Un magistrato alla presidenza del Mof e un prefetto all’assessorato comunale alla legalità. Sono queste alcune delle proposte di Stefano Pedica, il senatore dell’Italia dei Valori candidato a sindaco di Fondi. Una corsa solitaria da parte di un onorevole che nei mesi scorsi ha avuto modo di farsi conoscere in città con una lunga serie di iniziative, finalizzate prima allo scioglimento del consiglio comunale e poi ad ottenere risposte su un mancato scioglimento per mafia dai contorni ancora oscuri. Ieri mattina Pedica ha illustrato a grandi linee il suo programma, incentrato sulla trasparenza e la legalità. «Non possiamo chiudere gli occhi», basta lo slogan scelto per la campagna elettorale per capire che l’IdV non ha intenzione di mollare la presa sul «caso Fondi».D’altronde Pedica è sceso in città con una copia della relazione della commissione di accesso agli atti, la stessa che ha letto sia dal palco di piazza Unità d’Italia con il leader nazionale del partito, Antonio di Pietro, sia da solo, con un banchetto e un microfono. Il suo programma è incentrato su quelle 500 pagine. «Quello che ci chiediamo - ha dichiarato il candidato - è perché una giunta che doveva essere sciolta per infiltrazioni mafiose si ripresenta alle elezioni. Questa per noi è una sfida alle istituzioni. Ho portato avanti questa battaglia spesso senza il supporto delle altre forze del centrosinistra». Proprio sulla sua corsa solitaria, accanto ad una coalizione di centrosinistra compatta, Pedica spiega che si è trattato «di una decisione sofferta, ma il mio impegno per la legalità è spesso rimasto isolato. Io non sono contro il centrosinistra, perché ne sono parte integrante, ma le battaglie si conducono insieme. Io ho avuto il coraggio di parlare facendo nomi e cognomi, una cosa che gli altri partiti non hanno fatto». La sua campagna inizierà con «una visita al Mof, in cui mi rivolgerò direttamente agli operatori, chiedendo se hanno avuto rapporti e pressioni dalla criminalità, prestando particolare attenzione a quei commercianti coinvolti nelle inchieste. Farò lo stesso con le attività commerciali ’sospette’che hanno avuto rapporti con il comune». Questo per quanto riguarda la campagna elettorale, ma in caso di vittoria il candidato ha già pronte innovazoni profonde della macchina amminstrativa, nercessarie per «debellare le infiltrazioni» e far diventare Fondi una città «decriminalizzata». «Il primo passo deve essere l’installazione di telecamere nella sala consiliare e in quelle delle commissioni, perché tutti i cittadini devono sapere cosa succede. Le registrazioni devono finire in rete». Rivoluzione anche nelle deleghe: «un assessore alla legalità, carica che dovrà essere ricoperta da un prefetto, un assessorato ai rapporti con le imprese, guidato da un esponente della Guardia di Finanza, mentre l’assessore al commercio deve essere un commerciante indicato dai colleghi». Nel disegno di Pedica c’è spazio anche per un «assessore alla sicurezza, che deve controllare quello che avviene in città all’esterno del Comune». Un programma incentrato su un’unica idea, quella che tutta l’attività dell’amministrazione comunale deve essere sotto il segno della trasparenza più assoluta, per fare di Fondi, come ha detto in chiusura il segretario provinciale del partito e capolista alle comunali, Enzo de Amicis «un modello che speriamo possa essere esportato in altre realtà». L’Idv si presenta con venti candidati, un numero limitato rispetto alle altre forze in corsa. In lista, oltre a De Amicis, figurano Milani Paolo, Rubinelli Ernesto Fatone Alberto, Cantile Nicola, Giardina Antonio Federici Pio, Troini Teresa, Sarraino Sinforosa Giacomodonato Michelina, Conte Giuseppe Cialeo Massimo, Lisi Gigliola, Fiore Grazia Iudicone Michele, Lo Borgo Marco, Marcucci Orietta, Maschino Mario, Fiore Cesare e Gworek Irena. Non va dimenticato che il partito a Fondi, nelle settimane che hanno preceduto la presentazione delle liste, ha conosciuto alterne vicende. Oltre alle dimissioni di Bruno Mattei e Brunello Di Nardo, rispettivamente segretario e vice segretario comunale, si è registrato l’ingresso e la quasi immediata uscita di Arnaldo Faiola, ora candidato con il Pd e già esponente della lista Fondi Viva. Una serie di polemiche interne, che avevano portato ad ipotizzare ad un’assenza dei dipietristi nella competizione.
Riccardo Antonilli
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