lunedì 24 novembre 2008

Canile sequestrato, ricorso al Riesame

La titolare della cooperativa “La Mimosa” di Fondi, M. T. M. non ci sta e ha già dato mandato ai propri legali di ricorrere presso il Tribunale del Riesame per chiedere il dissequestro del canile di via Sant’Oliva, per cui sono scattati i sigilli venerdì mattina ad opera della Polizia provinciale. A spiegare le motivazioni della decisione ci pensa l’ingegner Mario Forcina, perito della difesa. "C'è stata – spiega - una fretta per nulla giustificata da riscontri reali ed è stata data in pasto agli organi mediatici una versione dei fatti che il collegio legale difensivo dimostrerà priva di quei fondamenti che possano autorizzare una chiusura forzata, priva del reale riscontro di ipotetici reati, tutti da dimostrare. Entro poi nel merito di un aspetto tecnico -prosegue Forcina - per ricordare che, dopo la prima ispezione del marzo scorso, era stato dato incarico a un'equipe di etologi di monitorare la condizione psicologica dei 750 esemplari canini assistiti nella struttura e provenienti anche da diversi comuni della provincia, tra i quali Pontinia, Fondi, Sezze Romano e Minturno. Ebbene il controllo dell'equipe si è concretizzato in un lasso di tempo che non ha raggiunto neppure un'ora di orologio”. Tempi troppo stretti per il perito, che continua: “Tutti sanno che un lavoro del genere richiede non solo giorni, ma anche mesi e, per qualche caso, anche un anno di studio. Ecco - conclude - perché riteniamo oltremodo affrettato e privo di un qualsiasi reato effettivamente provato il provvedimento, avverso il quale il collegio difensivo darà battaglia, anche per cautelare, con la futura richiesta di danni materiali e morali l'attività e il nome della nostra assistita". Si annuncia battaglia, quindi sulla struttura di San Magno. E’ comunque opportuno ricordare come si è giunti al sequestro operato dal colonnello Attilio Novelli e dai suoi uomini. Le indagini della provinciale, sono partite da un sopralluogo effettuato a marzo 2008, citato anche dal perito della difesa. Successivamente, gli uomini di Novelli sono andati avanti fino alla consegna dell'informativa in Procura. Qui il Pm, Marco Giancristofaro ha ipotizzato diversi reati a carico del canile. Si va dallo scarico di rifiuti non autorizzati, passando per la violazione della normativa urbanistica, al maltrattamento di animali, fino al disturbo della quiete pubblica e all’emissione di odori molesti. Quindi il Giudice per le indagini preliminari, Tiziana Coccoluto ha disposto il sequestro preventivo.
Riccardo Antonilli

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