Vanno avanti nel più stretto riserbo le indagini dei carabinieri della compagnia di Terracina sull’atto intimidatorio subito da Andrea Pannone nella serata di giovedì. Gli inquirenti sembrano prediligere la pista legata allo spaccio di sostanze stupefacenti. L’uomo, le cui condizioni già non gravi sono in miglioramento, resta ricoverato al “Dono Svizzero” di Formia e si rifiuta di collaborare con i militari. Pannone, 36enne residente a Monte San Biagio, è rimasto ferito alle gambe e ad una mano da ben quattro colpi di pistola esplosi da tre ignoti che lo hanno aspettato, a bordo di una Fiat, davanti all’ex casello ferroviario che la vittima utilizza come abitazione. Appena lo hanno visto arrivare, sono scesi e hanno esploso i colpi di arma da fuoco. La vittima, che è riuscita a ripararsi dietro la propria automobile, nonostante le ferite, è riuscita a risalire in macchina e recarsi da solo presso il pronto soccorso del vicino ospedale «San Giovanni di Dio» di Fondi. Qui i sanitari hanno eseguito le prime medicazioni e ne hanno ordinato il trasferimento presso il «Dono Svizzero» di Formia. La pista della vendetta negli ambienti dello spaccio viene prediletta dai carabinieri, anche alla luce dei precedenti di Pannone. Il 36enne, infatti, è già noto alle forze dell’ordine, in particolare per reati legati appunto allo spaccio di droga. L’episodio di giovedì è l’ennesimo atto intimidatorio di una gravità inaudita che si verifica sul territorio della piana. L’agguato subito da Pannone, consumatosi a Monte San Biagio, fa seguito ad altri gravi atti criminosi che hanno contraddistinto la realtà della vicina Fondi negli ultimi mesi. A dicembre un episodio molto simile ha fatto finire in ospedale, con una ferita da arma da fuoco al piede, un commerciante ortofrutticolo di Fondi. Anche in quel caso la vittima si era trovato gli assalitori sotto casa. Eppure i due episodi sono profondamente diversi. Nel caso di Pannone i malviventi non hanno cercato di rubare alcun incasso, ma solo ed esclusivamente di colpire e spaventare la vittima. Si tratta probabilmente di una vendetta in piena regola. Qualunque sia l’origine della sparatoria resta la preoccupazione per l’ennesimo episodio criminoso consumatosi sulla piana.
Riccardo Antonilli
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