Botte da orbi davanti alla moschea di Fondi. L'episodio che ha visto protagonisti due algerini ha reso necessario l'intervento degli agenti del locale commissariato di Polizia. Gli uomini del vice questore Massimo Mazio sono riusciti a dirimere la questione scoppiata per futili motivi, separando i contendenti ed evitando che la situazione degenerasse. I poliziotti hanno anche sequestrato un bastone in legno con cui C.R. del ‘72 stava colpendo il connazionale. Una volta in commissariato, verificata la posizione di entrambi sul territorio nazionale, C.R. è stato deferito all'autorità giudiziaria per il reato di lesioni personali aggravate nei confronti del connazionale nonché porto di strumento atto ad offendere. Il ferito, accompagnato al Pronto Soccorso, è stato medicato e giudicato guaribile con in sette giorni. Gli stessi agenti del commissariato nei giorni scorsi hanno intensificato i servizi di prevenzione e repressione reati e di contrasto al crimine. Nel dettaglio, con la partecipazione della squadra della Capitaneria di Porto, sono stati ispezionati 5 stabilimenti balneari, 2 spiagge libere attrezzate, 4 pubblici esercizi annessi agli stabilimenti, 1 camping e 3 attività di pubblico esercizio all'interno delle strutture ricettive. In tale contesto operativo è stata elevata una sanzione amministrativa per «omessa tenuta del locale adibito al Pronto Soccorso» presso uno stabilimento balneare. Al contempo, sono stati fermati per verifica e controllo 7 natanti. I servizi sono tuttora in corso attraverso il pattugliamento del litorale e posti di blocco. Attualmente sono stati fermati 66 veicoli e identificate 92 persone. In totale sono stati elevati 28 verbali.
R.A.
martedì 31 agosto 2010
mercoledì 25 agosto 2010
Spengono l'incendio e trovano un cadavere, è giallo
E’stato trovato riverso su un fianco, seminudo e in avanzato stato di decomposizione. Erano le 18 di ieri pomeriggio quando i Vigili del Fuoco di Terracina spegnendo un incendio ai bordi della provinciale Fondi – Lenola, a circa 200 metri dal cimitero di Fondi, hanno effettuato la macabra scoperta. Il cadavere di un uomo sulla trentina era a terra, accanto ad una struttura in cemento armato abbandonata. Immediatamente hanno allertato i carabinieri. Sul posto si è precipitato il capitano della compagnia di Gaeta, Daniele Puppin seguito dai reparti della scientifica. Sul posto anche il vice questore e alcuni agenti del commissariato di Polizia di Fondi. Non è stato possibile identificare il corpo, privo di documenti e ormai irriconoscibile. Con tutta probabilità si trovava in quel luogo da almeno una settimana. Solo dai capelli è stato possibile dedurre che si tratta di una persona di colore. Scongiurata da subito ogni relazione tra l’incendio di ieri e la scomparsa dell’uomo ritrovato, vista la distanza temporale tra la morte e l’incendio. La casualità ha voluto che i Vigili del Fuoco, cercando di evitare che le lingue di fuoco potessero attecchire alla collina, sono saliti da un sentiero laterale e hanno scoperto il corpo. Pochi gli elementi trapelati. Accanto al corpo sono stati ritrovati diversi indumenti, tra cui una maglietta, appartenente allo scomparso, con evidenti tracce di sangue e un foro, inizialmente attribuito ad un proiettile, ma secondo i primi accertamenti non sarebbe compatibile. Un altro fattore non può essere ignorato: lì vicino c’è un immobile in stato di abbandono, notoriamente utilizzato da immigrati come ricovero. Se a ciò si aggiunge la presenza di scarpe e indumenti appartenenti presumibilmente ad altri, non è da escludere che il tutto si possa risolvere con una morte accidentale sul posto. Ma, al momento, si tratta solo di ipotesi. Il pm di turno Marco Giancristofaro, ovviamente, ha disposto l’autopsia sul corpo. Solo dall’esame autoptico si potranno avere maggiori certezze sull’accaduto e scongiurare una possibile morte violenta. Sul posto sono giunti anche i Falchi della Protezione civile che hanno gestito la viabilità a senso alternato sulla trafficata arteria.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
venerdì 6 agosto 2010
Abuso sanato... con il proseguimento dei lavori
Una lingua di asfalto che dalla contrada Querce sale fino a sbucare nel territorio di Lenola. E' ben visibile anche dalla piana di Fondi, una strada «apparsa» poco più di tre anni fa. Era un sentiero sterrato che dalla zona del castello delle Querce saliva fino in cima alla collina per sovrastarla. Una strada usata un tempo da contadini e pastori. Poi, dal nulla, è stata allargata e spianata fino a divenire un'arteria praticabile a tutti gli effetti. Peccato però che quell'opera di ampliamento sia stata eseguita dalla XXII Comunità Montana in barba a qualsiasi regola, tanto che nel 2007 il Nipaf la sequestrò. Da allora tutto è rimasto fermo a lungo, finché a seguito di un alluvione e della discesa a terra di abbondante acqua e terra, la Procura ne dispose la messa in sicurezza. Come? Asfaltandola. In sintesi il rischio generato dallo spianamento della strada in terra battuta, quindi conseguente ad un abuso è stato sanato attraverso il proseguimento dei lavori. Tanto che oggi la via sale per diversi chilometri. Un'arteria allargata, asfaltata e del tutto inutile. La via, infatti, non viene percorsa da nessuno, dato che finisce nel nulla. O meglio, finisce con il proseguio di quello che era il sentiero preesistente. Un'opera dalla storia particolarmente controversa che si trova poco più in alto del fosso Valle Querce, inaugurato pochi giorni fa. In quel caso i lavori, oltre alla copertura del canale, hanno riguardato l'ampliamento della carreggiata stradale, la realizzazione di un impianto di pubblica illuminazione e dei marciapiedi. Insomma una vera e propria riqualificazione dell'intera contrada delle Querce. Tanto che la frazione si presenta agli occhi degli avventori come una nuovo quartiere, con una strada ampia, tante abitazioni di nuova realizzazione, proprio lì dove c'era solo campagna. Salendo un po' si ritrova proprio la campagna, con in mezzo la famigerata strada della Comunità Montana, ora asfaltata e allargata. Chissà tra qualche anno come si presenterà quella zona, se la campagna resterà tale, se il tratto sterrato continuerà e presentarsi così o se quell'opera verrà ultimata fino a salire ancora, fino a rendere praticabile (o edificabile) decide e decine di ettari di collina. Non resta che aspettare.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli