mercoledì 10 dicembre 2008

Piove nell'ufficio del Giudice di pace, la denuncia di Fusco

Problemi strutturali e non solo per gli uffici del Giudice di pace di Fondi. A segnalare la difficile situazione in cui versano i locali dell’ex Pretura di Fondi è il presidente del Comitato di fatto in difesa dei cittadini di Fondi, Francesco Fusco. In una lettera rivolta ai cittadini, l’avvocato fondano spiega che «quando piove, al II piano, dove si trovano gli uffici del Giudice di Pace, l’acqua arriva all’interno e così gli impiegati sono costretti a chiamare l’ente proprietario della struttura per chiedere di eseguire le riparazioni necessarie». Il responsabile del comitato, inoltre, ci ha spiegato di aver constatato personalmente il disagio di chi lavora in quell’immobile. Quando piove la situazione descritta è indegna di un luogo di così grande importanza. Gli impiegati sono costretti a piazzare bacinelle sul pavimento per fermare l’acqua e sulle pareti sono sempre visibili grosse macchie di umidità. Per Fusco è necessario «portare a termine interventi strutturali sull’immobile, che, ad oggi, dimostra molti più anni di quelli che ha». E’ opportuno ricordare che lo stesso immobile ospita anche il comando della Polizia municipale. Nella lettera, inoltre, viene sottolineato che «la pianta organica del personale non è coperta, e, nonostante diversi solleciti al Ministero competente, non si provvede ad integrare il personale mancante». Fusco spiega come l’ufficio continui ad andare avanti «grazie al continuo sacrificio cosciente dello scarso personale, anche se, per le difficoltà, sono stati costretti a ridurre gli orari di apetura dell’ufficio al pubblico. Forse - prosegue - più che fare riforme su riforme dei codici, che si accavallano ultimamente, si dovrebbero dedicare al settore giustizia più personale di cancelleria, risorse finanziarie e nominare più Giudici. Non ha senso - continua Fusco - fare riforme se poi fra udienza e udienza passa tantissimo tempo e si assiste nel campo penale al triste fenomeno strisciante di amnistie di fatto, a causa delle prescrizioni dei reati. Per fortuna a Fondi - conclude - abbiamo un bravo e giusto Giudice di Pace». Ora la spenza di Fusco e soprattutto di chi in quegli uffici lavora quotidianamente è che arrivino presto interventi strutturali, utili a porre fine ad un disagio inaccettabile.
Riccardo Antonilli

Pescherie contro ambulanti

Le pescherie della città di Fondi si sono unite per chiedere verifiche rispetto alla normativa sulla commercializzazione del pesce fresco. In un esposto, indirizzato al sindaco Luigi Parisella, al comando della Capitaneria di porto di Terracina, alla Asl di Latina - servizio veterinario, alla tenenza della Guardia di Finanza di Fondi e al comando dei Vigili urbani di Fondi, i proprietari delle pescherie fondane richiamano l’attenzione «sulla necessità e l’urgenza che gli organi preposti effettuino maggiori controlli su tutte le attività commerciali del comune, al fine di tutelare la salute pubblica, evitare vere e proprie frodi commerciali, ristabilire le giuste regole del libero mercato a difesa degli operatori onesti». La motivazione che ha spinto il gruppo di esercenti a scrivere l’esposto è «il possibile verificarsi di violazioni alle norme che potrebbe avvenire soprattutto da parte dei commercianti ambulanti itineranti e a posteggio fisso nei mercati domenicali». Tra le violanzioni possibili elencate nell’esposto di leggono: «La vendita di prodotti congelati spacciati per freschi, la vendita di molluschi e frutti di mare senza essere dotati delle attrezzature obbligatorie, il mancato rispetto delle etichette con esposizione della denominazione commerciale della specie, del metodo di produzione e della zona di cattura».
Riccardo Antonilli

martedì 9 dicembre 2008

Camion in fiamme, paura a Fondi

Un incendio di natura dolosa ha distrutto il rimorchio di un camion. E’ accaduto intorno alle 22.15 di sabato, all’altezza del bivio per Sant’Anastasia a Fondi. Il mezzo pesante era parcheggiato nel piazzale di un distributore di carburante, quando ignoti hanno appiccato le fiamme al rimorchio. Alcuni passanti, allarmati dalla vicinanza del mezzo alle pompe di carburante hanno allertato i Vigili del Fuoco che, giunti sul posto, sono riusciti a domare il rogo evitando il peggio. Il tempestivo intervento dei pompieri di Terracina ha permesso di salvare la cabina del camion e altri mezzi posteggiati nelle vicinanze. Poco distante dal rimorchio i Vigili hanno rinvenuto anche una tanica di benzina utilizzata per appiccare il rogo. Quindi, accertata la natura dolosa del fatto, gli uomini del commissariato di Polizia di Stato di Fondi, guidati dal vice questore aggiunto Eugenio Marinelli, stanno tentando di risalire agli autori dell’episodio che getta nuove ombre su un territorio martoriato dalla piaga degli incendi dolosi. A dicembre 2007 Fondi balza al centro delle cronache per l’incendio doloso di una Smart di proprietà della moglie dell’allora assessore ai lavori Pubblici, Riccardo Izzi, mentre, appena pochi giorni prima, era stata distrutta da un altro rogo una Ford Fiesta di proprietà di un commerciante. A gennaio 2008 le automobili iniziano ad essere bruciate anche a Monte San Biagio. Prima viene rinvenuta una lattina piena di liquido incendiario vicino a una fila di autovetture, poi a marzo due macchine vanno a fuoco. Sempre a marzo, tornando a Fondi, viene distrutta dalle fiamme una Renault Twingo di proprietà della sorella del presidente del consiglio comunale, Giorgio Fiore. Un mese dopo, nella vicina Itri, sono sei le autovetture distrutte da un rogo doloso in pieno centro. Una lunga serie di fatti inquietanti, a cui si va ad aggiungere l’episodio di sabato sera.
Riccardo Antonilli

Indagini, Parisella scopre le "carte"

Un’analisi della “situazione insostenibile” che sta vivendo la città di Fondi. Il sindaco Luigi Parisella e il capogruppo di Fondi Viva e sfidante dell’attuale primo cittadino alle ultime amministrative, Fernando Di Fazio si sono messi a confronto sul presente, ma, soprattutto, sul futuro della città. L’occasione è stata la trasmissione televisiva LiberaMente di Canale7, condotta da Enzo Di Manno. Ovviamente l’attenzione è stata incentrata sulla richiesta di scioglimento del consiglio comunale avanzata dal prefetto di Latina, Bruno Frattasi al ministro dell’Interno, Roberto Maroni. Così quando il discorso è andato a vertere sulle motivazioni per cui il prefetto ha avanzato la richiesta di scioglimento, il sindaco, senza mezzi termini, ha spiegato che si tratta di “atti facilmente smentibili”, non a caso il primo cittadino è andato in onda con diversi documenti utili a mostrare la trasparenza della sua amministrazione. Uno dei punti cruciali della relazione di Frattasi è il presunto accreditamento da parte del sindaco del figlio di un boss presso il consiglio comunale per fargli vincere alcuni appalti. Per Parisella non c’è “niente di più falso”. Il sindaco ha spiegato che la commissione è venuta a conoscenza di “tale presunto accreditamento dalle dichiarazioni di due dipendenti che hanno mentito spudoratamente e che dovranno risponderne civilmente e penalmente. Credo – ha proseguito – che una commissione che vuole accertare la verità avrebbe dovuto sentire anche il sottoscritto”. Il sindaco ha anche sottolineato quanto la sua amministrazione ha fatto negli anni passati per contrastare le eventuali infiltrazioni malavitose. ”Con il prefetto Pironti – ha dichiarato – avevamo avviato un lavoro per monitorare tali fenomeni. Quella era la strada giusta. Noi non possiamo sapere se chi opera apparentemente nelle regole in realtà non è una persona per bene. La lotta alla mafia – ha sottolineato – no si fa con le interrogazioni (il riferimento è chiaramente a Orlando e Realacci) ma con la concertazione tra le istituzioni e le forze del’ordine. La quinta mafia – ha continuato - non è un’invenzione dei giornali ma è un problema reale che va combattuto, ma non può essere il comune da solo a farlo”. Per Di Fazio “è necessario che il ministro decida sulle sorti del comune il più presto possibile, per mettere fine a una situazione divenuta ormai insostenibile”. Sul ricorso al Tar sulla nomina della commissione, il sindaco ha spiegato che “è stato presentato in seguito al diniego del prefetto a farci conoscere alcuni atti. Si tratta di due organi dello Stato che la vedono in maniera diversa e che ricorrono a un terzo per fare chiarezza”. Per Parisella, infatti, le motivazioni addotte alla nomina “erano troppo generiche”. Per il capogruppo di Fondi Viva “pur rispettando la legittimità del ricorso, dal punto di vista della dialettica politica” la sua lista ha “espresso alcune critiche”. Non sono mancati accenni ad altri temi, uno su tutti l’istituzione del Parco Naturale dei Monti Ausoni, realizzato per Parisella in seguito “al ricatto della sinistra radicale che ha minacciato Marrazzo di far cadere il governo regionale”.
Riccardo Antonilli

mercoledì 3 dicembre 2008

Lago, è allarme pesca di frodo

Dopo i bracconieri e gli scarichi illeciti, ancora problemi al Lago di Fondi.
Questa volta, i Pescatori del lago rendono noto che, lunedì mattina alle ore 9 circa, sono stati avvistati due soggetti che, all’esterno della foce del Canale di Sant’Anastasia con una rete a maglia stretta, hanno provveduto, in pochi attimi, a catturane un grosso secchio di ciechette di anguilla e a dileguarsi rapidamente dalla zona di pesca. Le guardie ittiche, composte sia dai Pescatori del Lago di Fondi che dell’associazione EkoClub, coordinate da Augusto Parisella e Giuseppe Della Corte, sono arrivate troppo tardi sul posto. Le guardie, infatti, erano impegnate contemporanemente in accertamenti sul canale canneto, sul quale sono state istallate attrezzature da pesca da persone non in regola con le licenze. Con tutta probabilità si trattava di pescatori di frodo che, privi dei permessi, si recano, periodicamente, al lago di Fondi prelevando grosse quantità di ciechette di anguilla per poi venderle nelle regioni del nord Italia, dove il prodotto raggiunge prezzi di vendita di 300 euro al chilogrammo.
Da tempo si discute su tavoli tecnico scientifici della situazione legata alla sopravvivenza e ripopolamento dell’anguilla. Ad oggi, la normativa statale prevede ancora molte scappatoie per gli avventurieri che si spostano nelle varie regioni italiane a depretare branchi di ciechette di anguilla. La questione anguilla è stata comunque sollecitata a tutti i livelli dal presidente dell’associazione Pescatori del Lago di Fondi, Augusto Parisella e dal presidente dell’associazione l’Ardiglione, Giovanni Pannozzo. L’argomento, infatti, è stato oggetto di discussione già sul tavolo blu regionale per la pesca. Inoltre è notizia recente che è stato costituito anche un tavolo ministeriale con l’intento di rivedere l’intero piano normativo nazionale che concede a singoli, anche di fuori regione, concessioni ministeriali applicabili sull’intero territorio nazionale, senza il dovuto controllo delle autorità provinciali deputate al controllo ittico e salvaguardia del territorio. La proposta è quella di annullare le concessioni ministeriali oggi in vigore, concedendo solo ed esclusivamente alle Province la possibilità di concedere autorizzazioni, salvaguardando così le comunità locali dei pescatori di professione e l’ecosistema dei territori.
Riccardo Antonilli

martedì 2 dicembre 2008

Buoni pasto, infermieri sul piede di guerra

Si dice “esasperato” dal trattamento riservato ai dipendenti della Asl “ai quali non viene corrisposto quanto dovuto da oltre nove mesi”, Franco Addessi, dirigente provinciale della Cgil – Funzione Pubblica, che annuncia un ricorso al Giudice del lavoro sulla mancata erogazione dei buoni pasto. "Mi faccio portavoce – spiega Addessi - della situazione che penalizza e offende la professionalità di tutta la categoria, che aspetta dopo nove mesi che, alle promesse, seguano i fatti”. Il sindacalista, quindi, ripercorre le tappe della vicenda. “L'azienda, il 27 marzo scorso, decise di corrispondere i buoni mensa ai dipendenti che ne avessero avuto diritto. A definire l'accordo, con la manager Ilde Coiro e il direttore amministrativo, Giuseppe Testa, ci furono i tre sindacati confederali e quello autonomo. Passano i mesi e l'azienda, a quel primo passo, ha fatto seguire solo il silenzio più totale. Si arriva al 20 ottobre, quando, con contrattazione decentrata l'azienda, che affermava di non essere in grado di contabilizzare le effettive giornate lavorative dei suoi dipendenti in tempi rapidi, causa il mancato funzionamento per questa operazione dei computer, si impegna a corrispondere, nelle more del conteggio delle giornate effettivamente svolte, un blocchetto da dieci buoni pasto, per rimandare il saldo definitivo al momento in cui i computer avranno contabilizzato al dettaglio le giornate lavorative effettivamente prestate. Siamo giunti a dicembre – sottolinea - e del "contentino" provvisorio di dieci buoni al mese nemmeno l'ombra”. Addessi, quindi, spiega che , secondo alcune indiscrezioni, “sembra che i direttori amministrativi di presidio dispongano di soli 250 blocchetti”, quindi insufficienti per i dipendenti. “Sembra pure – continua - che i blocchetti nuovi non verrebbero stampati prima di Natale, con il rischio, che dato il lungo ponte di festività di fine anno, se ne possa parlare solo dopo l’Epifania”. A questo punto il dirigente della Cgil, in attesa di risposte concrete dall’azienda, lancia una provocazione: “Abbiamo chiesto ad Andrea Riccardi, presidente della fondazione Sant'Egidio, che conosco personalmente e che viene periodicamente a Fondi, di aggiungere più di qualche posto a tavola, per i pranzi di Natale, Capodanno e dell'Epifania, che la sua associazione prepara per i poveri".
Riccardo Antonilli

Minaccia i genitori, arrestato

Un dramma familiare, segnato da minacce e ricatti. E’ questo quello cui hanno posto fine gli uomini della Polizia di Stato di Fondi, guidati dal vice questore aggiunto Eugenio Marinelli, nella notte a cavallo tra venerdì e sabato. Gli agenti della squadra volante sono intervenuti, intorno alle ore 20.30, presso l'abitazione di una famiglia del Salto di Fondi, in seguito alla chiamata di una donna, che, in forte stato di agitazione, ha invocato l’intervento per essere stata minacciata di morte, unitamente al proprio coniuge, dal figlio di circa trent’anni. I poliziotti, giunti sul posto, hanno trovato il giovane armato di due grossi coltelli intento a minacciare di morte la madre, il tutto davanti agli agenti. Quest'ultimi sono riusciti, con non poca difficoltà, in considerazione del fisico robusto e della foga dell'uomo, a sedarlo e a fargli consegnare le armi. Motivo delle minacce, a dire dei genitori, le continue e reiterate richieste di denaro che il giovane, disoccupato, faceva già da alcuni anni per poter acquistare sostanze stupefacenti delle quali fa abitualmente uso. Il 30enne viveva con la moglie e un figlio con i genitori, in quella casa dove si è consumata la “notte di follia”. Disoccupato e con problemi di droga chiedeva continuamente denaro alla madre e al padre. L’arrestato, nonostante fosse incensurato, non era la prima volta che estorceva denaro ai genitori, ma, finora, non si era mai arrivati a minacce di morte e coloro che lo hanno messo al mondo hanno sempre tentato di assecondarlo nei limiti del possibile. Quello che è accaduto la scorsa notte non ha lasciato scampo alla madre, costretta a chiedere l’intervento degli uomini di Marinelli. Ora, almeno, il figlio avrà modo di riflettere sull’accaduto e anche di tentare di allontanarsi dal vizio che lo ha portato a minacciare di morte i genitori. Gli agenti, dopo aver constato la gravità della situazione, hanno proceduto alla perquisizione nell'abitazione e nell'auto del giovane e all'interno di quest'ultima hanno rinvenuto circa tre grammi di marijuana ed un altro coltello lungo 21 centimetri. L'uomo è stato tratto in arresto per i reati di estorsione e lesioni ed associato presso la casa circondariale di Latina a disposizione dell'autorità giudiziaria. La sostanza stupefacente ed i tre coltelli, ovviamente sono stati posti sotto sequestro.
Riccardo Antonilli