giovedì 29 marzo 2012

Lotta alla Camorra, Don Aniello incontra gli studenti

Don Aniello Manganiello, sabato mattina, ha parlato con ai ragazzi della scuola secondaria di I grado “Garibaldi-Milani” di Fondi. L’incontro con il religioso, parroco nel quartiere di Scampia per sedici anni e attualmente promotore di un’associazione denominata “Gli Ultimi”, è il secondo di un percorso di legalità patrocinato dall’Osservatorio sulla Legalità della Regione Lazio, in collaborazione con l’associazione “Donne per la sicurezza” e avviato con il poliziotto Imd Catturandi. Gli studenti presenti nell’aula magna della scuola diretta da Maria Civita Paparello erano centocinquanta circa ed hanno ascoltato con grande attenzione l’intervento di Don Aniello che ha raccontato la sua esperienza di sacerdote che lotta per la giustizia in un ambiente fortemente degradato dall’attiva e incombente presenza della criminalità organizzata. Filo conduttore dell’intervento del sacerdote è stato il tema della legalità legato all’etica del fare, del personale impegno di ciascuno che può essere artefice del cambiamento, con le sue azioni, il suo modo di vivere quotidiano, le sue parole. Il cambiamento non può avvenire improvvisamente e in maniera socialmente massiccia, bensì nascere dal singolo, perché è il singolo che compone la massa. Oggi più che mai l’impegno e la responsabilità del singolo sono preziosi, perché in un mondo dove tutti abdicano alle proprie responsabilità, occorre assumere l’impegno dell’altro, inteso come fratello, amico, compagno di viaggio che in qualche modo vuole condividere con noi paura, dolore, solitudine, speranza e preghiera. E i “testimoni di legalità” come Don Aniello trasmettono in sintesi il concetto espresso dal giudice Falcone quando parlava del “fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità”.
R.A.

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