martedì 8 maggio 2012
Sperlonga, truffato Ciro Ferrara
Voleva godersi le vacanze a Sperlonga. L’acquisto di una casa per le vacanze, però, si è trasformato in un incubo per l’allenatore della nazionale under 21, Ciro Ferrara. L’ex calciatore e tecnico della Juventus, con il fratello Vincenzo, ieri mattina si sono costituiti parte civile in un processo per truffa a Napoli in cui sono parti offese. I due nel 2004 avevano sporto una denuncia nei confronti di un costruttore edile per una casa a Sperlonga. Avevano versato 130mila euro a testa, ma non sono mai entrati in possesso della casa per una irregolarità nella concessione edilizia. I due fratelli sono arrivati al tribunale di Napoli poco dopo le 9 e si sono presentati davanti al giudice Dario Casella, con il loro difensore Fabio Fulgeri. L'allenatore della è stato immediatamente riconosciuto dalle persone che affollavano il Palazzo di giustizia, molte delle quali gli hanno chiesto autografi o foto ricordo. Un’ulteriore dimostrazione di quanto Ferrara sia molto amato nella sua Napoli. A Napoli, sua città natale, giocò durante tutta l'era di Maradona e vinse due scudetti, la coppa Italia, una supercoppa italiana e la coppa uefa, grazie anche ad un suo gol realizzato al volo di destro, servito da un assist di testa di Maradona. Proprio da quest’ultimo ereditò la fascia di capitano nel 1991. Ma non solo. Nel 2005, insieme a Fabio Cannavaro, ha creato la Fondazione Cannavaro-Ferrara Onlus. La sua missione è quella di contribuire alla soluzione delle criticità del contesto sociale della città di Napoli e delle sue aree provinciali, contrastando le diverse forme di disagio minorile e giovanile. Sul sito della Fondazione si registrano ben 26 progetti sostenuti; 250 onlus, istituti religiosi, enti pubblici e privati coinvolti; 72 eventi di comunicazione e di raccolta fondi portati a termine; 5500 giovani che hanno beneficiato dei progetti; oltre 1.350.000 euro raccolti grazie alla generosità dei donatori. E nella Fondazione, Vincenzo Ferrara, il fratello truffato con Ciro, riveste il ruolo di amministratore delegato. Per la cronaca il processo è stato rinviato al 31 maggio. L’obiettivo è dare alle parti la possibilità di trovare un accordo.
R.A.
Itri, scoperta una coltivazione di marijuana
Coltivavano marijuana su un terreno demaniale. Per questo due giovani itrani ieri sono stati arrestati con l’accusa di "produzione, traffico, detenzione illecita, coltivazione e produzioni vietate di sostanze stupefacenti" dai carabinieri della stazione di Itri. Il 22enne C.F. e il 21enne M.D. avevano messo in piedi una piantagione di "erba" nella zona demaniale di Porcignano, sulla panoramica Iri-Sperlonga. I militari guidati dal maresciallo Giovanni Persico hanno rinvenuto 138 piante, di varie dimensioni (da 120 a 150 centimetri di altezza circa), in parte già a dimora nel terreno ed altre in vasi. L'operazione è il frutto delle indagini condotte a tappeto sul territorio, nonostante la scarsità di uomini e di mezzi, a fronte di una realtà territoriale che è vasta ben 11.000 ettari e che vede i militari conseguire risultati brillanti nella prevenzione e repressione dei reati. Per i due giovani, rinchiusi nelle celle di sicurezza della compagnia di Gaeta, questa mattina è previsto il processo per direttissima presso il Tribunale di Gaeta. Le piante sono state poste sotto sequestro, insieme a materiale vario per la coltivazione in casa. Sempre ieri, i colleghi della stazione di Sperlonga del maresciallo Antonino Ciulla hanno deferito in stato di libertà all’autorità giudiziaria un operaio della provincia di Caserta, S.C., di 38 anni, per i reati di sottrazione o danneggiamento di cose sottoposte a sequestro e violazione colposa di doveri inerenti la custodia di cose sottoposte a sequestro. L’uomo, nominato custode giudiziale della propria autovettura per un pregresso reato, ha violato gli obblighi imposti, circolando arbitrariamente con l’autoveicolo.
Riccardo Antonilli
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