giovedì 10 settembre 2009

Intimidazione al tritolo

Ancora un attentato a Fondi. Una bomba di notevole potenziale esplosivo ha fatto saltare in aria, intorno alle 2 e 30 in via Spinete I, un Fiat Scudo. Il furgone, di proprietà della Caffè Trombetta di Pomezia, era stato dato in comodato d’uso alla Elmi Sas, ditta di distribuzione locale gestita dal 27enne Biagio Faiola con la moglie ed il cognato. L’esplosione che ha mandato in pezzi la parte anteriore del mezzo, ha anche provocato il danneggiamento di quattro auto parcheggiate nelle vicinanze, la rottura dei vetri delle abitazioni circostanti e di alcune tapparelle: l’onda d’urto si è propagata nel raggio di circa 100 metri. Momenti di panico tra i residenti svegliati nel cuore della notte e scesi subito in strada. Diverse centinaia di persone, terrorizzate dalla deflagrazione, hanno abbandonato le proprie
abitazioni. Sul posto sono immediatamente intervenuti i Vigili del Fuoco di Terracina, con loro la squadra mobile della Polizia di Latina con gli investigatori del commissariato di Fondi e la scientifica. Secondo quanto si è appreso dai rilievi effettuati dalle forze dell’ordine, si è trattato senza ombra di dubbio di un attentato, dato che la bomba è stata piazzata molto probabilmente nel cofano del mezzo. Un dato confermato dal ritrovamento del cofano anteriore a diverse decine di metri di distanza. Gli agenti hanno provveduto immediatamente a sentire il proprietario del furgone ed i suoi familiari, i quali hanno dichiarato di non avere ricevuto alcuna minaccia. Accertamenti sono in corso, da parte del personale della scientifica, per risalire alla natura dell’esplosivo. Le indagini, indirizzate a 360 gradi sull’attentato, sono svolte dagli uomini del commissariato di Fondi
coadiuvati dalla locale squadra mobile. Al momento nessuna ipotesi può essere esclusa. Un fatto gravissimo che riaccende i riflettori sulla situazione
dell’ordine pubblico in città. Ora gli abitanti del quartiere alzano la voce e chiedono più sicurezza. Nella zona manca del tutto l’illuminazione pubblica, quindi per gli autori dell’attentato è stato facile piazzare l’ordigno senza dare nell’occhio. Ieri mattina abbiamo ascoltato alcuni abitanti, tutti sono rimasti terrorizzati dall’accaduto. «Ho sentito un rumore fortissimo e mi sono affacciata - ci ha spiegato una signora. Poi ho visto tutti che correvano in strada e sono scesa anche io». Una vicina ci ha indicato i danni subiti dalla sua palazzina, in cui sono andate in frantumi le vetrate sulle scale. Pochi metri più avanti sono le persiane
di diversi appartamenti ad apparire piegate dal calore del fuoco. La forza devastante delle fiamme ha piegato anche la sarracinesca in lamiera di un magazzino e distrutto i parabrezza di diverse automobili. Altri abitanti ci raccontano di essersi precipitati in strada immediatamente. «Non sapevamo cosa fosse successo, ma abbiamo pensato di essere in pericolo. Poi arrivati in strada abbiamo visto il furgone e il disastro che l’esplosione ha creato». «Se qualcuno si trovava a passare - spiega preoccupato un nonno accompagnato dal nipotino - avrebbe rischiato grosso». Proprio in questo sta la triste novità dell’ennesimo attentato incendiario. Per la prima volta è stata messa seriamente a rischio l’incolumità degli abitanti.
Riccardo Antonilli

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