Mentre, diversamente da quanto ci si aspettava in città, la proposta di scioglimento del consiglio comunale di Fondi non è approdata nel consiglio dei Ministri di ieri mattina, il sindaco Luigi Parisella risponde alle dichiarazioni rilasciate sul “caso Fondi”, nei giorni scorsi, da Ivano Peduzzi e Dario Gargiulo, rispettivamente capogruppo regionale e responsabile della commissione provinciale legalità di Rifondazione Comunista. “La logica aberrante di costoro - risponde Parisella - parte dalla circostanza dagli stessi dichiarata alla stampa che siccome “nel territorio pontino la presenza della criminalità organizzata si allarga a macchia d’olio”, l’atto di scioglimento del consiglio comunale di Fondi significa dare un segnale chiaro ai cittadini sull’indirizzo del governo in tema di criminalità organizzata. Come dire: Fondi deve essere di esempio per tutti, a prescindere dalle circostanze. Siamo al cospetto – sottolinea – di dichiarazioni che trovano modalità di cognizione dei fatti solo dalle cronache di stampa e non già dalla conoscenza fattuale degli atti ancora coperti dalla segretezza. Eppure, per costoro, che si professano campioni di legalità e di garantismo, non importa se gli organi governativi ed istituzionali decidenti in materia devono ancora effettuare le loro valutazioni di merito e quindi assumere le conseguenti decisioni”. Per il primo cittadino è in atto “un meschino ed infamante gioco trasversale di interessi politici e di potere, cha messo da mesi e mesi una città laboriosa in stato d’assedio, prendendo spunto da vicende ben circoscritte e che avrebbero dovuto già da qualche anno trovare il naturale sbocco nell’ambito della giustizia penale, poiché di questo si tratta, di violazioni, di reati di ordine penale che configurano dirette responsabilità”.
Riccardo Antonilli
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