Ha piazzato la bomba che ha distrutto il ristorante «Arancio e Cannella» di Roma. Per questo il 21enne Adrian Sergiu Cornea, di origini rumene, ma residente a Monte San Biagio, è stato arrestato dai Carabinieri del Nucleo investigativo della capitale. I militari si sono mossi su disposizione del gip Aldo Morgigni che ha ipotizzato il reato di detenzione e porto di materiale esplodente a carico del 21enne. I fatti risalgono al 22 maggio dello scorso anno. Per gli inquirenti il Cornea piazzò l’ordigno esplosivo nel ristorante situato via Pianeta Giove, in zona Torrino. Una circostanza ricostruita attraverso il rilievo delle impronte digitali del giovane sui resti della bomba composta con benzina e tritolo e dalla localizzazione del cellulare usato dall’arrestato. Le indagini proseguono per chiarire se il monticellano d’adozione sia stato solo il braccio operativo o se l’attentato, in cui per fortuna non ci furono né vittime né feriti, sia stata una sua idea. L’ordigno, piazzato davanti all’ingresso del locale, esplose intorno alle 2 e 30 di notte. La deflagrazione distrusse alcuni tavolini all’esterno del locale, una vetrina e la sarracinesca. Gli inquirenti stanno cercando di definire il quadro, chiarendo innanzitutto i motivi che sono alla base di un episodio di estrema gravità. Il 21enne, attualmente detenuto presso la casa circondariale di Latina, difeso dall’avvocato Guglielmo Raso, sarà ascoltato nei prossimi giorni.
Riccardo Antonilli
venerdì 25 giugno 2010
mercoledì 23 giugno 2010
Mof, ordinanze contraddittorie
Si gioca anche sulle contraddizioni nelle ordinanze il processo Damasco II, in fase preliminare presso il Tribunale di Roma. E' stato l'avvocato Maria Antonietta Cestra a presentare in aula l'ordinanza della Dda di Napoli relativa all'operazione «Sud pontino», in cui, per il legale, «il pm Curcio afferma che il monopolio criminale nel Mof è in mano a Costantino Pagano, se è così - ha spiegato - non capisco perché si sta processando Venanzio Tripodo». Ieri sono state trattate, inoltre, le posizioni di Antonino D'Errigo (avvocato Giuseppe Lauretti), Riccardo Izzi (difeso da Giulio Mastrobattista) e Igor Catalano (avvocato Eugenio Minniti). Tutti i lagali hanno chiesto il non luogo a procedere per i propri assistiti. Per D'Errigo e Tripodo, gli avvocati hanno richiesto l'immediata scarcerazione, vista la sentenza della Cassazione che ha annullato nel merito l'ordinanza di custodia cautelare. Sentenza che mina alla base l'impianto accusatorio e l'esistenza di un'associazione mafiosa con a capo i fratelli Tripodo e Aldo Trani. Il gup Aldo Morgigni si è riservato. L'avvocato Mastrobattista nel discutere la posizione di Izzi, ex assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Fondi, ha sollevato numerose eccezioni tra cui l'inutilizzabilità di alcune intercettazioni e ha chiesto di rimettere la questione della ricusazione del Gup alla Corte costituzionale. Il legale ha anche escluso il concorso esterno per il suo assistito. Martedì, invece, era stata discussa la posizione di Franco Peppe, che, per motivi di salute, ha chiesto la scarcerazione. Dunque prosegue la valutazione dei 38 indagati, il tutto con l'incognita ricusazione, di cui si discuterà il primo luglio. Il rischio è che si presenti un nuovo cambio di giudice, dopo l'arrivo di Morgigni al posto di Sante Spinaci e si debba passare a rianalizzare buona parte delle posizioni processuali. Gli indagati sono Carmelo e Venanzio Tripodo, Franco e Pasqualino Peppe, Vincenzo Bianchò, Antonio Schiappa, Alessio Ferri, Igor Catalano, Giuseppe Bracciale, Antonino D'Errigo, Massimo Anastasio Di Fazio, Dario Leone, Pietro Munno, Gianfranco Mariorenzi, Tommasina Biondino e Riccardo Izzi, Aldo Trani, Gemma Peppe, Enza Petrillo, Tiziana Simonelli, Loredana Trani, Maria Laura Trani, Pasquale Valentino Forti, Deborah Ruggieri, Serafino Stamigni, Vincenzo Ialongo, Raffaele Vincenzo Boccia, Nazareno Puglia, Sisto Bianchi, Roberto D'Agostino, Ennio Giovannoni, Massimiliano De Filippis, Luigi Griffo, Valentino Marrocco, Carmine Terracciano, Maria Gentile, Luciano Zizzo e Roberto Padula. La prossima udienza preliminare è fissata per martedì.
R.A.
R.A.
sabato 19 giugno 2010
Dal primo luglio chirurgia dimezzata
Dal primo luglio il reparto di chirurgia del «San Giovanni di Dio» di Fondi sarà letteralmente dimezzato. Questo a causa della mancanza di personale. Una carenza ampiamente segnala all'Asl, che finora è rimasta inascoltata. Accanto a ciò, non va dimenticato che ben quattro dirigenti in servizio hanno esonero totale o parziale dalle attività di guardia e reperibilità per seri problemi di salute. Fino ad oggi i servizi erano stati garantiti grazie ai sacrifici del personale. Adesso sono i medici stessi a comunicare che «anche per garantire come da diritto le ferie estive ai dirigenti medici, a partire dal primo luglio e fino alla risoluzione del grave problema della carenza del personale, sarà sospeso l'ambulatorio chirurgico per i pazienti esterni, il servizio di endoscopia digestiva sempre per pazienti esterni e il servizio di chirurgia ambulatoriale del sabato mattina». Ma non solo: «Non potranno essere accettati ricoveri dopo le ore 14, in quanto non si riesce a garantire la presenza di un chirurgo nel pomeriggio; saranno altresì, dopo tale ora, sospesi tutti gli interventi chirurgici, a parte quelli di urgenza indifferibile dalle 20 alle 8. Infine non sarà garantita reperibilità chirurgica tutti i giorni per consulenze e ricoveri dal Pronto soccorso e verranno ridotti i posti letto di 8 unità». Decisioni drastiche che si ripercuoteranno sugli utenti del «San Giovanni di Dio», che proprio nei mesi estivi si moltiplicano per via dell'afflusso turistico.
Riccardo antonilli
Riccardo antonilli
domenica 13 giugno 2010
Cade la gru, due morti sul lavoro a Itri
Hanno perso la vita facendo il proprio lavoro. Ieri pomeriggio Luigi Ruggieri di 55 anni e Renzo di Biase, 50enne erano entrati nel cestello del braccio meccanico del proprio camion Iveco ed erano saliti fino al terzo piano di una palazzina in via delle querce, traversa di via Civita Farnese a Itri. I due stavano prendendo le misure del cornicione, per un lavoro di ristrutturazione che avrebbero dovuto eseguire a breve, sulla faccita di una palazzina già abitata. Andava tutto bene. I due non era la prima volta che effettuavano sopralluoghi del genere. A tradirli è stato non un errore umano, ma il camion, quel mezzo meccanico che già tante altre volte avevano utilizzato. Soprattutto il Ruggieri, titolare della ditta per cui stavano eseguendo i rilievi ieri pomeriggio. Intorno alle 17, una tragica fatalità li ha fatti precipitare. Il braccio meccanico si è staccato dal camion. Il cestello, con i due uomini all’interno, è precipitato a terra, impattando prima il balcone al primo piano e finendo nel cortile della palazzina. Un volo terribile. Pochi istanti fatali sia per Ruggieri sia per Di Biase. I due operai sono morti sul colpo. Immediatamente i residenti hanno allertato i soccorsi. Sul posto sono giunti i sanitari della Croce Rossa che non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dei due. Dopo di loro sono giunti gli agenti della Polizia di Stato di Formia e Fondi e i Carabinieri di Itri e Gaeta. Il pubblico ministero di turno è Marco Giancristofaro, giunto sul posto con il medico legale Silvestro Mauriello. Sul tragico incidente di ieri sarà aperta un’inchiesta. Una prassi in casi come questo. Ma gli accertamenti chiariranno le cause che hanno portato ad un evento che ha dell’assurdo. Luigi e Renzo erano molto noti in paese. Tutti e due erano sposati e sia il primo sia il secondo lasciano due figli. Apprezzati anche per quel lavoro che ieri li ha strappati all’affetto dei propri cari. Ora per Itri è il momento del dolore e del ricordo di due persone che sono scomparse facendo il proprio lavoro. Il sindaco, che insieme a tanti cittadini si è recato sul posto appena ricevuta la tragica notizia, ha già annunciato che il giorno dei funerali sarà proclamato il lutto cittadino. Un episodio che, purtroppo, non è isolato. La piaga delle continua a mietere vittime in ogni angolo d’Italia.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
Monte San Biagio, in fiamme l'Art and Sound
Un terribile incendio ha mandato in fumo l’Art and Sound. Il locale situato ai bordi dell’Appia a Monte San Biagio è stato devastato dal rogo giovedì sera. Le fiamme hanno iniziato a divampare poco prima delle 22. Immediatamente hanno attecchito al mobilio e alle parti in legno della struttura. Sul posto sono prontamente giunti i Vigili del Fuoco di Terracina e Gaeta, i Falchi della Protezione civile di Fondi e i Carabinieri della stazione di Monte San Biagio, guidati dal maresciallo Nania. Le operazioni di spegnimento sono risultate particolarmente complesse e gli operatori hanno avuto la meglio sul devastante incendio solo intorno alle tre di notte. Dell’Art and Sound è rimasto ben poco. La struttura esterna in pietra è intatta, per il resto l’interno è un cumulo di cenere. Arredi, suppellettili, tende. Tutto in fumo. Il locale era chiuso da un paio d’anni. I proprietari, originari del posto ma residenti in Olanda, sembra avessero intenzione di ristrutturarlo in previsione di una prossima riapertura. Alla luce dell’episodio questa non accadrà, almeno a breve, vista l’entità dei danni causati dal rogo e che ammontano a svariate decine di migliaia di euro. Per ora non ci sono certezze sull’origine del rogo. I risultati dei rilievi dei Vigili del Fuoco saranno resi noti nelle prossime ore. L’incendio, secondo alcune indiscrezioni, sembra possa essere ricondotto all’esplosione della conduttura del gas. Ma, al momento, è solo un’ipotesi. Anche perché va tenuto presente che il pub è in una zona isolata e soprattutto non era più frequentato da molto tempo. L’unica strada di accesso è via Portella, una traversina laterale che passa sotto l’Appia e conduce fino al piazzale dove sorge la struttura dell’Art and Sound. Fatti che lasciano ancora aperta la pista dolosa. Saranno le indagini dei Carabinieri a fare luce sull’episodio. Ieri i militari hanno ascoltato alcuni abitanti della zona per capire se qualcuno possa aver visto qualcosa e dissolvere il velo di mistero che circonda l’incendio. Tanti coloro che hanno passato la nottata ai bordi dell’Appia attratti dalle fiamme altissime che si sono levate e dal fumo denso che si è diffuso nella zona.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
lunedì 7 giugno 2010
Arrestato il "pusher-imprenditore"
Un insospettabile imprenditore di Monte San Biagio è stato arrestato dalla Guardia di Finanza della compagnia di Terracina per spaccio di cocaina. I militari, guidati dal tenente Alfredo Ferrentino, hanno fermato il pusher 45enne all’alba di ieri, sequestrando complessivamente 44 dosi di cocaina purissima. L’operazione è frutto di un’intensa attività di indagine. Non a caso i finanzieri da tempo seguivano i continui spostamenti dell’uomo, il suo peregrinare da Monte San Biagio a Terracina per piazzare lo stupefacente. In seguito a tale attività i finanzieri sono giunti all’individuazione di due abitazioni site nei comuni di Monte San Biagio e Fondi. Quella fondana, in particolare, era utilizzata quale base operativa per la suddivisione in dosi dello stupefacente. Il fermo di S.D. è avvenuto, nella tarda serata di venerdì, alle porte di Terracina mentre si trovava alla guida della sua Citroen C3. A seguito del controllo, sono state rinvenute, abilmente occultate all’interno dello sportello lato guida, ben 27 dosi di cocaina già preconfezionate e pronte per essere vendute. Le successive ed immediate perquisizioni domiciliari, hanno permesso ai finanzieri di rinvenire, all’interno dell’appartamento di Fondi e risultato essere locato a S.D. esclusivamente a tale scopo, ulteriori 17 dosi di cocaina, nonché un bilancino elettronico di precisione perfettamente funzionante ed utilizzato dal monticellano per la suddivisione in dosi della sostanza. La brillante operazione si è conclusa con l’arresto dell’insospettabile imprenditore che, dopo l’espletamento delle formalità di rito, è stato associato presso il carcere di via Aspromonte a Latina, a disposizione dell’autorità giudiziaria. Le indagini proseguono, al fine di appurare i canali di approvvigionamento dello stupefacente. L’attività investigativa portata a termine si pone nell’ambito dell’intensificazione dei controlli disposti dal Comandante provinciale di Latina, volti alla repressione dello spaccio di stupefacenti. Gli uomini del nucleo mobile della Guardia di Finanza di Terracina sono stati diretti dal comando di Terracina e coordinati dal comandante del gruppo di Formia.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
Ruba il libretto di assegni alla ex e spende 20mila euro, denunciato
Litiga con la ragazza, le ruba il libretto degli assegni e ne emana sei, falsificando la firma, per un ammontare di 20mila euro. Una che costa ad un 28enne itrano una denuncia per furto in abitazone e ricettazione. Sono stati gli agenti del commissariato di Polizia di Fondi, guidati dal vice questore Massimo Mazio, a scoprire quanto accaduto e a deferire all’autorità giudiziaria F.A.. Il giovane, già noto agli uffici di polizia, dopo aver avuto una storia sentimentale con una ragazza di Fondi, al termine della relazione durante la quale i due avevano dapprima convissuto presso la stessa abitazione e poi interrotto i rapporti, si era appropriato di un blocchetto di assegni intestato alla donna, del tutto ignara del gesto. Mosso probabilmente dalla voglia di vendicarsi ed, evidentemente, senza pensare alle conseguenze del gesto, all’insaputa della sua ex, il 28enne ha iniziato ad utilizzare i titoli simulando la firma della donna. Casualmente il titolare di una ditta edile, conoscendo di nome la ragazza, l’ha avvisata per chiedere conferma delle spese effettuate, mettendola in allarme. La donna, quindi, resasi conto della sparizione del blocchetto e delle spese non autorizzate che stavano pervenendo sul suo conto, ha deciso di sporgere denuncia presso il commissariato di Fondi. Immediatamente, avviate le indagini del caso, gli investigatori sono riusciti a rintracciare le spese e le conseguenti negoziazioni degli assegni che il giovane di Itri aveva maldestramente tentato di effettuare negli ultimi periodi all’insaputa della sua ex compagna. Pertanto, dalle indagini tuttora in corso, gli uomini di Mazio sono potuti risalire ad almeno 6 assegni di vari importi, per un totale di circa 20mila euro, che il medesimo aveva finora consegnato in mani di terzi per spese da lui effettuate e che subito sono stati bloccati. L’informativa di reato è stata inviata alla Procura della Repubblica di Latina per reati enunciati e quant’altro ravvisabile nei confronti del 28enne.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
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