mercoledì 10 febbraio 2010

Usura, in aula le altre vittime

Altre testimonianze e altre conferme sul sodalizio criminale sgominato con l’operazione Damasco 1. Ieri mattina in aula sono state ascoltate altre parti offese. La più attesa era quella di un imprenditore, titolare di un’azienda di riciclaggio multimateriale, il quale ha conermato il sistema dell’usura ma soprattutto - quel che interessava al Pm della Procura distrettuale- le minacce ricevute a fronte della sua impossibilità a pagare. Il testimone ha riferito al tribunale dei nemmeno tanto velati accenni da parte di Garruzzo ad amicizie importanti con le cosche della ’ndrangheta calabrese o al possesso di pistole. Il meccanismo del prestito usuraio era semplice. Sempre l’imprenditore ha spiegato che consegnava a Garruzzo un assegno post-datato il quale ne restutuiva uno con un importo inferiore di circa il 10% mensile. Lui aveva una necessità media mensile di circa 30-40mila euro. Alla fine, la crisi finanziaria dell’impresa è precipitata e si è ritrovato costretto a firmare un atto di riconoscimento del debito garantito da una serie di ipoteche sugli immobili dell’azienda per un valore di 300mila euro. Altre testimonianze hanno riguardato i rapporti di altre persone con Di Fazio, un altro degli imputati. Anche all’udienza del prossimo 9 marzo continueranno ad essere ascolati altre parti offese costituite parte civile con gli avvocati Giovanni Pesce e Marco Pandozzi. Gli imputati sono Vincenzo Garruzzo e quello di Massimo Anastasio Di Fazio, accusati di usura gravata dalle modalità mafiose con Giuseppe de Carolis, figura quest’ultima più marginale nelle ricostruzioni fornite, come Maurizio Macaro, accusato di favoreggiamento. Secondo la tesi accusatoria e i testimoni, il gruppo incassava l’assegno e elargiva contante trattenendo il 10% per un mese, il 20% per sessanta giorni e così crescendo fino al 120% l’anno. Il processo nasce dall’operazione portata avanti dalla Dda di Roma a febbario 2008, che ha contribuito alla nascita di quello che comunemente viene definito “caso Fondi”. L’Antimafia, dopo lunghe e approfondite indagini, arrestò quattro persone per usura gravata da modalità mafiose. Tre di questi sono sotto processo per quest’accusa e con loro c’è Macaro per favoreggiamento. Agli arresti, non va dimenticato, sono seguiti anche sequestri milionari di beni e conti correnti nei confronti di Garruzzo e Di Fazio, successivamente confiscati dal tribunale di Latina.
R.A.

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