mercoledì 12 maggio 2010

"L'amministrazione si costituisca parte civile"

"All’amministrazione comunale di Fondi chiediamo di impegnarsi in prima persona contro il malaffare e le mafie, con atti concreti come la costituzione di parte civile nei processi contro i mafiosi". La richiesta è dei sei consiglieri comunali del centrosinistra di Fondi, intervenendo sull’operazione della Dia che ha visto finire dietro le sbarre quattro componenti della famiglia D’Alterio. L’invito all’amministrazione comunale, naturalmente, riguarda altri processi in corso, che hanno varcato i confini del Mof. I due procedimenti nati dalle operazioni della Dda di Roma Damasco I e II, ad esempio. E su questo c’è già pronta una mozione del capogruppo della lista Lido di Fondi, Vincenzo Trani. "Considerato che – si legge nella mozione - tali vicende hanno sicuramente determinato una ricaduta negativa sull’immagine nel Paese ed anche all'estero della nostra cittadina; che la nostra città necessita di un recupero di credibilità ed immagine, compromesse dalle tante recenti inchieste giudiziarie; che è dovere di ciascun consigliere comunale salvaguardare la dignità e l’immagine del comune di Fondi e della sua intera cittadinanza", Trani invita "il sindaco e la giunta a predisporre gli atti per la costituzione come parte civile in tutti i procedimenti giudiziari in corso e futuri derivanti dalle operazioni investigative denominate Damasco". Adesso resta da vedere se la maggioranza accoglierà la richiesta. Tornando all’operazione di lunedì, gli esponenti di centrosinistra, sostengono che "non è più sufficiente continuare a lanciare proclami in difesa della legalità, ma bisogna operare affinché le infiltrazioni mafiose vengano sradicate definitivamente". Pertanto "bisogna dare più forza, sia in termini di uomini che di mezzi, alle forze di Polizia, ai Carabinieri e alla Guardia di Finanza. Risorse umane e mezzi che devono essere impegnati direttamente nella lotta alle mafie. In tale quadro appare ancora più preoccupante quanto denunciato qualche giorno fa, a mezzo stampa, da alcuni operatori delle forze dell’ordine, congiuntamente al responsabile provinciale del sindacato di Polizia della Uil, che lamentavano di essere stati in diversi modi allontanati dai loro compiti d’indagine sulle infiltrazioni mafiose". Ma non solo, "il Mof di Fondi, che già vive una crisi difficile legata a diversi fattori, deve essere difeso nell’interesse di tutta la collettività fondana. E l’unica vera difesa è fare fronte comune contro la criminalità organizzata. Chi ha la responsabilità gestionale del mercato – concludono - deve dimostrare di avere la capacità, la forza e il coraggio di opporsi alle mafie".
Riccardo Antonilli

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