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domenica 14 giugno 2009

Il Pd riparte dopo la delusione elettorale

Analizzare e discutere il risultato elettorale. Con quest’obiettivo venerdì si è riunito il circolo fondano del Partito democratico, che ha preso atto delle dimissioni irrevocabili del consigliere comunale, Paolo Giardino. L’occasione è stata utile per programmare il futuro del partito sul territorio, individuando i prossimi passi da compiere per recuperare consenso tra la cittadinanza. Innanzitutto è stato preso atto del risultato elettorale delle provinciali, in cui è stata riconfermata una forbice sempre esistente in queste competizioni con il centrodestra. Intanto, come spiega il coordinatore cittadino Bruno Fiore, il partito deve liberarsi “dove ce ne fosse bisogno dei lacci e lacciuoli che lo hanno legato a figure di riferimento sul territorio che si sono dimostrate del tutto incapaci ed inutili, se non dannose dal punto di vista elettorale”. Un segnale di cambiamento chiaro e senza mezze misure. Al tempo stesso, resta “l’obbligo politico, morale ed etico di rappresentare, insieme alle altre forze politiche del centro sinistra, l’opposizione in un territorio ogni giorno sempre più preso di mira dalla malavita organizzata”. Intanto, mentre su Fondi continua a pendere la decisione sullo scioglimento del consiglio, continuano i mutamenti nella massima assise cittadina. Va ricordato che il Pd (rappresentato dopo la rinuncia di Giardino solo da Massimo Di Fazio), comunque, finché il governo non prenderà una decisione continuerà a non partecipare alle riunioni consiliari. Prima dell’esponente del Pd, si erano dimessi nelle file del centrodestra: l’assessore alle Attività produttive Pier Luigi Avallone, amareggiato per non aver ottenuto una candidatura, e poi il consigliere Antonio Ciccarelli, sostituito con Donatella Di Biasio. Una serie di movimenti che avrebbero avuto un peso diverso in una situazione di normalità. Ma la politica fondana, finché non sarà sciolto il nodo sulla legittimità dell’attuale amministrazione, non potrà tornare alla normalità.
Riccardo Antonilli

venerdì 24 ottobre 2008

Anche i democratici fondani manifestano per "salvare l'Italia"

Cresce in questi giorni in tutt’Italia la grande mobilitazione per la manifestazione nazionale del Partito Democratico di sabato. Sarà, come ha affermato il segretario nazionale del Pd Walter Veltroni, «La tappa conclusiva del cammino iniziato questa estate con la raccolta di milioni di firme per salvare l’Italia dal declino politico, economico e morale al quale il governo della destra sta contribuendo in modo determinante con le sue scelte, con le sue decisioni». «Si tratta di scelte e decisioni - spiegano i democratifi fondani - che hanno avuto fin qui un solo fondamentale scopo, quello di tutelare e garantire gli interessi personali del presidente del consiglio, e almeno due gravissimi risultati: aver riportato il nostro Paese al tempo dei conflitti istituzionali, delle leggi ad personam e della confusione tra interessi privati e cosa pubblica; lasciando all’ultimo posto i problemi veri degli italiani, alle prese con un diffuso impoverimento, con salari e stipendi che hanno perso potere d’acquisto, con pensioni che non bastano più per arrivare a fine mese, con risparmi che rischiano di perdere il loro valore. La scuola pubblica viene attaccata alle sue fondamenta con una pseudo riforma fatta solo di tagli e di scelte che la fanno tornare indietro di qualche decennio». Per questo il Partito Democratico ha voluto una grande manifestazione: «perché siamo preoccupati per l’Italia, e perché vogliamo dare voce a milioni di italiani che non ne possono più delle politiche del governo e che aspettano altre risposte alle loro domande e ai loro bisogni». I democratici di Fondi non faranno mancare la loro presenza all’appuntamento di sabato.
R.A.