Un fatto che mostra in maniera inequivocabile la politica ’delle corsie pereferenziali’ dell’amministrazione comunale». Così il segretario cittadino de La Destra di Fondi, Angelo Macaro, nel corso di una conferenza stampa, ha definito il caso di Villa Giulia. Si tratta di una residenza sanitaria assistita, che, ad oggi, ancora non ha visto la luce, per cui tre anni fa è stata approvata una variante al Prg. Un progetto che, per Macaro e per il dirigente provinciale di Gioventù Italiana, Francesco Ciccone, «è emblematico di una vecchia politica tesa a dare risposte più alle esigenze e agli interessi dei singoli che a quelle della collettività». «Un agricoltore-allevatore - ha spiegato Macaro - di fronte ad un’offerta vende la sua azienda agricola. Poi, in un anno circa, un piccolo fabbricato e la stalla diventano un’altra cosa. In tale lasso di tempo, nonostante le solite lungaggini della burocrazia, si riesce a portare in consiglio comunale questo problema ben quattro volte (tra l’altro la prima volta ancor prima che fosse firmato l’atto di compravendita). Anche uno sprovveduto - ha sottolineato il segretario - capisce l’importanza data a questo problema dall’amminsitrazione, tenendo conto anche del fatto che questo punto venne inserito nel programma del sindaco. Da cittadini allora ci siamo posti la domanda: chi ci ha guadagnato da questa operazione? Non certo i cittadini anziani di Fondi dato che, ad oggi, tale struttura non è mai nata. Seconda domanda: Quanti posti di lavoro ha prodotto Villa Giulia? Nessuno». La Destra, allora, chiede la pubblicizzazione alla cittadinanza della varianti al Piano regolatore e, ovviamente, l’approvazione del nuovo Prg necessario «per offrire uno sviluppo sostenibile del territorio».
Riccardo Antonilli
sabato 28 febbraio 2009
Denunciato un bracconiere
Denunciato un bracconiere di Monte San Biagio dalla Polizia provinciale. Gli uomini guidati dal colonnello Attilio Novelli, giovedì sera, hanno fermato e denunciato l’uomo nelle campagne della frazione di Vallemarina. Nell’ambito di un’attività di controllo del territorio, gli agenti della provinciale hanno realizzato una serie di posti di blocco. L’uomo, all’alt degli agenti, ha accellerato tentando di fuggire. Nel corso della fuga ha gettato dal finestrino dell’auto il suo giaccone, all’interno del quale era occultato il «bottino» dell’attività illecita. Fermato dopo un inseguimento, il monticellano è stato denunciato per i reati di uccellagine e furto venatorio. Nel frattempo sono iniziate le operazioni per ritrovare il giaccone. Una ricerca non facile sia per il buio sia perché l’indumento era rimasto impigliato nei rani di un albero. Alla fine gli uomini guidati da Novelli sono riusciti a ritrovarlo e all’interno delle varie tasche hanno rinvenuto ben 40 pettirossi, due merli e tre tordi. Come appurato successivamente, gli uccelli erano rimasti tutti impigliati in trappole precedentemente sistemate dall’uomo. Tutti gli esemplari, infatti, avevano il collo spezzato. L’indagine, comunque, non è conclusa. Ora al vaglio degli inquirenti ci sono gli eventuali acquirenti degli esemplari uccisi. La provinciale sta cercando di risalire ad un’attività di ristorazione che, in barba alle normative, acquista e vende il frutto dell’attività dei bracconieri. Per molti cacciatori che sfidano la legge, la vendita degli esemplari uccisi illegalmente è divenuta una vera e propria attività commerciale. Intanto continuano i controlli nelle «zone calde», tristemente note per i frequenti atti di caccia illecita. L’operazione di giovedì è solo una parte di un lavoro più ampio di monitortaggio e controllo che vede la polizia provinciale in prima linea nel combattere il fenomeno del bracconaggio.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
Abusivismo, cinque denunce tra Itri e Fondi
Prosegue senza sosta la lotta all’abusivismo edilizio da parte dei carabinieri. Nella giornata di ieri, in due distinte operazioni, sono state denunciate ben cinque persone tra Fondi e Itri. I militari della stazione di Fondi, nel corso di un predisposto servizio, hanno denunciato in stato di libertà per “violazione delle norme sull’abusivismo edilizio” il 31enne del luogo, P.L., il 54enne di Itri, S.M. e il 58enne di Latina, D.M.M.. I primi due, su un’area sottoposta a vincoli paesaggistici, dopo aver ottenuto il 13 settembre 2001 la giusta concessione edilizia per la costruzione di un’abitazione, hanno proceduto, in fase di esecuzione, ad una variante che prevedeva uno scavo superiore a quanto già autorizzato, senza il preventivo “nulla osta” dell’amministrazione provinciale di Latina. Il terzo, impiegato comunale, omettendo la richiesta del “nulla osta” all’amministrazione provinciale, ha autorizzato i lavori. L’intera area, comprensiva di immobile in via di completamento, del valore di 250.000 euro circa, è stata sottoposta a sequestro. Mentre a Itri, i carabinieri della locale stazione hanno denunciato in stato di libertà per “lavori in corso con concessione edilizia scaduta” il 53enne del luogo, P.C. e il 33enne di Formia, C.A.. I due, nonostante la concessione edilizia scaduta, hanno continuato i lavori di costruzione di un’abitazione, omettendo, al contempo, la prevista tabellonistica di cantiere, nonché la voltura e la nomina di un nuova direzione dei lavori.
R.A.
R.A.
giovedì 26 febbraio 2009
Blitz dei Nas in ospedale
Ieri mattina i Nas hanno fatto “visita” all’ospedale “San Giovanni di Dio” di Fondi. I militari del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità dell'Arma dei Carabinieri si sono soffermati a lungo a colloquio con Sergio Parrocchia e Massimo Marciano, rispettivamente direttore sanitario e amministrativo del distretto centro. Gli uomini di quello che è divenuto il comando Carabinieri per la Tutela della Salute sembra si siano diretti anche al Pronto Soccorso. Non è chiaro il motivo della visita a Fondi, di certo c’è in piedi un’indagine sul “San Giovanni di Dio”, sembra, anche se da indiscrezioni da confermare, che i militari fossero interessati ai Poct. I discussi strumenti di analisi in uso in diversi nosocomi della provincia pontina. A Fondi, come si ricorderà, complice la paventata chiusura del laboratorio di analisi a favore dell’utilizzo dei ‘Point of Care Testing’, su tali strumenti è in piedi da mesi una battaglia portata avanti dai sindacati e dalle forze politiche di maggioranza. Sono diverse le richieste di chiarimenti presentate da Franco Addessi, dirigente provinciale della Cgil - Funzione Pubblica alla Asl sull’uso di tali apparecchiature. Al centro delle polemiche, oltre alla presunta imprecisione dei risultati offerti, ci sono anche, secondo quanto denunciato dal primo cittadino di Fondi, Luigi Parisella, la violazione di una normativa regionale che ne sconsigliava l’utilizzo, e la mancata remunerazione delle prestazioni suppletive effettuate con i discussi strumenti da parte del personale infermieristico. Tanto che un centinaio di infermieri, impiegati nei nosocomi della provincia, hanno dato mandato all’avvocato Arnaldo Faiola di presentare una richiesta di pagamento all’Azienda. Su tali strumenti si sono anche inaspriti i toni delle polemiche tra amministrazione comunale e Asl. Martedì il sindaco di Fondi, con i colleghi di Lenola, Campodimele, Monte San Biagio e Sperlonga ha convocato una conferenza stampa per illustrare tutte le perplessità sull’operato della manager, Ilde Coiro. Ora è arrivata la visita dei Nas, mentre oggi si riunisce la conferenza dei sindaci alla presenza della Coiro. Un momento di confronto, che, dalle premesse, appare tutt’altro che sereno.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
mercoledì 25 febbraio 2009
Abusivismo a Itri, cinque denunce
Ancora abusivismo edilizio a Itri. Ieri mattina, i carabinieri della locale stazione, dopo una lunga ed accurata indagine, hanno denunciato in stato di libertà per i reati di “falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico” e “tentata truffa in concorso in danno della pubblica amministrazione” cinque persone, tutte già note alle forze dell’ordine. Si tratta di C.M., 49enne domiciliato a Ciampino, già sottoposto al regime degli arresti domiciliari; di A.D., 31enne del luogo; S.R., 50enne di Ciampino; C.S., 45enne di Genzano di Roma; e S.M., 42enne del luogo. Le denunce sono scattate per un fabbricato situato in località Corano, costruito su un terreno di proprietà di C.M. e già sottoposto dai militari a sequestro preventivo il 6 maggio 2004 per l’assenza della concessione edilizia. I carabinieri, a seguito della verifica delle rispettive dichiarazioni a corredo delle istanze per l’adesione alla legge sul condono edilizio, accertavano la mendacità di tutte le predette dichiarazioni finalizzate ad ottenere ingiustamente il titolo edilizio abilitativo in sanatoria. Non è il primo caso in cui i militari del comune aurunco scoprono irregolarità legate alla legge sul condono. Nelle decine di sequestri per abusivismo edilizio portati avanti nel corso del 2008 nel territorio itrano, troppo spesso è stata riscontrata la pratica del “condono preventivo”, ovvero la presentazione della domanda di sanatoria prima di realizzare l’abuso.
R.A.
R.A.
Sanità, l'affondo di Parisella
“Ci troviamo di fronte a politiche contraddittorie e che non premiano l’efficienza”. Così il sindaco di Fondi, Luigi Parisella definisce l’operato della manager dell’Asl pontina , Ilde Coiro. Ieri mattina, nel corso di una conferenza stampa, il primo cittadino ha spiegato, nel dettaglio, quali sono le preoccupazioni sue e dei cittadini della piana per il depotenziamento dell’ospedale “San Giovanni di Dio”. All’incontro hanno partecipato anche i sindaci di Lenola e Campodimele, Gianbattista De Filippis e Roberto Zannella, i rappresentanti delle amministrazioni comunali di Monte San Biagio e Sperlonga, delle associazioni sindacali e l’ex primario di ostetricia e ginecologia, Felice Gagliardi. “Parlando di managerialità – ha spiegato Parisella – andrebbero premiati quei servizi che funzionano, mentre qui in provincia di Latina si sta andando in direzione opposta”. Sul laboratorio di analisi, ad esempio, “c’è una determina che ne ordina la soppressione a favore di un centro prelievi e, nonostante gli interventi rassicurativi di politici locali, quegli atti sono ancora in piedi, quindi la chiusura non è stata smentita. Ora si sta facendo concreta l’ipotesi di una chiusura del dipartimento di prevenzione, i cui uffici sono dislocati in via Lanza. Abbiamo scoperto che c’è stata la disdetta della locazione, mentre in un altro comune si stanno ristrutturando i locali per ospitare tale servizio. Stessa cosa sta accadendo per il servizio veterinario, fondamentale in una realtà come quella fondana che ha un mattatoio comunale”. Il sindaco ricorda poi che “per Fondi era stata indetta una gara d’appalto per il servizio di hospice, poi l’appalto è stato revocato e non si sa neanche che fine abbiano fatto i fondi stanziati dalla Regione. Anche l’unità semplice di broncopneumatologia rischia di essere accorpata ad un’altra struttura”. Per Parisella si tratta di “una serie di scelte unilaterali che si continuano a fare senza alcuna concertazione con gli enti locali”. Altro esempio portato dal primo cittadino è il reparto di ostetricia e ginecologia del nosocomio fondano “che, dopo la chiusura del medesimo reparto di Priverno, si trova ad avere un carico di utenze senza poter usufruire di nuovo personale. Questo manager – ha sottolineato il sindaco – va controcorrente rispetto alla scelte fatte da Marrazzo per il territorio”. Tanto che il sindaco ha scritto, lo scorso 26 gennaio, proprio al governatore regionale per esporre le varie criticità. L’auspicio di Parisella è che “si facciano scelte oculate e non politiche. Su questi temi – ha concluso –bisogna fare fronte comune, per evitare che, a danno dei cittadini, si continui a premiare l’inefficienza”. Pensiero condiviso anche dagli altri rappresentanti istituzionali presenti. Il tutto ad appena due giorni dalla conferenza dei sindaci alla presenza della Coiro, in cui si discuterà anche dei rapporti tra l’azienda e le istituzioni locali.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
lunedì 23 febbraio 2009
Usi civici, il comitato diffida il Sindaco
Il comitato Selva Vetere ha diffidato il sindaco di Fondi, Luigi Parisella ad intraprendere ogni azione volta ad imporre il pagamento di un canone per arricchimento indebito. Il riferimento è ai possessori dei terreni gravati da uso civico. Sull’annosa questione resta aperto lo scontro tra Comune, cittadini e Regione. Un gioco a tre, in cui gli abitanti tentano ora di farsi mediatori tra l’ente comunale e regionale. Oltre alla diffida, infatti, i cittadini hanno rivolto un invito a Parisella “a fissare un incontro con i dirigenti responsabili della Regione Lazio al fine di valutare le possibili soluzioni da adottare per la definizione della controversia”. La volontà è quella di cercare un punto di convergenza tra le parti e non lo scontro aperto. Nel documento di diffida e invito, già depositato in comune nei giorni scorsi, il comitato ricorda le vicissitudini dei terreni della Selva. Il Comune, dopo una ricognizione sulla zona, ha inviato ai cittadini richieste di pagamento per illecito arricchimento, in seguito alla presunta occupazione indebita dei terreni soggetti ad uso civico. Poi lo scorso agosto il consigliere regionale, Domenico Di Resta ha presentato un’interrogazione per stabilire la legittimità della richiesta dell’amministrazione comunale. L’imposizione è stata giudicata illegittima dalla Pisana. Inoltre, il comitato ricorda che “il Comune non ha, nei cinque anni successivi all’approvazione del Piano Regolatore Generale, adottato i Piani particolareggiati esecutivi né ha provveduto ad adottare una speciale variante diretta al recupero urbanistico dei nuclei abusivi”. Una questione particolarmente controversa, la speranza del comitato, ora, è che la mediazione tra Comune e Regione vada a buon fine e che si riesca definitivamente a trovare una soluzione ad un problema che va avanti da diversi anni.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
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