Udienza alquanto lunga e complessa quella di ieri relativa al processo Damasco 2. Al centro della scena, anziché i 38 indagati, in questa prima fase ci sono i giudici. Già, perché dopo l’istanza di ricusazione presentata dall’avvocato Giulio Mastrobattista, il processo è stato affidato dal presidente del Tribunale di Roma al giudice Aldo Morgigni, subentrato a Sante Spinaci. Quest’ultimo ha lasciato prima che la Corte d’Appello potesse giudicare l’istanza, in quanto nominato in Cassazione. Eppure, anche il nome di Morgigni ha spinto Mastrobattista, a cui si sono uniti gli avvocati Palmieri e Porcelli, a presentare un’eccezione di incompatibilità. Il giudice, infatti, è stato il gip del processo Nitra, in cui sono imputati alcuni dei coinvolti in Damasco 2 e aveva disposto le intercettazioni relative a quella indagine, oltre ad aver firmato l’ordinanza di custodia cautelare per Aldo Trani. A questo punto Morgini ha presentato una dichiarazione di astensione per motivi di convenienza, respinta dal presidente del Tribunale. Per cui Damasco 2 riprenderà martedì prossimo davanti al gup Morgigni. I tempi del procedimento, intanto, si allungano e si corre il rischio di far scadere le custodie cautelari. Questo mentre l’impianto accusatorio del processo è messo in discussione dalla decisione della prima sezione della suprema corte di Cassazione che, la scorsa settimana, ha disposto l’annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare per Venanzio Tripodo e Antonino D’Errigo (difesi dall’avvocato Cestra) e prima ancora per un altro coinvolto, Igor Catalano (difeso da Minniti). Intanto c’è già stato qualche colpo di scena come le dichiarazioni del pentito Barbieri relative a Venanzio Tripodo. Gli indagati di Damasco 2 sono tanti. La Dda di Roma fece scattare le manette a 17 di loro il 6 luglio 2009. Si tratta di Carmelo e Venanzio Tripodo, Franco e Pasqualino Peppe, Vincenzo Bianchò, Antonio Schiappa, Alessio Ferri, Igor Catalano, Giuseppe Bracciale, Antonino D’Errigo, Massimo Anastasio Di Fazio, Dario Leone, Pietro Munno, Gianfranco Mariorenzi, Tommasina Biondino e Riccardo Izzi. Si costuì solo dopo alcuni giorni Aldo Trani. Gli altri indagati sono Gemma Peppe, Enza Petrillo, Tiziana Simonelli, Loredana Trani, Maria Laura Trani, Pasquale Valentino Forti, Deborah Ruggieri, Serafino Stamigni, Vincenzo Ialongo, Raffaele Vincenzo Boccia, Nazareno Puglia, Sisto Bianchi, Roberto D’Agostino, Ennio Giovannoni, Massimiliano De Filippis, Luigi Griffo, Valentino Marrocco, Carmine Terracciano, Maria Gentile, Luciano Zizzo e Roberto Padula.
Riccardo Antonilli
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