martedì 12 aprile 2011

Sequestrata la villa di Cipriano Chianese a Sperlonga

La Dia di Napoli è piombata a Sperlonga. Gli uomini dell’antimafia hanno dato esecuzione al decreto di sequestro preventivo di beni emesso dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, su proposta del direttore della Dia, il generale dei carabinieri Antonio Girone, nei confronti di Cipriano Chianese. Il 57enne di Parete è un noto avvocato e imprenditore operante nel settore dello smaltimento dei rifiuti, già raggiunto nel marzo 1993 e nel 2007 da ordinanze di custodia cautelare per vicende connesse al traffico di rifiuti e all’appartenenza al clan dei casalesi, attualmente a giudizio con l’accusa di associazione per delinquere di stampo camorristico. A Sperlonga, in particolare, i sigilli sono scattati per una faraonica villa di 21 stanze con annessa piscina. L’operazione di ieri, condotta in collaborazione con la Dia di Padova, ha riguardato anche Franco Caccaro, 49enne di Campo San Martino, comune in provincia di Padova, con precedenti di polizia per reati finanziari, individuato dalle indagini come intestatario di beni e società di fatto riconducibili al Chianese. I beni per i quali il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha disposto il sequestro, sono, oltre alla villa sperlongana, un fabbricato e un immobile siti a Parete, quest’ultimo era utilizzato come abitazione casa della figlia di Chianese ed è dotato di ogni confort tra cui bagno turco, sauna e complesso aeroterapico; una MG B intestata a Chianese; una BMW X5, intestata a Filomena Menale; altre due BMW, una 525 e una 120 D, intestate a Gianluca Lauro; e un capannone industriale sito in Santa Giustina in Colle (PD), intestato alla società Tecnologie per l’Ambiente Srl. Il valore complessivo dei beni sotto sequestro è, secondo stime prudenziali, di oltre 13 milioni di euro. Tornando alla villa di Sperlonga, nel corso delle indagini è emerso che era stata presentata una falsa richiesta di condono edilizio. L’obiettivo era cercare di farla passare per una costruzione ante 1980, quindi sanabile. Dichiarazione smentita dalle indagini della Dia, che ha dimostrato con rilievi aerofotogrammetrici e testimonianze di chi ha effettuato i lavori di ristrutturazione ed ampliamento, che le modifiche alla piccola villa originaria sono avvenute dopo il 1990, e che hanno portato il valore della villa a circa 4 milioni di euro dai 160mila originari. Ma chi è Chianese? Il «re» dello smaltimento illegale dei rifiuti. L’avvocato e imprenditore, attualmente, si trova agli arresti domiciliari perché colpito da un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Napoli il 30 dicembre 2009. Chianese è il protagonista assoluto della penetrazione camorristica nel settore dei rifiuti. Gli inquirenti si sono trovati davanti all’«inventore» del sistema delle ecomafie nella sua declinazione campana. E come se non bastasse, è stato accertato che Chianese ha «saputo adattarsi al mutamento determinato dall’instaurazione della gestione commissariale dei rifiuti, allacciando con il subcommisssario ai rifiuti Facchi un rapporto ora collusivo ora intimidatorio dal quale ha tratto rilevantissimi profitti illeciti». Uno che trasformava la «monnezza» in denaro, guadagnando, negli anni ’90, fino a 700 milioni di lire al mese.
Riccardo Antonilli

Nessun commento: