mercoledì 21 ottobre 2009

Attentato contro Bruno Fiore

Lo hanno seguito fin sotto casa con l’intenzione di «avvertirlo», di fargli capire che ora deve smetterla. Così ignoti hanno tentato di dare fuoco alle automobili di Bruno Fiore, coordinatore del Comitato permanente di lotta alle mafie di Fondi e del locale circolo del Partito democratico. Fiore, intorno alle undici di lunedì sera, era appena rientrato a casa da una riunione del Comitato antimafia, quando è stato chiamato da una vicina preoccupata per il forte odore di benzina che proveniva dalle auto posteggiate in via Umbria, traversa di via Madonna delle Grazie. Fiore allora è sceso in strada e ha potuto constatare che la sua Daewoo Leganza e la Renault Scenic della moglie erano completamente cosparse di benzina. Sotto la Renault era stata sistemata anche una tanica di benzina da 20 litri e sul tetto era stato gettato uno straccio dato alle fiamme che, fortunatamente, si è spento prima di poter attecchire al combustibile. Immediatamente Fiore ha allertato la Polizia e i Falchi della Protezione civile. Sul posto, con loro, sono giunti anche i Carabinieri della locale stazione. La scientifica ha effettuato i rilievi di rito, mentre, ieri mattina il vice questore Massimo Mazio ha provveduto ad ascoltare la vittima dell’atto intimidatorio per ricostruire l’accaduto. Gli attentatori potrebbero aver seguito Fiore o averlo atteso nelle vicinanze dell’abitazione. E’ probabile che siano passati da un cantiere che costeggia la casa e che da lì siano fuggiti prima del previsto, probabilmente «disturbati» dalla vicina. Se l’obiettivo era fermare l’impegno del coordinatore del Comitato o dell’uomo poitico ad andare fallito non è stato solo l’attentato, ma anche il secondo fine perseguito. Fiore, ieri mattina, davanti al commissariato ha rilasciato le prime dichiarazioni in cui ha lasciato chiaramente intendere che non ha intenzione di desistere. «Il clima di Fondi - ha spiegato - è sempre più pesante e nervoso, frutto di diversi fattori tra cui il mancato scioglimento del consiglio comunale. A dimostrazione di ciò basterebbero le reazioni scomposte contro i giornalisti arrivati a Fondi la scosa settimana. Questa città - ha continuato - non sta subendo un attacco mediatico, perché c’è bisogno che certe cose vengano raccontate». Va detto, infatti, che Fiore, nei giorni scorsi, ha spesso accompagnato anche pubblicamente le troupe di Annozero e Ballarò che stanno preparando servizi sul «caso Fondi». Un fattore questo che forse ha dato fastidio a qualcuno, considerando la «pessima accoglienza» riservata ai giornalisti Rai. Certo è che da mesi il coordinatore è in prima linea nell’organizzazione di manifestazioni antimafia, prima tra tutte quella nazionale del 25 settembre scorso, e non si è mai tirato indietro, da segretario del Pd, nel dire la sua sulla difficile situazione che la città sta vivendo. E’ evidente che il suo impegno politico e sociale ha messo in allarme qualcuno. «Non ho paura, - ha detto in conclusione ieri - sono preoccupato, questo si, perché non sono un eroe e non voglio esserlo».
Riccardo Antonilli

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