giovedì 4 giugno 2009

Indennità di rischio, infermieri sul piede di guerra

Continua il braccio di ferro tra Asl e sindacati. Questa volta le recriminazioni della Cgil – Funzione pubblica, che interviene con il dirigente provinciale, Franco Addessi, riguardano le indennità di rischio. La retribuzione di 5,16 euro per ogni giornata di servizio viene riconosciuta infatti solo ad alcuni infermieri della provincia pontina. Tra questi, da aprile, non ci sono più quelli impiegati nel Pronto soccorso del «San Giovanni di Dio» di Fondi. Mentre il personale in servizio, ad esempio, nel «Goretti» di Latina percepisce l’indennità. I motivi che hanno portato l’azienda a riconoscere l’indennità solo ad alcuni infermieri ce li spiega Addessi. «La Asl – dichiara - sembra pagare solo coloro che arrivano fino alle aule di tribunale e si vedono riconoscere il dovuto. Il 4 giugno 2008 – prosegue il sindacalista – il tribunale di Latina ha dato ragione ad un gruppo di infermieri e ha condannato l’azienda non solo al pagamento dell’indennità di rischio, ma anche a 5.600 euro di spese di giudizio e ad altri 3.800 per onorari e spese generali. Mi domando – continua – come mai, alla luce di questo precedente, la Asl non si decida a riconoscere a tutto il personale l’indennità e si ostini, invece, ad ingaggiare onerose battaglie legali a spese dei contribuenti. Quella dell’indennità è un’altra tegola che la politica aziendale della manager Ilde Coiro fa cadere sulle teste dei lavoratoti». Va ricordato, infatti, che la Cgil da mesi sta ingaggiando vere e proprie battaglie con l’azienda. Tra le tante, va ricordata, quella per il mantenimento del laboratorio di analisi. Un servizio che, come hanno assicurato la manager Coiro e il vice presidente della Regione Lazio, Esterino Montino la scorsa settimana in occasioen dell’inaugurazione del nuovo Tsmree, resterà invariato.
Riccardo Antonilli

Nessun commento:

Posta un commento