lunedì 18 maggio 2009

Il Pd attacca: "il Sindaco finanzia la campagna elettorale con i soldi dei cittadini"

“Parisella finanzia la sua campagna elettorale con i soldi dei cittadini di Fondi”. Così il circolo fondano del Partito democratico mette sotto accusa il comportamento del sindaco e candidato alle provinciali per il PdL, Luigi Parisella. Il riferimento dei democratici è a un manifesto, affisso in questi giorni, con l’intestazione del comune di Fondi e firmato dal sindaco, intitolato “Laboratorio d’analisi verso la chiusura. L’imbroglio della Coiro e le responsabilità del Pd”. Il mezzo di propaganda per Bruno Fiore, coordinatore cittadino del Pd, contiene “affermazioni false, non rispondenti a quanto deliberato dalla Asl di Latina con la nota inviata alla Regione Lazio il 12 maggio - Protocollo 18418/A001/2009, nella quale è affermato testualmente che ‘Fa pure eccezione l’ospedale di Fondi afferente al presidio ospedaliero centro, per il quale la presenza della unità operativa di ostetricia rende necessario il mantenimento di una attività diagnostica locale adeguata alle caratteristiche assistenziali dello stabilimento’”. Pertanto, il Pd: “ribadisce che nessuna chiusura del laboratorio analisi è stata programmata”. La nota inviata alla Regione rende indiscutibile la scelta. “Solo il sindaco Luigi Parisella e la sua maggioranza traballante, - sottolinea Fiore - continuano la loro guerra politica contro la dirigente della Asl e il Partito democratico”. Per il Pd: “Il sindaco fa questo in un modo scorretto ed illegale, utilizzando i soldi dei cittadini di Fondi per far stampare ed affiggere un manifesto pieno di menzogne e che, altro non è, se non un manifesto elettorale contro la Asl, il Partito democratico e la giunta regionale guidata da Piero Marrazzo. Se fossimo in un paese normale – attacca Fiore - un sindaco candidato alle elezioni provinciali avrebbe dovuto sentire il dovere di autosospendersi dal suo incarico per il periodo elettorale. Non solo questo sindaco, che si trova seduto su una polveriera politica e che vede i maggiori rappresentanti della sua giunta abbandonarlo al suo destino, ormai segnato anche dalle ultime dichiarazioni del ministro dell’interno Maroni, non sente il bisogno di dare un segnale, anche minimo, di trasparenza al suo operato. Luigi Parisella e la sua maggioranza sentono che il terreno sotto i loro piedi è oramai franato, a causa delle gravissime responsabilità politiche che porteranno il consiglio comunale di Fondi ad essere sciolto per infiltrazioni mafiose. Questi signori – conclude la nota dei democratici fondani - dovranno rispondere davanti all’intera collettività oltre che, eventualmente, alla magistratura, per aver portato un’intera città in una situazione di totale degrado dal punto di vista istituzionale, politico ed economico”.
Riccardo Antonilli

martedì 12 maggio 2009

Giunta, Avallone si dimette

“Sono venuti meno i presupposti e le motivazioni per continuare nel mio impegno amministrativo”. Per questo Pierluigi Avallone, assessore alle Attività Produttive e Cultura ha rinunciato, ieri mattina, alla sua delega. L’ormai ex assessore non commenta, ma la lettera di dimissioni consegnata al sindaco parla chiaro. La decisione, non a caso, è giunta dopo l’ufficializzazione dei candidati del PdL alle prossime elezioni provinciali. Tra questi Avallone non c’è, ma ci sono l’attuale sindaco, Luigi Parisella e l’assessore all’Urbanistica, Salvatore De Meo. Eppure la candidatura di Avallone sembrava un dato certo. Evidentemente la decisione dei vertici del partito di optare per altri candidati, giunta probabilmente nelle ultime ore utili a stilare la lista con i nominativi, non è stata digerita dall’assessore. E’ da escludere il passaggio di Avallone ad altre forze politiche. Lui, da sempre uno dei più votati e già assessore al Bilancio nella precedente giunta, resterà nel PdL. Altri consiglieri, invece, sembrano allontanarsi sempre più dalla maggioranza a favore di altre correnti, “Nuova Area” su tutte. Una serie di movimenti e di cambi di identità politica che potrebbero ufficializzarsi tra pochi giorni, quando la campagna elettorale entrerà nel vivo. Sempre a breve si potrebbe assistere al già annunciato rimpasto in giunta, con la probabile riduzione degli assessori. Il tutto, va sempre ricordato, mentre il consiglio dei ministri potrebbe pronunciarsi, da un momento all’altro, sullo scioglimento del consiglio comunale.
Riccardo Antonilli

Laboratorio di analisi, Parisella torna all'attacco

Le rassicurazioni sul mantenimento del laboratorio di analisi dell’ospedale “San Giovanni di Dio” sono un “inganno”. Così il sindaco di Fondi, Luigi Parisella definisce le dichiarazioni dei consiglieri regionali Claudio Moscardelli, Domenico Di Resta e del vice presidente della Regione Lazio, Esterino Montino del 17 aprile scorso, in merito al mantenimento del servizio presso il nosocomio fondano. L’ennesimo attacco del primo cittadino sulla questione sanità si basa sul fatto che a quelle parole non è seguita la revoca del provvedimento del 5 dicembre 2008 della manager della Asl, Ilde Coiro con cui si disponeva la soppressione del laboratorio d’analisi entro il 9 giugno 2009. “L’artificioso gioco di sponda tra Moscardelli, Di Resta e compagni e la Coiro, complici lo stesso Marrazzo e Montino, - dichiara Parisella - non è più consentito. La farsa è finita. Prendere in giro le istituzioni rappresentative dei comuni di Fondi, Lenola, Sperlonga, Campodimele, Monte San Biagio, le rispettive popolazioni non è più tollerato. Le circa diciottomila firme apposte dai cittadini del comprensorio nella petizione a Marrazzo a difesa del laboratorio d’analisi di Fondi sono state dallo stesso inopinatamente ignorate”. Pertando, per il sindaco, “occorre procedere immediatamente alla mobilitazione popolare. Tutte le richieste (lettere, telegrammi, interrogazioni) inoltrate da settimane, mesi e anni scorsi dal sottoscritto - continua Parisella - al presidente Marrazzo per un confronto istituzionale sui molteplici problemi del nostro comprensorio (sanità, grande viabilità, rifiuti, ambiente, urbanistica) sono state sistematicamente disattese. Nemmeno una telefonata di circostanza. Altro che rapporti istituzionali tanto invocati dal coordinatore cittadino del Partito Democratico, Bruno Fiore: qui siamo al cospetto di una vera e propria ineducazione da parte del presidente Marrazzo. Pertanto, - conclude il sindaco - bando alle chiacchiere, basta con le false promesse elettorali, gli inganni. E’ ora della mobilitazione popolare, le cui forme e modalità saranno comunicate agli organi istituzionali preposti all’ordine e alla sicurezza pubblica”. La questione laboratorio, dunque, è tutt’altro che chiusa. Sulla paventata chiusura, nei mesi scorsi, tra la Coiro e Parisella c’è stato un vero e proprio duello senza esclusione di colpi. Oltre agli interventi politici, va ricordato, che c’è stata anche una petizione popolare e alcune manifestazioni simboliche per dire di no al declassamento del laboratorio a centro prelievi.
R.A.

sabato 9 maggio 2009

Elezioni, suolo pubblico off limits

Un atto «illegittimo» e «contrario alla libertà costituzionale di manifestazione del pensiero politico». Così il coordinatore cittadino del Partito Democratico di Fondi, Bruno Fiore definisce la deliberazione della giunta municipale di Fondi 193 del 5 maggio intitolata: «Occupazione di suolo pubblico per la propaganda elettorale. Linee di indirizzo». Nella delibera si stabilisce che le uniche due piazze in cui si potranno svolgere le manifestazioni elettorali per le elezioni provinciali ed europee sono quelle di piazza Duomo e piazza Santa Maria. Il Pd denuncia «l’illegittimità di tale delibera e chiede l’intervento del prefetto di Latina, Bruno Frattasi, perché intervenga immediatamente per ristabilire l’agibilità democratica nella città di Fondi. Per idemocratici fondani la deliberazione è «totalmente illegittima», in quanto «vengono ristretti e condizionati a soli due luoghi centrali tutte le manifestazioni elettorali di una città che si espande su un territorio molto vasto»; inoltre «è compito della prefettura stabilire le norme che regolano i comizi elettorali, i cortei, le manifestazioni e altre iniziative». «A tutto ciò - continua Fiore - si aggiunga che, a seguito di una nostra richiesta come Pd di tenere una manifestazione elettorale in piazza Duomo per il 23 maggio, che vedrà la partecipazione del capolista alle elezioni europee, David Sassoli e quella probabile del giornalista e scrittore Roberto Saviano, oltre che del presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo e di altri candidati, siamo stati autorizzati a condizione di utilizzare esclusivamente il palchetto all’uopo istallata dal comune. Un palchetto di circa 4 metri quadri». Per il Pd: «Tutto ciò è assurdo e contrario a qualsiasi norma di garanzia della libera espressione del pensiero politico durante la campagna elettorale».
Riccardo Antonilli

mercoledì 6 maggio 2009

Rapporto Ecomafie, preoccupazione su Fondi

Il ‘caso Fondi’ al centro del Rapporto Ecomafie 2009 di Legambiente. “Siamo molto preoccupati – ha spiegato Lorenzo Parlati, presidente Legambiente Lazio - visto che dopo otto mesi dalla relazione del prefetto di Latina non si ha ancora una risposta certa sullo scioglimento del consiglio comunale, positiva o negativa che sia, mentre è stata di recente aperta un’indagine della Direzione distrettuale antimafia di Napoli sul Mof, il grande mercato ortofrutticolo che si trova proprio nel comune pontino.” Analizzando il rapporto per argomenti si nota come Fondi appaia in diverse categorie. Innanzitutto nell’abusivismo: “Ogni tanto non mancano le vittorie sul terreno della legalità. – recita il Rapporto - Dopo l’abbattimento dell’ecomostro più grande della Regione Lazio, quello dell’Isola dei Ciurli, ormai da parecchi mesi si attende la decisione definitiva circa lo scioglimento dello stesso consiglio comunale della città. Legambiente continua intanto la sua battaglia contro vecchi e nuovi ecomostri, come il complesso turistico Holiday Village, situato sempre a Fondi, direttamente sul mare, al momento sotto sequestro, oppure il complesso turistico alberghiero Punta Cetarola, situato in località Montepiano, nel comune di Sperlonga, in un’area ‘supervincolata’”. Particolare attenzione viene riservata al Mof, in relazione alle Agromafie: “Nel Lazio, l’interesse principale risiede senz’altro nel mercato ortofrutticolo di Fondi, visto che è il più grande d’Italia ed uno dei più importanti d’Europa, con 4mila operatori: qui vengono lavorati e trasformati 12 milioni di quintali di prodotti, per un giro d’affari di circa un miliardo di euro, che non può non richiamare l’attenzione della criminalità organizzata. Iniziata negli anni sessanta, quando a Fondi erano arrivate alcune famiglie perdenti delle guerre interne alla ‘ndrangheta, negli ultimi anni l’invasione criminale del sud del Lazio ha assunto contorni preoccupanti, tanto da portare a dire che la provincia di Latina è sotto il controllo criminale della camorra e della ‘ndrangheta. Sarebbe questa – continuano da Legambiente - la cosiddetta ‘Quinta mafia’, che sta nascendo a sud di Roma e ha forti interessi anche nella capitale. Ed è proprio intorno al mercato ortofrutticolo che sembra saldarsi una stretta alleanza tra mafiosi e politici laziali, su cui i magistrati stanno ancora indagando”.
Riccardo Antonilli

Ancora incendi notturni, auto ed escavatori distrutti

Altri attentati incendiari a Fondi. Dopo il rogo doloso ai danni della fabbrica di imballaggi Fidaleo, questa volta ad essere presi di mira sono stati un’automobile e alcuni mezzi edili. Ambedue gli incendi si sono consumati nella notte a cavallo tra lunedì e martedì. L’automobile, una Mercedes classe A, di proprietà di P.S., imprenditrice, è stata completamente distrutta dalle fiamme che l’hanno avvolta intorno all’una meno dieci. E’ stata la proprietaria residente in via Morelli e Salvati, in una palazzina ai piedi della quale era posteggiata la macchina, ad essersi resa conto di quanto stava accadendo e ad aver allertato i Vigili del Fuoco. Le operazioni di spegnimento non sono servite a salvare l’automobile. Sul luogo non sono stati rinvenuti né inneschi né tracce di liquido infiammabile. Per questo non è esclusa l’ipotesi del corto circuito. Sul fatto, comunque, indaga la Polizia. Poco più di un’ora più tardi qualcuno ha gettato del liquido infiammabile nel cortile dove erano posteggiati i mezzi edili della ditta Spanair sulla provinciale Fondi – Lenola, nelle vicinanze del cimitero comunale. In pochi minuti il rogo si è propagato da un mezzo all’altro, coinvolgendo quattro escavatori. Intorno alle 2 e 30, per il calore, è scattato l’allarme a infrarossi della ditta, quindi si sono messi in moto i Vigili del Fuoco e i Falchi – Protezione civile che sono riusciti a salvare dalla forza delle fiamme due mezzi e l’abitazione situata sopra la sede della ditta di noleggio di mezzi d’opera. Anche su questo secondo episodio sono in corso le indagini della Polizia che ha inviato alcuni agenti dalla Questura per effettuare un sopralluogo e ascoltare il titolare. Lui dichiara di non aver mai ricevuto minacce o intimidazioni, l’attività è operativa da poco più di un mese e gli affari andavano bene. Non si può escludere un nesso tra gli ennesimi due episodi criminosi. Se la mano è la stessa ed è autrice anche di qualcun’altro dei tanti fatti che stanno caratterizzando negativamente la città, allora non si può più parlare di bravate ma di strategia del terrore. Il ben poco onorevole obiettivo, in questo caso, sarebbe raggiunto, considerando che la lunga serie di episodi sta preoccupando, come non mai, la cittadinanza fondana. Qualora gli autori fossero diversi, i timori della cittadinanza sarebbero più che giustificati dalla presenza di più soggetti autori di intimidazioni e attentati. La speranza ora è che il lavoro investigativo riesca a far luce,il prima possibile, su questi ultimi due episodi.
Riccardo Antonilli

lunedì 4 maggio 2009

Inferno di fuoco alla Fidaleo

Fiamme alla fabbrica di imballaggi Fidaleo. Nella tarda serata di sabato, ignoti hanno dato fuoco a diverse centinaia di cassette in plastica nel cortile retrostante il capannone, situato ai bordi di via Appia lato Monte San Biagio. Erano le 11 e 30 circa, quando, attraverso un foro praticato nel cortile retrostante la fabbrica di imballaggi, qualcuno si è insinuato all’interno e ha appiccato le fiamme ai bancali sui cui erano sistemate le cassette prodotte nel vicino capannone. In pochi minuti il rogo, alimentato dalla plastica, si è propagato e le lingue di fuoco si sono sollevate di diversi metri, divenendo visibili anche dalla vicina Appia. Il fumo denso e acre ha messo in allerta anche diversi automobilisti di passaggio, incuriositi e preoccupati per quanto stava accadendo. Sul posto sono prontamente intervenute due squadre dei Vigili del Fuoco di Terracina, tre squadre dei Falchi – protezione civile di Fondi, la Polizia che sta indagando sul fatto e i Carabinieri della locale stazione. A dare il proprio contributo nelle operazioni di spegnimento ci si sono messi anche gli operai e i proprietari della fabbrica di imballaggi. Non è stato semplice spegnere l’incendio ed evitare che potesse attecchire al capannone. I mezzi dei pompieri e dei Falchi sono stati impegnati per diverse ore. Sul fatto vanno avanti le indagini, sul luogo non sono stati trovati inneschi, ma non ci sono dubbi sulla natura dolosa del fatto. L’unico dato certo per ora, è che chi ha messo in pratica l’atto doloso ha agito assumendosi seri rischi. La Fidaleo, infatti, lavora 24 ore su 24, quindi, quando sono state appiccate le fiamme c’erano operai a lavoro a poche decine di metri da dove la mano criminosa ha agito. Nessuno dei lavoratori, però, si è reso conto di quanto accaduto, tanto che a chiamare i Vigili del Fuoco è stata un abitante della zona. L’accesso al cortile è garantito da una stradina laterale sterrata. Poi, per chi ha dato il la al rogo, è stato necessario scendere e avvicinarsi al cortile a piedi, passando attraverso le sterpaglie. Da lì è stata tagliata la rete metallica per entrare all’interno. Un altro fatto criminoso che contribuisce a far crescere la preoccupazione della cittadinanza. E’ passata appena una settimana dagli spari ai danni del caffè Imperial. Un altro episodio di particolare gravità che ha contribuito a riaccendere i riflettori sulla situazione dell’ordine pubblico, a cui si aggiunge, ora, anche l’incendio di sabato notte.
Riccardo Antonilli