E’ atteso per domani sera, a partire dalle 20 presso il castello baronale, il consiglio comunale straordinario sull’ordine pubblico della città di Fondi. La massima assise cittadina è stata convocata in seguito ai gravi episodi criminosi che si sono susseguiti nelle scorse settimane. In particolare a destare l’allarme è stato l’attentato incendiario ai danni del capannone del presidente del consiglio comunale Giorgio Fiore. Nella notte a cavallo tra sabato e domenica scorsa, ignoti hanno distrutto le vetrate di una parte dell’immobile in fase di rifinitura, facendo esplodere una tanica di benzina. Un episodio gravissimo che ha portato la Prefettura di Latina ad istituire una sorveglianza per il leader di Progetto Fondi. La politica locale, dal canto suo, ha deciso di non restare con le mani in mano, innanzitutto convocando il consiglio e poi chiedendo al prefetto di Latina, attraverso una lettera firmata dal sindaco Luigi Parisella, la convocazione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica “al fine di analizzare e valutare la delicata e grave dimensione del fenomeno delinquenziale e criminoso e assumere le necessarie determinazioni in merito”. In sede di conferenza dei capigruppo, inoltre, è stato deciso di chiedere al ministro dell’Interno, Roberto Maroni di pronunciarsi sulla richiesta di scioglimento presentata dal prefetto Frattasi, perché “prolungare oltre tempo tale decisione ministeriale consente a personaggi e interessi criminali di continuare ad alimentare tensioni e perseguire disegni contro le istituzioni democratiche e la stessa città”. Fondi è ormai “nell’occhio del ciclone” da diversi mesi. Basta ricordare che la situazione dell’ordine pubblico è stata discussa in consiglio, per la prima volta, l’8 febbraio scorso, in seguito agli incendi dolosi dell’agenzia immobiliare Peticone, della Smart dell’allora assessore ai lavori Pubblici, Riccardo Izzi e dell’auto di un commerciante. Poi, dopo qualche giorno, sono arrivati i quattro arresti per usura gravata da modalità mafiosa della Direzione distrettuale antimafia di Roma (l’operazione Damasco) e la nomina della commissione di accesso agli atti del comune di Fondi. Allora il quadro delineato in quella prima assise cambia, non si parla più di microcriminalità, ma c’è dell’altro, tanto che, purtroppo, quegli episodi non sono rimasti isolati. Non a caso, dopo più di dieci mesi, si torna parlare dello stesso argomento, in un contesto, ormai, ben diverso.
Riccardo Antonilli
domenica 28 dicembre 2008
sabato 27 dicembre 2008
Incidente sulla Fondi-Sperlonga , muoiono due ragazzi
Natale di sangue sulle strade di Fondi. Due ragazzi giovanissimi, il 18enne Antonio Onorato e la 16enne Ana I.D. hanno perso la vita in un incidente stradale verificatosi al chilometro 7.500 della provinciale Fondi – Sperlonga nella notte di natale. I due a bordo di una Opel Corsa, per cause ancora al vaglio degli inquirenti, sono usciti di strada andandosi a schiantare rovinosamente contro un albero. Era passata da poco la mezzanotte quando il giovane ha perso il controllo della macchina. Il 18enne, nato a Maddaloni e residente a Caivano (NA), da qualche tempo frequentava Fondi dove risiedono degli zii. La giovane di origine moldava, viveva a Fondi da diversi anni in un’abitazione del centro storico con i genitori, un fratello e una sorella. Tutti e due i ragazzi sono stati sbalzati fuori dall'abitacolo. Il guidatore a pochi metri, mentre la ragazza , purtroppo, è andata a finire più lontano, inizialmente nascosta alla vista dei soccorritori. Sul posto con i carabinieri della stazione di Fondi, diretti del luogotenente Emilio Mauriello, sono prontamente accorsi i Vigili del Fuoco di Terracina. La ragazza è morta sul colpo, mentre l’Onorato, trasportato al Pronto Soccorso del "San Giovanni di Dio" di Fondi, è deceduto poco dopo, nonostante il disperato tentativo di intervento degli operatori del reparto. Sul corpo dei due ragazzi è stato già eseguito, nel primo pomeriggio di ieri, l’esame autoptico esterno dal medico legale Silvestro Mauriello. E’ probabile che all’origine della fatale uscita di strada ci sia l’alta velocità a cui l’Opel Corsa stava viaggiando. Il sinistro si è verificato proprio sul “curvone”, il tratto dove è più facile perdere il controllo dell’automobile se si sostengono velocità non consentite. Qualunque sia la causa dell’incidente resta un bilancio tragico, con due ragazzi giovanissimi vittime della strada. E purtroppo non è l’unico episodio che negli ultimi anni vedi dei ragazzi perdere la vita sulle strade della piana. E anche in tante altre occasioni, purtroppo, si tratta di giovani se non giovanissimi. Basta considerare che nella stessa notte a Fondi due giovani a bordo di uno scooter si sono procurati un frattura al femore e un trauma cranico, per capire come siano ancora tanti , troppi, gli incidenti sulle strade del nostro territorio La speranza è che nel corso del 2009 le pagine di cronaca saranno ben più povere di episodi simili a quello che ha strappato alla vita Ana e Antonio.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
Caso Eurospin, tutti rinviati a giudizio
Proseguono le vicende giudiziarie dei “supermaket abusivi” di Fondi. Ieri il Gup del Tribunale di Latina, Lucia Aielli ha rinviato a giudizio il dirigente del settore urbanistico del comune di Fondi, Martino Di Marco; Bruno Stravato, proprietario di Eurospin; Stefano Marciano, ex proprietario di Orizzonte; Castrese Pagiaro, proprietario della catena Orizzonte ed il tecnico Pietro Rizzi. Il reato contestato agli imputati difesi dagli avvocati Palazzo, Faiola, de Simone, Basile, Serapiglia e Giudetti, è quello di lottizzazione abusiva, per quanto riguarda il supermercato Eurospin e il centro commerciale Orizzonte situati su via Appia lato Monte San Biagio. Le vicende delle due strutture, che affondano le radici lontano, balzano al centro delle cronache a gennaio 2006, quando le due attività commerciali vengono poste sotto sequestro per l’ipotesi di reato di lottizzazione abusiva. Poi, dopo poche settimane, la Procura concede la facoltà d’uso, tanto che ad oggi sia Orizzonte sia Eurospin continuano a lavorare. La concessione venne data agli affittuari delle due attività commerciali, in quanto terzi in buona fede e, soprattutto, datori di lavoro per circa sessanta persone. Al centro del procedimento ci sono le diverse licenze che hanno autorizzato l’apertura dei due centri, la cui prima è datata 1966, poi il cambio di destinazione dei due capannoni che da depositi si sono trasformati in attività commerciali e le vicende della società che gestiva i due immobili, un tempo unica, che, ben ventidue anni fa, si è separata. Ieri, inoltre, Mario Izzi, noto imprenditore fondano proprietario della Cedis Izzi, ha chiesto di potersi costituire quale parte civile nel procedimento, ma la richiesta è stata respinta. Ora per capire come finirà la vicenda non resta che attendere il proseguimento del percorso giudiziario. Per ora l’unico dato di fatto è un nuovo capitolo legato alle lottizzazioni abusive sul territorio di Fondi. I casi sono tanti e, talvolta, eclatanti. E’ il caso, ad esempio, dell’Isola dei Ciurli, il complesso di villette mai ultimate, abbattute a dicembre 2007 dopo oltre 40 anni di vicende giudiziarie. Non ne mancano altri più recenti come l’Holiday Village, che ha portato a Fondi il poco onorevole riconoscimento della bandiera nera di Goletta Verde. Una vicenda quella del campeggio fondano, trasformato in villaggio turistico, che ha tenuto banco a lungo. Infine ci sono anche i 34 villini del residence La Selva, per cui è in corso il processo di appello dopo la condanna in primo grado ad un anno e quattro mesi del costruttore del residence e del dirigente del settore urbanistico del comune, Di Marco. Lo stesso rinviato a giudizio nel procedimento riguardate Orizzonte ed Eurospin.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
Piromane ai domiciliari
La Corte di Appello di Roma ha confermato la sentenza di condanna a tre anni e sei mesi di reclusione per Giuseppe Di Girolamo, il piromane 53enne arrestato il 10 agosto 2007 a Monte San Biagio. Rispetto alla dura condanna, emessa a febbraio scorso dal Tribunale di Terracina, la Corte romana gli ha concesso gli arresti domiciliari. Di Girolamo era stato bloccato dagli uomini del Nipaf mentre, in compagnia del 38enne Attilio Minchella (anche lui condannato a tre anni ai domiciliari) nelle montagne di Fontana San Vito, era intento ad appiccare un incendio. Gli uomini della forestale, da oltre una settimana, si erano appostati in vari punti della zona, aspettando che Di Girolamo iniziasse a far partire i roghi. Quando lo hanno bloccato e arrestato, intorno alle 4 del mattino, stava trasportando una busta con 19 zampironi. Dopo l’arresto la vicenda iniziò a far discutere. Il pubblico ministero di turno, infatti, non convalidò l’arresto, perché non ritenne le loro azioni configurabili come atti preparatori. Il giorno dopo, invece, sulla base di una documentazione che faceva riferimento a periodi precedenti, lo stesso Procuratore capo, Giuseppe Mancini chiese l’applicazione del fermo di indiziato di delitto. Un caso che diede luogo anche a polemiche nazionali, tanto che l’allora ministro della Giustizia, Clemente Mastella avviò l’istruttoria per un procedimento disciplinare nei confronti del Pm che non aveva convalidato l’arresto. L’inchiesta rivelò che, in realtà, si era trattato semplicemente di una corretta interpretazione delle norme penali. L’anno 2007 è stato uno dei più duri per la provincia pontina sul fronte degli incendi boschivi. Su 326 episodi registrati dal Corpo forestale, che hanno provocato la distruzione di 6 mila ettari di superficie, ben 315 sono stati classificati come dolosi, mentre solo i restanti 11 colposi, cioè causati dalla negligenza e dall'imperizia di qualche proprietario terriero. Un numero di roghi tale da rappresentare il 40% circa di quelli accaduti nel Lazio nello stesso periodo. Purtroppo il passare del tempo non ha risollevato le sorti della provincia, basta ricordare i tanti, troppi incendi boschivi, che hanno contraddistinto l’estate 2008.
R.A.
R.A.
lunedì 22 dicembre 2008
Atti intimidatori, i precedenti
La notte tra il 6 e il 7 dicembre ignoti danno alle fiamme il rimorchio di un camion posteggiato presso un distributore di benzina al bivio per Sant’Anastasia. Le fiamme vengono domate dai Vigili del Fuoco prima che possano attecchire alla motrice e alla pompe di carburante. Il rogo è doloso, lo testimonia una tanica di benzina ritrovata nelle vicinanze del Tir. E’ solo uno dei tanti attentati che hanno, purtroppo, contraddistinto la città negli ultimi mesi. A dicembre 2007, Fondi balza al centro delle cronache per l’incendio doloso di una Smart di proprietà della moglie dell’allora assessore ai Lavori Pubblici, Riccardo Izzi, mentre, appena pochi giorni prima, era stata distrutta da un altro rogo una Ford Fiesta di proprietà di un commerciante. Poi a marzo viene distrutta dalle fiamme una Renault Twingo di proprietà della sorella del presidente del consiglio comunale, Giorgio Fiore. Ma non sono solo le auto a bruciare. Nel periodo di fuoco che ha iniziato a destare l’attenzione sul problema ordine pubblico, ad andare in fiamme era stata l’agenzia immobiliare Peticone, di proprietà di Massimo Anastasio Di Fazio, finito in cella nell’ambito dell’operazione Damasco della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma. La stessa agenzia, circa un anno prima di essere distrutta, era stata oggetto di un altro atto intimidatorio di particolare gravità: ignoti avevano esploso diversi colpi di pistola contro la struttura. Poi, dopo qualche mese di relativa tranquillità – almeno sul fronte attentati e intimidazioni - ecco che a Fondi si inizia a sparare, prima ai danni di un commerciante contro cui due malviventi realizzano un vero e proprio agguato, finito con un colpo di pistola esploso ai danni della vittima (ferita ad un piede), poi un’automobile viene ritrovata dal proprietario con quattro fori di proiettile sul cofano. Ed ora un capannone di proprietà del presidente del consiglio viene dato alle fiamme. Una situazione allarmante, soprattutto per una città come Fondi, da dieci mesi ormai costantemente al centro delle cronache.
R.A.
R.A.
In fiamme il capannone di Giorgio Fiore
Ennesimo attentato incendiario a Fondi. Questa volta a essere dato alle fiamme è stato un capannone adibito a deposito agricolo di proprietà del presidente del consiglio comunale, Giorgio Fiore. Nella notte a cavallo tra sabato e domenica, intorno alle 2 e 30, ignoti hanno appiccato le fiamme alla struttura situata ai bordi di via Appia lato Monte San Biagio. Il rogo è stato avviato con l’utilizzo di una tanica piena di benzina, sistemata all’interno di una parte in fase di rifinitura. La deflagrazione ha mandato in frantumi i vetri delle finestre e ha danneggiato un centinaio di cassette in plastica contenenti pomodori, pronti per la commercializzazione. Sul luogo si sono precipitati i Vigili del Fuoco e i Carabinieri della stazione diFondi, coordinati dal Capitano della Compagnia di Gaeta Daniele Puppin e la Polizia di Stato di Fondi. Sul grave episodio indagano i Carabinieri che, al momento, non escludono alcuna pista. Fiore oltre che imprenditore è anche un uomo politico di lungo corso, che ricopre una carica di prestigio in un comune difficile come Fondi. Per ora non è dato sapere in che direzione si stia rivolgendo l’attenzione degli inquirenti. Il magazzino dato alle fiamme è uno dei tre di proprietà dell’azienda agricola che fa capo a Fiore. La struttura in cemento armato conta circa 10 mila metri quadri di superficie ed è poco utilizzata. All’interno, infatti, a parte le cassette distrutte dal rogo c'era poco o nulla. Va tenuto presente che una parte del capannone era ancora in fase di rifinitura, si stavano ultimando i lavori per realizzare un ufficio. Fiore è stato già sentito dai militari, ma, ovviamente, il contenuto del colloquio rimane sotto stretto riserbo. Le uniche certezze, per ora, sono la natura dolosa dell’incendio e un precedente simile risalente a marzo, quando ad essere data alle fiamme era stata l’automobile di proprietà della sorella del presidente del consiglio. Un fatto quello che fece scalpore, perché collocato temporalmente non troppo lontano da altri attentati che risvegliarono l’attenzione della città sulla situazione dell’ordine pubblico. Anche l’episodio del capannone giunge in un periodo di grande tensione per Fondi. L’atto criminoso arriva a pochi giorni dagli spari contro un’automobile in via Spinete II, dalla rapina a mano armata in cui è stato ferito un commerciante e dall’incendio del rimorchio di un camion in località sant’Anastasia. Una serie di episodi inquietanti, quasi certamente privi di collegamento, ma che contribuiscono, purtroppo, a tenere alto il livello di tensione in città.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
sabato 20 dicembre 2008
Fondo di investimento, soldi spariti
“A distanza di circa un mese, nonostante la richiesta di risarcimento danni, non è ancora arrivata alcuna risposta da Banca Fideuram in merito all’operazione di liquidazione del fondo comune d’investimento denominato Credit Suiss Target Return Euro, effettuata dalla società di gestione Credit Suiss il 27 ottobre scorso”. A renderlo noto è l’avvocato Mario Brizzi, che tutela gli interessi dei clienti dell’Istituto di credito che hanno visto scomparire all’improvviso diverse migliaia di euro investite nel fondo. Brizzi si dice pronto a citare in giudizio la Fideuram Spa, qualora l’istituto di credito non provvederà a rimborsare i suoi clienti (quattro solo nel comune di Fondi) delle ingenti perdite subite. La società, infatti, il 24 ottobre scorso, senza alcuna informazione preventiva, ha sospeso l’operatività del comparto e il 27 ottobre ha provveduto a chiuderlo, bloccando le operazioni di sottoscrizione e di rimborso avviando ufficialmente la procedura di liquidazione, privando così gli investitori della disponibilità delle somme investite senza alcun vincolo. Il legale tiene a precisare che “i promotori, negli ultimi tempi, hanno venduto il prodotto a piene mani, facendo sottoscrivere i relativi contratti e garantendo un ritorno assoluto dell’investimento; nel documento di offerta, tuttavia, si sottolineava la possibilità di oscillazioni temporanee dei prezzi che, a questo punto, vista la chiusura del comparto, sono state rese definitive. Quindi - conclude Brizzi – tra qualche mese la Fideuram Spa dovrà comparire in giudizio davanti al Tribunale di Latina, sezione distaccata di Terracina, per rispondere di inadempienza contrattuale”. Un lavoro di vendita quello dei promotori che, stando a quanto sostiene il legale, si è esteso in tutto il sud pontino. Quindi i quattro fondani che hanno investito decine di migliaia di euro a testa, non sarebbero che una piccola parte dei cittadini cui la Fideuram deve delle spiegazioni. Come mai sia stata presa la decisione di chiudere improvvisamente il fondo d’investimento, purtroppo, ad oggi gli investitori non possono ancora saperlo e non avranno modo di conoscere la fine che hanno fatto i propri risparmi finché l’istituto di credito non fornirà risposte chiare. Una situazione particolarmente difficile quella degli investitori del fondo Credit Suiss Target Return Euro che, in un periodo di recessione come l’attuale, si trovano privati chi di una parte, chi di quasi tutto l’ammontare dei propri risparmi.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
Il consiglio approva, al via le alienazioni
Il consiglio comunale ha approvato tutti i punti proposti all’ordine del giorno. Una seduta, quella di mercoledì sera, dai toni pacati, che senza polemiche sulla situazione della città, ha visto l’approvazione di importanti provvedimenti, tra cui quello di rimandare alla conferenza dei capigruppo la redazione di un documento congiunto per chiedere lo stato di calamità naturale, in seguito ai danni provocati dal maltempo negli ultimi giorni. Le prime votazioni hanno riguardato ben quattro delibere di giunta relative all’alienazione di terreni di uso civico. Un tema, questo, su cui, proprio per la proposizione nella massima assise cittadina, si sono riaccese le polemiche tra il commissario del Monumento Naturale del lago di Fondi Onorato Mazzarrino e il sindaco, Luigi Parisella. Il primo aveva spiegato che il comune, portando all’ordine del giorno le proposte di alienazione, “sta procedendo con grande fretta, impedendo così alle famiglie di godere dei benefici che saranno introdotti dalla legge regionale numero 378 del 30 aprile 2008, presentata dal consigliere regionale Domenico Di Resta e, in questi giorni, al vaglio della commissione Agricoltura e Usi Civici, che reintrodurrà le riduzioni in presenza di abusi di necessità abitativa”. Per Mazzarrino, infatti, “l’attuale valutazione del riscatto dei terreni è insostenibile per la maggior parte delle famiglie che lì risiedono”. Parisella, in risposta, aveva giudicato l’intervento del commissario del Lago “strumentale e fatto da chi, tanti anni fa, ha bloccato le alienazioni e le legittimazioni”. Il sindaco, inoltre, ha ricordato che “l’alienazione non la fa il comune, ma nasce su richiesta dei cittadini. L’amministrazione – aveva sottolineato – non può impedire al cittadino di usufruire di un diritto, in vista di una legge regionale ancora non approvata”. Al centro dell’attenzione, successivamente, è stata posta l’approvazione del Piano di Arredo Urbano, della zona omogenea riguardante l'area prospiciente il centro storico, compresa tra piazza IV Novembre, viale Vittorio Emanuele III e Piazza Unità d’Italia. Inoltre, dopo una lunga attesa, è stato approvato il progetto preliminare: “Realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria in località Spinete”; a cui ha fatto seguito l’approvazione definitiva del progetto di sistemazione di via Spinete I, in variante al Piano regolatore generale. Due novità particolarmente gradite agli abitanti del nuovo quartiere, purtroppo, ancora privo di alcuni servizi basilari. Infine, è stato approvato il Progetto preliminare di collegamento tra la statale 637 e il Palazzetto dello Sport , in variante al Prg e sono stati riconosciuti alcuni debiti fuori bilancio.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
mercoledì 17 dicembre 2008
Usi civici, Mazzarrino chiede di "frenare"
Questa sera si riunisce il consiglio comunale della città di Fondi, all’ordine del giorno spiccano ben quattro delibere di giunta riguardanti l’alienazione di terreni di uso civico. Approda nella massima assise cittadina, quindi, l’annosa questione dei terreni della contrada Selva Vetere. Eppure per Onorato Mazzarrino, commissario straordinario del Monumento Naturale del Lago di Fondi: «Il comune sta procedendo con grande fretta sull’argomento, impedendo così alle famiglie di godere dei benefici introdotti dalla legge regionale numero 378 del 30 aprile 2008 presentata dal consigliere regionale Domenico Di Resta e, in questi giorni, al vaglio della commissione Agricoltura e Usi Civici, che reintrodurrà le riduzioni in presenza di abusi di necessità abitativa. Il riscatto di quei terreni stimato dal comune - prosegue Mazzarrino - è insostenibile per la maggior parte delle famiglie che lì risiedono». Il commissario, per chiarire fino in fondo la questione, ne ripercorre le tappe principali. «A fronte delle prime proposte di alinazione del perito demaniale di nomina regionale, - spiega - il comitato di Selva Vetere raccolse 780 firme per la modifica dell’articolo 8 della legge regionale 6/2005. Con la raccolta di firme - sottolinea Mazzarrino - si chiedeva di ripristinare le riduzioni del prezzo di alienazione previste da due precedenti leggi regionali (la 1/86 e la 57/96) che intervenivano in caso di abuso di necessità in presenza di prima casa, attività turistica, commerciale o agricola». Quindi la proposta di legge di Di Resta è indirizzata a reintrodurre quanto annullato dalla 6/05. Per Mazzarrino è «incomprensibile» come «in questo clima di positività, con la legge al vaglio della commissione, il comune abbia questa fretta. Alla luce di quanto detto - continua - sarebbe opportuno sospendere le attuali proposte di alienazione, al fine di consentire a tutti i richiedenti delle alienazioni gi stessi benefici di riduzione previsti nella prossima legge regionale, così da evitare tensioni sociali tra chi oggi non può beneficiare di queste riduzioni e chi, tra pochi mesi, a legge approvata, ne potrà usufruire». Un invito che difficilmente sarà accolto dal consiglio, chiamato già questa sera a vagliare le quattro proposte, ma, altrettanto difficilmente, la vicenda dei terreni e delle famiglie di Selva Vetere potrà dirsi chiusa in seguito al parere della massima assise.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
lunedì 15 dicembre 2008
Spari contro un'auto
Ancora spari a Fondi. Dopo la rapina a mano armata ai danni di un commerciante di giovedì scorso, questa volta ad essere presa di mira da ignoti è stata l’automobile di un operaio edile 53enne. Intorno alle 5 del mattino di ieri l’uomo si è svegliato sentendo delle forti esplosioni, inizialmente non ha dato peso ai rumori, giudicandoli dei “botti di capodanno” sparati in anticipo da qualche maleducato. Ma ieri mattina, arrivato vicino alla sua Seat Ibiza in via Spinete II, ha notato quattro fori sul cofano anteriore. Il 53enne, a quel punto, non ci ha pensato due volte e si è recato al commissariato di Polizia di Fondi per sporgere denuncia verso ignoti. Immediatamente gli uomini della scientifica, inviati in via Spinete II, hanno analizzato i fori sul cofano dell’automobile, certificando l’atto intimidatorio. Si tratta di colpi di pistola. L’uomo avrebbe riferito alla Polizia di non aver mai subito atti del genere in passato e, soprattutto, di non nutrire neanche alcun sospetto sui possibili autori dell’atto criminoso. Intanto le indagini degli uomini diretti da Marinelli poseguono battendo ogni pista. Raccolti dalla scientifica tutti gli elementi utili, ora si sta cercando di capire le motivazioni che possano aver spinto gli ignoti ad esplodere i colpi di arma da fuoco. Un fatto che resta comunque gravissimo, alla luce di quanto accaduto giovedì scorso. Due atti criminosi, con tanto di armi da fuoco e colpi esplosi, che ridestano l’attenzione sul problema sicurezza nella città di Fondi. I due episodi sono profondamente diversi, soprattutto perché gli spari della notte a cavallo tra sabato e domenica, fortunatamente, sono stati indirizzati verso un’automobile, senza alcun danno alle persone.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
sabato 13 dicembre 2008
Rapina a mano armata, un ferito
Lo hanno aspettato sotto casa, a volto coperto, armati con una pistola e un’accetta per portargli via l’incasso della giornata. Vittima dell’agguato il 53enne fondano Gino Pannozzo, commerciante di prodotti ortofrutticoli, proprietario di due stand al Mercato Ortofrutticolo di Fondi. L’uomo, intorno alle 13.30 dopo una mattinata di lavoro, stava tornado a casa in compagnia del genero, in via Ripa in contrada Querce, quando è stato fermato e minacciato con le armi da due banditi. Sono seguiti attimi di terrore, con il 53enne che non ha mollato il borsello con l’incasso della giornata. I malviventi non si sono arresi, ne è nata una colluttazione da cui è partito un colpo che ha ferito la vittima dell’agguato ad un piede. A quel punto i rapinatori, senza riuscire a portare via il bottino, sono risaliti sulla Fiat Seicento rossa a bordo della quale avevano aspettato la vittima sotto casa, dirigendosi a forte velocità verso il centro cittadino. Avvisati i soccorsi, il Pannozzo è stato trasportato d’urgenza al «San Giovanni di Dio», dove è stato ricoverato con una prognosi di trenta giorni. Sul luogo della rapina si sono recati i carabinieri della locale stazione, guidati dal luogotenente Emilio Mauriello. I militari stanno tentando di capire chi possa aver premeditato il colpo ai danni del commerciante fondano. Per ora non si esclude alcuna pista. Stando ai fatti, di certo, si tratta di qualcuno che conosce bene i movimenti dell’uomo. I malviventi, evidentemente, hanno studiato a fondo le abitudini del fondano, va ricordato, infatti, che si sono piazzati con l’automobile, risultata rubata a Roma, sotto casa della vittima. L’utilitaria è stata in seguito abbandonata in centro, dove è stata rintracciata dai carabinieri. Probabilmebte i due l’hanno scambiata con una vettura più potente con cui fuggire. E’ possibile che si siano diretti nella zona di Roma, dove era stata rubata la Seicento. Anche perché, stando ad una prima ricostruzione, sembra che i due avessero un forte accento romano. Un episodio grave, che non mancherà di riaccendere discussioni sull’ordine pubblico e la sicurezza in città. Fortunatamente i danni sono stati limitati, la presenza di un’arma da fuoco e il colpo partito avrebbero potuto portare a conseguenze ben più gravi.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
mercoledì 10 dicembre 2008
Piove nell'ufficio del Giudice di pace, la denuncia di Fusco
Problemi strutturali e non solo per gli uffici del Giudice di pace di Fondi. A segnalare la difficile situazione in cui versano i locali dell’ex Pretura di Fondi è il presidente del Comitato di fatto in difesa dei cittadini di Fondi, Francesco Fusco. In una lettera rivolta ai cittadini, l’avvocato fondano spiega che «quando piove, al II piano, dove si trovano gli uffici del Giudice di Pace, l’acqua arriva all’interno e così gli impiegati sono costretti a chiamare l’ente proprietario della struttura per chiedere di eseguire le riparazioni necessarie». Il responsabile del comitato, inoltre, ci ha spiegato di aver constatato personalmente il disagio di chi lavora in quell’immobile. Quando piove la situazione descritta è indegna di un luogo di così grande importanza. Gli impiegati sono costretti a piazzare bacinelle sul pavimento per fermare l’acqua e sulle pareti sono sempre visibili grosse macchie di umidità. Per Fusco è necessario «portare a termine interventi strutturali sull’immobile, che, ad oggi, dimostra molti più anni di quelli che ha». E’ opportuno ricordare che lo stesso immobile ospita anche il comando della Polizia municipale. Nella lettera, inoltre, viene sottolineato che «la pianta organica del personale non è coperta, e, nonostante diversi solleciti al Ministero competente, non si provvede ad integrare il personale mancante». Fusco spiega come l’ufficio continui ad andare avanti «grazie al continuo sacrificio cosciente dello scarso personale, anche se, per le difficoltà, sono stati costretti a ridurre gli orari di apetura dell’ufficio al pubblico. Forse - prosegue - più che fare riforme su riforme dei codici, che si accavallano ultimamente, si dovrebbero dedicare al settore giustizia più personale di cancelleria, risorse finanziarie e nominare più Giudici. Non ha senso - continua Fusco - fare riforme se poi fra udienza e udienza passa tantissimo tempo e si assiste nel campo penale al triste fenomeno strisciante di amnistie di fatto, a causa delle prescrizioni dei reati. Per fortuna a Fondi - conclude - abbiamo un bravo e giusto Giudice di Pace». Ora la spenza di Fusco e soprattutto di chi in quegli uffici lavora quotidianamente è che arrivino presto interventi strutturali, utili a porre fine ad un disagio inaccettabile.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
Pescherie contro ambulanti
Le pescherie della città di Fondi si sono unite per chiedere verifiche rispetto alla normativa sulla commercializzazione del pesce fresco. In un esposto, indirizzato al sindaco Luigi Parisella, al comando della Capitaneria di porto di Terracina, alla Asl di Latina - servizio veterinario, alla tenenza della Guardia di Finanza di Fondi e al comando dei Vigili urbani di Fondi, i proprietari delle pescherie fondane richiamano l’attenzione «sulla necessità e l’urgenza che gli organi preposti effettuino maggiori controlli su tutte le attività commerciali del comune, al fine di tutelare la salute pubblica, evitare vere e proprie frodi commerciali, ristabilire le giuste regole del libero mercato a difesa degli operatori onesti». La motivazione che ha spinto il gruppo di esercenti a scrivere l’esposto è «il possibile verificarsi di violazioni alle norme che potrebbe avvenire soprattutto da parte dei commercianti ambulanti itineranti e a posteggio fisso nei mercati domenicali». Tra le violanzioni possibili elencate nell’esposto di leggono: «La vendita di prodotti congelati spacciati per freschi, la vendita di molluschi e frutti di mare senza essere dotati delle attrezzature obbligatorie, il mancato rispetto delle etichette con esposizione della denominazione commerciale della specie, del metodo di produzione e della zona di cattura».
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
martedì 9 dicembre 2008
Camion in fiamme, paura a Fondi
Un incendio di natura dolosa ha distrutto il rimorchio di un camion. E’ accaduto intorno alle 22.15 di sabato, all’altezza del bivio per Sant’Anastasia a Fondi. Il mezzo pesante era parcheggiato nel piazzale di un distributore di carburante, quando ignoti hanno appiccato le fiamme al rimorchio. Alcuni passanti, allarmati dalla vicinanza del mezzo alle pompe di carburante hanno allertato i Vigili del Fuoco che, giunti sul posto, sono riusciti a domare il rogo evitando il peggio. Il tempestivo intervento dei pompieri di Terracina ha permesso di salvare la cabina del camion e altri mezzi posteggiati nelle vicinanze. Poco distante dal rimorchio i Vigili hanno rinvenuto anche una tanica di benzina utilizzata per appiccare il rogo. Quindi, accertata la natura dolosa del fatto, gli uomini del commissariato di Polizia di Stato di Fondi, guidati dal vice questore aggiunto Eugenio Marinelli, stanno tentando di risalire agli autori dell’episodio che getta nuove ombre su un territorio martoriato dalla piaga degli incendi dolosi. A dicembre 2007 Fondi balza al centro delle cronache per l’incendio doloso di una Smart di proprietà della moglie dell’allora assessore ai lavori Pubblici, Riccardo Izzi, mentre, appena pochi giorni prima, era stata distrutta da un altro rogo una Ford Fiesta di proprietà di un commerciante. A gennaio 2008 le automobili iniziano ad essere bruciate anche a Monte San Biagio. Prima viene rinvenuta una lattina piena di liquido incendiario vicino a una fila di autovetture, poi a marzo due macchine vanno a fuoco. Sempre a marzo, tornando a Fondi, viene distrutta dalle fiamme una Renault Twingo di proprietà della sorella del presidente del consiglio comunale, Giorgio Fiore. Un mese dopo, nella vicina Itri, sono sei le autovetture distrutte da un rogo doloso in pieno centro. Una lunga serie di fatti inquietanti, a cui si va ad aggiungere l’episodio di sabato sera.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
Indagini, Parisella scopre le "carte"
Un’analisi della “situazione insostenibile” che sta vivendo la città di Fondi. Il sindaco Luigi Parisella e il capogruppo di Fondi Viva e sfidante dell’attuale primo cittadino alle ultime amministrative, Fernando Di Fazio si sono messi a confronto sul presente, ma, soprattutto, sul futuro della città. L’occasione è stata la trasmissione televisiva LiberaMente di Canale7, condotta da Enzo Di Manno. Ovviamente l’attenzione è stata incentrata sulla richiesta di scioglimento del consiglio comunale avanzata dal prefetto di Latina, Bruno Frattasi al ministro dell’Interno, Roberto Maroni. Così quando il discorso è andato a vertere sulle motivazioni per cui il prefetto ha avanzato la richiesta di scioglimento, il sindaco, senza mezzi termini, ha spiegato che si tratta di “atti facilmente smentibili”, non a caso il primo cittadino è andato in onda con diversi documenti utili a mostrare la trasparenza della sua amministrazione. Uno dei punti cruciali della relazione di Frattasi è il presunto accreditamento da parte del sindaco del figlio di un boss presso il consiglio comunale per fargli vincere alcuni appalti. Per Parisella non c’è “niente di più falso”. Il sindaco ha spiegato che la commissione è venuta a conoscenza di “tale presunto accreditamento dalle dichiarazioni di due dipendenti che hanno mentito spudoratamente e che dovranno risponderne civilmente e penalmente. Credo – ha proseguito – che una commissione che vuole accertare la verità avrebbe dovuto sentire anche il sottoscritto”. Il sindaco ha anche sottolineato quanto la sua amministrazione ha fatto negli anni passati per contrastare le eventuali infiltrazioni malavitose. ”Con il prefetto Pironti – ha dichiarato – avevamo avviato un lavoro per monitorare tali fenomeni. Quella era la strada giusta. Noi non possiamo sapere se chi opera apparentemente nelle regole in realtà non è una persona per bene. La lotta alla mafia – ha sottolineato – no si fa con le interrogazioni (il riferimento è chiaramente a Orlando e Realacci) ma con la concertazione tra le istituzioni e le forze del’ordine. La quinta mafia – ha continuato - non è un’invenzione dei giornali ma è un problema reale che va combattuto, ma non può essere il comune da solo a farlo”. Per Di Fazio “è necessario che il ministro decida sulle sorti del comune il più presto possibile, per mettere fine a una situazione divenuta ormai insostenibile”. Sul ricorso al Tar sulla nomina della commissione, il sindaco ha spiegato che “è stato presentato in seguito al diniego del prefetto a farci conoscere alcuni atti. Si tratta di due organi dello Stato che la vedono in maniera diversa e che ricorrono a un terzo per fare chiarezza”. Per Parisella, infatti, le motivazioni addotte alla nomina “erano troppo generiche”. Per il capogruppo di Fondi Viva “pur rispettando la legittimità del ricorso, dal punto di vista della dialettica politica” la sua lista ha “espresso alcune critiche”. Non sono mancati accenni ad altri temi, uno su tutti l’istituzione del Parco Naturale dei Monti Ausoni, realizzato per Parisella in seguito “al ricatto della sinistra radicale che ha minacciato Marrazzo di far cadere il governo regionale”.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
mercoledì 3 dicembre 2008
Lago, è allarme pesca di frodo
Dopo i bracconieri e gli scarichi illeciti, ancora problemi al Lago di Fondi.
Questa volta, i Pescatori del lago rendono noto che, lunedì mattina alle ore 9 circa, sono stati avvistati due soggetti che, all’esterno della foce del Canale di Sant’Anastasia con una rete a maglia stretta, hanno provveduto, in pochi attimi, a catturane un grosso secchio di ciechette di anguilla e a dileguarsi rapidamente dalla zona di pesca. Le guardie ittiche, composte sia dai Pescatori del Lago di Fondi che dell’associazione EkoClub, coordinate da Augusto Parisella e Giuseppe Della Corte, sono arrivate troppo tardi sul posto. Le guardie, infatti, erano impegnate contemporanemente in accertamenti sul canale canneto, sul quale sono state istallate attrezzature da pesca da persone non in regola con le licenze. Con tutta probabilità si trattava di pescatori di frodo che, privi dei permessi, si recano, periodicamente, al lago di Fondi prelevando grosse quantità di ciechette di anguilla per poi venderle nelle regioni del nord Italia, dove il prodotto raggiunge prezzi di vendita di 300 euro al chilogrammo.
Da tempo si discute su tavoli tecnico scientifici della situazione legata alla sopravvivenza e ripopolamento dell’anguilla. Ad oggi, la normativa statale prevede ancora molte scappatoie per gli avventurieri che si spostano nelle varie regioni italiane a depretare branchi di ciechette di anguilla. La questione anguilla è stata comunque sollecitata a tutti i livelli dal presidente dell’associazione Pescatori del Lago di Fondi, Augusto Parisella e dal presidente dell’associazione l’Ardiglione, Giovanni Pannozzo. L’argomento, infatti, è stato oggetto di discussione già sul tavolo blu regionale per la pesca. Inoltre è notizia recente che è stato costituito anche un tavolo ministeriale con l’intento di rivedere l’intero piano normativo nazionale che concede a singoli, anche di fuori regione, concessioni ministeriali applicabili sull’intero territorio nazionale, senza il dovuto controllo delle autorità provinciali deputate al controllo ittico e salvaguardia del territorio. La proposta è quella di annullare le concessioni ministeriali oggi in vigore, concedendo solo ed esclusivamente alle Province la possibilità di concedere autorizzazioni, salvaguardando così le comunità locali dei pescatori di professione e l’ecosistema dei territori.
Riccardo Antonilli
Questa volta, i Pescatori del lago rendono noto che, lunedì mattina alle ore 9 circa, sono stati avvistati due soggetti che, all’esterno della foce del Canale di Sant’Anastasia con una rete a maglia stretta, hanno provveduto, in pochi attimi, a catturane un grosso secchio di ciechette di anguilla e a dileguarsi rapidamente dalla zona di pesca. Le guardie ittiche, composte sia dai Pescatori del Lago di Fondi che dell’associazione EkoClub, coordinate da Augusto Parisella e Giuseppe Della Corte, sono arrivate troppo tardi sul posto. Le guardie, infatti, erano impegnate contemporanemente in accertamenti sul canale canneto, sul quale sono state istallate attrezzature da pesca da persone non in regola con le licenze. Con tutta probabilità si trattava di pescatori di frodo che, privi dei permessi, si recano, periodicamente, al lago di Fondi prelevando grosse quantità di ciechette di anguilla per poi venderle nelle regioni del nord Italia, dove il prodotto raggiunge prezzi di vendita di 300 euro al chilogrammo.
Da tempo si discute su tavoli tecnico scientifici della situazione legata alla sopravvivenza e ripopolamento dell’anguilla. Ad oggi, la normativa statale prevede ancora molte scappatoie per gli avventurieri che si spostano nelle varie regioni italiane a depretare branchi di ciechette di anguilla. La questione anguilla è stata comunque sollecitata a tutti i livelli dal presidente dell’associazione Pescatori del Lago di Fondi, Augusto Parisella e dal presidente dell’associazione l’Ardiglione, Giovanni Pannozzo. L’argomento, infatti, è stato oggetto di discussione già sul tavolo blu regionale per la pesca. Inoltre è notizia recente che è stato costituito anche un tavolo ministeriale con l’intento di rivedere l’intero piano normativo nazionale che concede a singoli, anche di fuori regione, concessioni ministeriali applicabili sull’intero territorio nazionale, senza il dovuto controllo delle autorità provinciali deputate al controllo ittico e salvaguardia del territorio. La proposta è quella di annullare le concessioni ministeriali oggi in vigore, concedendo solo ed esclusivamente alle Province la possibilità di concedere autorizzazioni, salvaguardando così le comunità locali dei pescatori di professione e l’ecosistema dei territori.
Riccardo Antonilli
martedì 2 dicembre 2008
Buoni pasto, infermieri sul piede di guerra
Si dice “esasperato” dal trattamento riservato ai dipendenti della Asl “ai quali non viene corrisposto quanto dovuto da oltre nove mesi”, Franco Addessi, dirigente provinciale della Cgil – Funzione Pubblica, che annuncia un ricorso al Giudice del lavoro sulla mancata erogazione dei buoni pasto. "Mi faccio portavoce – spiega Addessi - della situazione che penalizza e offende la professionalità di tutta la categoria, che aspetta dopo nove mesi che, alle promesse, seguano i fatti”. Il sindacalista, quindi, ripercorre le tappe della vicenda. “L'azienda, il 27 marzo scorso, decise di corrispondere i buoni mensa ai dipendenti che ne avessero avuto diritto. A definire l'accordo, con la manager Ilde Coiro e il direttore amministrativo, Giuseppe Testa, ci furono i tre sindacati confederali e quello autonomo. Passano i mesi e l'azienda, a quel primo passo, ha fatto seguire solo il silenzio più totale. Si arriva al 20 ottobre, quando, con contrattazione decentrata l'azienda, che affermava di non essere in grado di contabilizzare le effettive giornate lavorative dei suoi dipendenti in tempi rapidi, causa il mancato funzionamento per questa operazione dei computer, si impegna a corrispondere, nelle more del conteggio delle giornate effettivamente svolte, un blocchetto da dieci buoni pasto, per rimandare il saldo definitivo al momento in cui i computer avranno contabilizzato al dettaglio le giornate lavorative effettivamente prestate. Siamo giunti a dicembre – sottolinea - e del "contentino" provvisorio di dieci buoni al mese nemmeno l'ombra”. Addessi, quindi, spiega che , secondo alcune indiscrezioni, “sembra che i direttori amministrativi di presidio dispongano di soli 250 blocchetti”, quindi insufficienti per i dipendenti. “Sembra pure – continua - che i blocchetti nuovi non verrebbero stampati prima di Natale, con il rischio, che dato il lungo ponte di festività di fine anno, se ne possa parlare solo dopo l’Epifania”. A questo punto il dirigente della Cgil, in attesa di risposte concrete dall’azienda, lancia una provocazione: “Abbiamo chiesto ad Andrea Riccardi, presidente della fondazione Sant'Egidio, che conosco personalmente e che viene periodicamente a Fondi, di aggiungere più di qualche posto a tavola, per i pranzi di Natale, Capodanno e dell'Epifania, che la sua associazione prepara per i poveri".
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
Minaccia i genitori, arrestato
Un dramma familiare, segnato da minacce e ricatti. E’ questo quello cui hanno posto fine gli uomini della Polizia di Stato di Fondi, guidati dal vice questore aggiunto Eugenio Marinelli, nella notte a cavallo tra venerdì e sabato. Gli agenti della squadra volante sono intervenuti, intorno alle ore 20.30, presso l'abitazione di una famiglia del Salto di Fondi, in seguito alla chiamata di una donna, che, in forte stato di agitazione, ha invocato l’intervento per essere stata minacciata di morte, unitamente al proprio coniuge, dal figlio di circa trent’anni. I poliziotti, giunti sul posto, hanno trovato il giovane armato di due grossi coltelli intento a minacciare di morte la madre, il tutto davanti agli agenti. Quest'ultimi sono riusciti, con non poca difficoltà, in considerazione del fisico robusto e della foga dell'uomo, a sedarlo e a fargli consegnare le armi. Motivo delle minacce, a dire dei genitori, le continue e reiterate richieste di denaro che il giovane, disoccupato, faceva già da alcuni anni per poter acquistare sostanze stupefacenti delle quali fa abitualmente uso. Il 30enne viveva con la moglie e un figlio con i genitori, in quella casa dove si è consumata la “notte di follia”. Disoccupato e con problemi di droga chiedeva continuamente denaro alla madre e al padre. L’arrestato, nonostante fosse incensurato, non era la prima volta che estorceva denaro ai genitori, ma, finora, non si era mai arrivati a minacce di morte e coloro che lo hanno messo al mondo hanno sempre tentato di assecondarlo nei limiti del possibile. Quello che è accaduto la scorsa notte non ha lasciato scampo alla madre, costretta a chiedere l’intervento degli uomini di Marinelli. Ora, almeno, il figlio avrà modo di riflettere sull’accaduto e anche di tentare di allontanarsi dal vizio che lo ha portato a minacciare di morte i genitori. Gli agenti, dopo aver constato la gravità della situazione, hanno proceduto alla perquisizione nell'abitazione e nell'auto del giovane e all'interno di quest'ultima hanno rinvenuto circa tre grammi di marijuana ed un altro coltello lungo 21 centimetri. L'uomo è stato tratto in arresto per i reati di estorsione e lesioni ed associato presso la casa circondariale di Latina a disposizione dell'autorità giudiziaria. La sostanza stupefacente ed i tre coltelli, ovviamente sono stati posti sotto sequestro.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli