrattazione commerciale è sotto il controllo della malavita». Per Parisella: «Vengono riproposte ormai da mesi e mesi accuse infamanti, prive di ogni riscontro giudiziario, che di fatto comportano danni rilevanti di ordine morale e di natura economica alla città e al Mof, che costituisce uno dei centri vitali dell’economia locale, comprensoriale». Il sindaco, in seguito, attacca apertamente il giornalista Gaeta accusato della «più sfacciata ed impudente parzialità informativa. Il diritto alla libertà d’informazione prevista dall’articolo 21 della Costituzione - continua - per taluni giornalisti diviene una sorta di paravento per propalare, invece, fatti, vicende e notizie non connotate da inoppugnabili elementi di verità, ma piegate a logiche aberranti di conflittualità e scopi strumentali di cinico scontro di potere politico». Parisella, infine, «di fronte ad un comportamento di tale gravità» ha intenzione di inoltrare «un’apposita istanza al Ministro delle Poste e Telecomunicazioni, al Ministro degli interni e allo stesso presidente del Consiglio dei Ministri per l’adozione dei relativi provvedimenti a tutela dell’identità e dell’onorabilità della Città di Fondi e, nel caso, del Mof». Intanto la comunità fondana continua ad aspettare la decisione sullo scioglimento. Era l’8 settembre 2008 quando il prefetto, Bruno Frattasi ha consegnato nelle mani del Minsitro, Roberto Maroni la relazione finale frutto dell’indagine della commisisone di accesso agli atti. Poi il ministro leghista l’ha inoltrata al consiglio dei ministri. Qui, in seguito ad una richiesta di approfondimento, il punto è rimasto bloccato, in attesa di essere riportato all’ordine del giorno.
Riccardo Antonilli

Furti, è emergenza nelle contrade

Continua l’emergenza furti a Fondi. Dopo i casi in contrada Querce, riportati nei giorni scorsi, ora l’attenzione dei ladri sembra essersi spostata in altre aree cittadine. La problematica coinvolge soprattutto le contrade, angoli di territorio lontani dal centro cittadino, in cui nelle ore notturne è più facile per i malfattori portare a termine i «colpi». La scorsa settimana alcuni furti sono stati consumati in località San Magno. Le modalità sembrano essere sempre le stesse. Si intrufolano soprattutto in case indipendenti, nelle ore notturne e con i residenti all’interno. E’ proprio questo fattore a preoccupare maggiormente la cittadinanza, terrorizzata, non solo dalla possibilità di potersi vedere svaligiata, ma anche dall’ipotesi di ritrovarsi degli estranei in casa in piena notte. Tale modus operandi viene confermato da alcuni casi di abitanti che hanno messo in fuga i ladri intenti ad entrare in casa. Casi del genere si sono registrati nei mesi scorsi anche in altre aree cittadine, come le contrade San’Andrea e San Raffaele, in cui il proliferare di abitazioni indipendenti ha attirato le attenzioni dei ladri. In tante occasioni i malviventi hanno dimostrato di essere dei veri «professionisti del mestiere», disattivando i sistemi di allarme e intrufolandosi in piena notte senza svegliare gli abitanti. I bottini sono spesso ingenti, portate via macchine, preziosi e talvolta contanti. Ovviamente i residenti chiedono più sicurezza e sui forum on line, c’è chi, oltre a lanciare l’allarme e a chiedere più controlli notturni da parte delle forze dell’ordine, lancia provocatoriamente l’idea ronde. D’altronde la situazione sta divenendo con il passare del tempo sempre più allarmante e i fondani non ci stanno ad essere costretti a vivere nel terrore di essere derubati da un momento all’altro. Un altro preoccupante fenomeno che sta contraddistinguendo negativamente la città.
Riccardo Antonilli

In ricordo di Federico

Una due giorni di musica e celebrazioni per ricordare Federico Rizzi, il 24enne fondano scomparso lo scorso anno in un incidente stradale. L’evento è organizzato dall’associazione culturale musicale Federico Rizzi, in collaborazione con l’associazione Europea Familiari e Vittime della Strada e Magia Del Suono per le serate del 10 e 11 luglio prossimi in piazza Unità d’Italia. Il primo memorial Federico Rizzi vedrà la partecipazione straordinaria dei Banco Del Mutuo Soccorso e della showgirl Debora Salvalaggio. La manifestazione gode del patrocinio della Provincia di Latina, dei Comuni di Fondi e Lenola, della Banca Popolare di Fondi, delle Pro Loco di Fondi e Lenola e del Parco Monti Aurunci.