Fondi continua a restare al centro delle attenzioni. Sul possibile scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose, nella sola giornata di ieri, si sono registrati altri due interventi. Innanzitutto il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo si è detto «preoccupato perchè su Fondi bisogna fare chiarezza. Come istituzione - ha sottolineato - chiedo che il governo fornisca un giudizio rispetto alla relazione del prefetto di Latina. Il governo deve dare una risposta così si rafforza la credibilità delle istituzioni». Anche Enrico Fontana, capogruppo della Sinistra al consiglio regionale è tornato sull’argomento: «Sono passati ormai diversi mesi dalla conclusione della commissione di accesso ispettiva decisa dal prefetto di Latina per verificare eventuali condizionamenti di stampo mafioso nel comune di Fondi. Ma la relazione conclusiva giace nei cassetti del governo. In questo modo - ha spiegato - si sta condannando una comunità a vivere nell’incertezza e si pregiudica la credibilità stessa delle istituzioni. Il governo Berlusconi - ha concluso - deve decidere. E deve farlo in fretta». Non sono i primi interventi volti ad accellerare l’iter dell’eventuale procedura di scioglimento. Già nei mesi scorsi diversi parlamentari, sia di maggioranza sia di opposizione, avevano chiesto al governo di sciogliere il nodo su Fondi. Una lunga serie di interrogazioni al ministro dell’Interno, Roberto Maroni che, ad oggi, non hanno sortito l’effetto sperato. Non va dimenticato, infatti, che la relazione conclusiva della commissione di accesso, in cui si chiedeva lo scioglimento, è nelle mani del ministro dall’8 settembre scorso. Sei mesi di attesa e incertezze per Fondi. Sei mesi preceduti da un altro lungo periodo di indagini e di conseguenti ombre, dubbi e polemiche. Dagli arresti per usura gravata da modalità mafiose dell’ambito dell’inchiesta «Damasco» della Direzione distrettuale antimafia di Roma, alle indagini della commissione, il tutto passando attraverso una lunga serie di atti intimidatori. Ora i cittadini, al di là degli interventi politici, vogliono risposte. I fondani chiedono di conoscere la legittimità dei propri amministratori. Questo, come è stato sostenuto anche dal consiglio comunale in un documento unitario, è il primo passo per restituire serenità alla città.
Riccardo Antonilli
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