martedì 4 agosto 2009

Rinvio, per Parisella è una decisione "saggia"

La decisione del consiglio dei ministri di venerdì scorso sul caso Fondi è stata «saggia», perché «si pone nella direzione di acquisire un quadro conoscitivo più dettagliato della specifica realtà dei fatti». Così il sindaco Luigi Parisella tona ad intervenire sull’ennesimo rinvio del governo in merito allo scioglimento del consiglio comunale fondano. Come si ricorderà il consiglio dei ministri ha deciso di prendere in esame nuovamente il caso alla luce della nuova legge parlamentare 94 del 17 luglio 2009. Parisella ricorda che: «In base alla nuova normativa non basta più un semplice indizio per sciogliere i consigli comunali e provinciali a causa di fenomeni di infiltrazione e di condizionamento di tipo mafioso o altro. Devono invece emergere «concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti diretti o indiretti con la criminalità organizzata di tipo mafioso e similare degli amministratori». «Si tratta quindi di una normativa che rafforza i principi garantisti nei confronti di assemblee elettive, espressione diretta del ‘corpo elettorale’ nel suo esercizio sovrano di voto». Per il primo cittadino, dunque «non si è trattato di alcun escamotage o fatto scandaloso, come affermato da chi in questi mesi ha fatto del caso Fondi una vicenda nazionale, ma di una scelta ponderata». Il sindaco, poi, come già fatto dal senatore Claudio Fazzone, se la prende con il presidente della Regione, Piero Marrazzo. «Gravissimo – dichiara - risulta il comportamento di Marrazzo, altro campione della legalità a senso alternato, che, mentre si affanna a sollecitare lo scioglimento del consiglio comunale di Fondi, è totalmente assente e silente di fronte ad una campagna di stampa che ha descritto il Mof sotto il controllo assoluto delle organizzazioni malavitose, ledendo la dignità di centinaia di operatori ortofrutticoli e dell’indotto. Occorre ricordare – prosegue - che la Regione ha la maggioranza delle quote societarie e nomina il presidente del consiglio di amministrazione». Per Parisella, inoltre, la città di Fondi «ha apprezzato molto la decisione assunta dal consiglio dei ministri che scaturisce da un contesto avvelenato sin dall’inizio dell’accesso della commissione prefettizia da laceranti giochi di potere, coperti da parte di un arrogante e straripante esercizio di informazione dei media che ha prodotto danni rilevantissimi all’immagine e alla storia di Fondi e alla sua economia. La saggia decisione - conclude il sindaco - si proietta verso un conclusivo superamento della vicenda, ridando onore e dignità alle istituzioni locali e all’intera comunità». Una visione dei fatti a dir poco opposta rispetto a quella del Pd, che aveva definito la mancata decisione «una delle più brutte pagine della lotta alla criminalità organizzata della storia contemporanea d’Italia» e aveva attaccato il governo, accusandolo di«lasciare il via libera nel controllo del territorio alle mafie camorristiche e n’dranghetiste».
Riccardo Antonilli

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