E' lì che è nato tutto. In via Madonna delle Grazie a Fondi. Eppure gli interessi del clan Dell’Aquila in città non si esauriscono nel cantiere, nei due terreni agricoli, i sei conti bancari e le due succursali di società già sequestrate. Oltre a tutto ciò, da un paio di settimane, la famiglia ha aperto un concessionario d’auto, situato proprio in via Madonna delle Grazie, a pochi metri dal luogo in cui stavano nascendo i trenta appartamenti. Per ora, non c’è alcun provvedimento che riguarda l’attività commerciale. Ma la concessionaria resta sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti. Dunque, l’operazione Arcobaleno che ha riguardato mezza Italia, resta legata a Fondi, da dove ha preso le mosse il lavoro degli inquirenti. A Fondi c’è anche uno degli indagati, tale Giovanni Di Cicco, nato a Giuliano in Campania e residente nella Piana, oggetto di perquisizione personale la mattina in cui è scattata l’operazione della Dda di Napoli. Tornando al cantiere, dove la società che ha dato il nome all’inchiesta stava realizzando trenta appartamenti, si stanno accendendo le polemiche per i possibili rapporti che il clan avrebbe intessuto con l’amministrazione comunale. Un fatto ovvio in una città come Fondi, oggetto, da un paio d’anni a questa parte, di indagini amministrative e penali. Allora si torna a spulciare la relazione della commisisone di accesso agli atti. Il pool nominato dal prefetto Bruno Frattasi aveva evidenziato, in tempi non sospetti, quei fatti che hanno portato, dopo un intenso lavoro di indagine, all’operazione di pochi giorni fa. Oltre a questo, però, nella relazione si legge: «L’Impresa ‘L’Arcobaleno’ con sede in Fondi ha venduto alla moglie del sindaco Parisella un appartamento». Circostanza che spinge l’ex primo cittadino, o meglio i suoi legali, a parlare. «Né la signora Franca Pratillo, coniugata Parisella, né lo stesso geometra Luigi Parisella, già sindaco di Fondi hanno mai intrattenuto rapporti commerciali di compravendita di immobili, né di altro tipo con le società inquisite nell’indagine della Dda di Napoli che ha portato ai recenti sequestri». Per i legali del consigliere provinciale ed ex primo cittadino: «L’acquisto è avvenuto circa 15 anni fa da una società di Gaeta». Si tratterebbe, dunque, di un errore grossolano, dovuto probabilmente all’omonimia di due società. Un altro legame tra l’inchiesta e il Comune c’è e finora di smentite o precisazioni non ne sono giunte. Il direttore dei lavori è Gianni Giannoni, ex consigliere comunale e già vicesindaco della prima giunta Parisella. Una circostanza su cui anche la commissione Frattasi si è soffermata.
Riccardo Antonilli
sabato 27 marzo 2010
venerdì 26 marzo 2010
Arcobaleno, le tracce nella relazione Frattasi
Le tracce sono evidenti. L’operazione Arcobaleno, i coinvolti e soprattutto i legami con Fondi sono presenti anche nella relazione della commissione di accesso agli atti del Comune di Fondi. In quei faldoni che secondo il prefetto Bruno Frattasi e il ministro dell’Interno Roberto Maroni avrebbero dovuto portare allo scioglimento per infiltrazioni mafiose del consiglio comunale, si parla soprattutto del condominio in via Madonna delle Grazie. Quello sequestrato martedì. Innanzitutto, secondo quanto appurato nel corso dell’indagine amministrativa, la richiesta per la concessione edilizia era stata presentata prima di comprare il terreno. “La Commissione nel corso dell’accesso ha riscontrato che la Arcobaleno Immobiliare Srl è succeduta all’originario istante della concessione appena un mese dopo la positiva valutazione del dirigente competente, arch. Martino Di Marco, e soprattutto dopo essere diventata essa stessa proprietaria delle particelle interessate dalla concessione, in origine di terze persone”. Ma non solo: “Quale direttore dei lavori compare il nome del geometra Giannoni Gianni, attuale consigliere comunale di maggioranza e vice sindaco nella precedente giunta Parisella”. Per la commissione Frattasi: “Il caso Arcobaleno fa emergere una trascurata tutela da parte dell’ufficio urbanistico che nel caso documentato accetta la domanda per costruire trenta appartamenti da parte del richiedente Pirozzi Antonio, sconosciuto all’anagrafe di Fondi perché residente in Giuliano in Campania”. Infatti: “In tale occasione l’ufficio completa l’istruttoria ed esprime parere positivo alla domanda del Pirozzi, ma rilascia la concessione alla citata Arbolaleno Immobiliare Srl, che appena qualche giorno prima era diventata la proprietaria dei terreni oggetto di edificazione”. E’ stato il capitale sociale della società che ha affettuato l’acquisto del terreno per 1.675.000 euro a destare l’attenzione degli inquirenti. Un aspetto sottolineato anche nella relazione. “La Arcobaleno Immobiliare Srl è iscritta al registro delle imprese di Napoli per un capitale sociale di 20.000,00 euro”. Una differenza netta tra capitale sociale e investimenti immobiliari, che non poteva passare inosservata.
R.A.
R.A.
mercoledì 24 marzo 2010
Arcobaleno, i soldi "lavati" nell'edilizia
Fondi si dimostra – nuovamente - l’epicentro di interessi criminali. Non è un caso che l’operazione della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, condotta dalla Questura di Latina e dal Gico della Finanza di Roma, sia stata chiamata Arcobaleno. Questo era il primo nome dato all’immobile in fase di realizzazione in via Madonna delle Grazie, sequestrato ieri insieme a due terreni agricoli situati in contrada San Raffaele e a sei conti bancari. Questo, ovviamente, restando a Fondi. I due anni di indagini, scattate proprio dagli accertamenti patrimoniali sulla società cooperativa che aveva acquistato il terreno su cui si stava realizzando il complesso Arcobaleno per un milione di euro, pur avendo un capitale sociale di 20mila euro, hanno portato, grazie al meticoloso lavoro di fiamme gialle e della Polizia, a smantellare gli interessi del clan Mallardo su tutto il territorio nazionale. I militari della compagnia fondana delle fiamme gialle, come ha spiegato il tenente Antonino Costa, un paio d’anni fa hanno eseguito le verifiche del caso sulla società cooperativa, attratti dagli ingenti investimenti che soggetti di San Giuliano in Campania stavano effettuando a Fondi. Immediatamente è stata accertata l’origine dubbia del flusso di denaro utilizzato per gli investimenti immobiliari e per questo i finanzieri hanno informato la Procura di Napoli. La Procura ha delegato la Polizia e il Gico di Roma che hanno continuato gli accertamenti, fino all’operazione di ieri, in cui i finanzieri di Fondi sono scesi a San Giuliano con i colleghi di Formia, i baschi verdi e la Polizia. Ben 470 uomini che hanno letteralmente smantellato gli interessi del clan Mallardo, retto dal latitante Giuseppe dell’Aquila, grazie ai 11 arresti eseguiti, ma soprattutto ai milioni di euro di beni e conti sequestrati. Anche a Fondi è stata eseguita una perquisizione domiciliare a carico di uno dei 65 indagati sparsi in tutto il territorio nazionale. Un cugino del capoclan Dell’Aquila, anch’egli di San Giuliano, ma residente sul territorio fondano. Tra gli arresti eseguiti quello di Antonio Pirozzi e Carmine Maisto che assumono particolare rilevanza nel troncone deIl’inchiesta relativa a Fondi: sarebbero loro attraverso società ad aver ottenuto concessioni edilizie nel territorio per speculazioni di grosso rilievo. I soldi investiti a Fondi provenivano dal mercato della droga e venivano «lavati» nell’edilizia. A via Madonna delle Grazie si stavano realizzando ben 30 appartamenti. Dopo l’acquisto, anche i lavori sono stati appaltati a ditte amiche del clan. Al momento del sequestro, tra appalti e subappalti, al lavoro c’era la quinta impresa subentrata dal momento dell’apertura del cantiere. Costa, comunque, non ritiene la vicenda chiusa: «Non escludo che nei prossimi giorni possano emergere altri beni che potrebbero essere posti sotto sequestro». Le indagini proseguono.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
mercoledì 17 marzo 2010
Itri, il sindaco azzera la giunta
E' crisi in giunta a Itri. Anzi è il caso di dire che la giunta non c’è più. Ieri il sindaco Giovanni Agresti (nella foto) ha ritirato le deleghe a tutti gli assessori. Il tutto nasce da una lettera rivolta ad Agresti dal locale gruppo consiliare dell’Udc, nel corso dell’ultimo consiglio comunale. L’Udc ha chiesto espressamente la delega all’Urbanistica. Un settore molto delicato per Itri, che è da anni in attesa del nuovo Piano regolatore generale. Un territorio martoriato dal fenomeno dell’abusivismo edilizio e privo, in tante aree di nuova costruzione, di servizi essenziali. Adesso che il Prg era in fase di redazione il lavoro è stato bruscamente frenato dal primo cittadino che, prima di riprendere il lavoro di giunta, ha intenzione di chiarire la situazione politica itrana. Dunque perdono per ora il proprio incarico assessorile Mario Petrillo e Pietro Di Mascolo ambedue dell’Udc, assessore il primo ai Lavori Pubblici e il secondo alle Politiche Sociali; Giuseppe De Santis del Nuovo Psi, al Bilancio; Franco Cannella, Anna Maria Ialongo e Raffaele Mancini, tutti e tre del PdL, rispettivamente all’Agricoltura, all’Ambiente e alla Cultura. Il tutto, comunque, troverà soluzione domani sera, quando il sindaco incontrerà gli esponenti della maggioranza per capire come «rimpastare» la giunta. Nell’occasione si vedrà se il sindaco deciderà di far tornare tutto come prima o se cederà alla richiesta dell’Udc.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
Dal Mof al centro storico, ecco le ricette dei "sindaci"
Centro storico, mercato settimanale, Mof e valorizzazione prodotti tipici locali. Sono stati questi i punti al centro del confronto tra i candidati a sindaco e l’Ascom. I lavori introdotti da Vincenzo Zottola e Vincenzo Mangione, rispettivamente presidente Confcommercio provinciale e comunale, hanno visto gli aspiranti primo cittadino illustrare, in dieci minuti, le proprie proposte sui temi posti sul banco dai commercianti fondani. Franco Cardinale ha puntato al restauro del centro storico. Sul Mof: «Rivedere i regolamenti, per permettere la lavorazione dei prodotti nell’area mercato, come si faceva un tempo. Il Mof era un mercato di lavorazione ed era lì che si acquisiva un surplus di valore». Per il candidato il rilancio passa da «un marchio che esalti le produzioni locali». In conclusione si deve snellire la burocrazia, attraverso, «uno sportello unico delle imprese». Per il centro storico rilancio necessario anche per Salvatore De Meo, che ha ricordato anche il «centro commerciale naturale all’aperto, per cui c’è un finanziamento già ottenuto per 150 mila euro». Sul Mof: «Lo sforzo prioritario deve essere mettere insieme una strategia istituzionale, per rivedere i piani industriali e offrire strumenti agli operatori per le sfide internazionali sui nuovi mercati». Prodotti tipici: «Individuare le produzioni locali e attorno al paniere di prodotti individuato, fare in modo che si sviluppi un piano di comunicazione integrato». Per Dante Mastromanno: «Dobbiamo far rivivere la nostra città, partendo proprio dal centro storico e creare un fondo comunale per ristrutturare anche i vicoli e gli angoli nascosti». Pur elogiando il lavoro svolto dall’ex amministrazione, sul mercato ha proposto nuovi parcheggi e accessi. Legandosi al Mof, ha puntato sulla viabilità. Sulle produzioni locali: «Vogliamo fare un palio, una lotteria che passi attraverso i prodotti tipici e vada a beneficio delle persone più bisognose». Maria Civita Paparello ha auspicato che il centro storico «da problema diventi risorsa, anche in chiave turistica. Per far questo è necessario intervenire, restaurare e sviluppare le strutture di ricezione». Mercato: «Lo spostamento ha causato un danno per il centro storico e per il mercato stesso. Era bella vederlo inserito in un contesto urbano. Adesso è in un recinto, piuttosto spento così distaccato dalla vita cittadina. Mi propongo di ridare vigore ad una parte di mercato nel centro storico». Mof: «L’amministrazione credo debba fa sentire la sua voce per dettare regole nuove». Per la candidata è stato fatto poco per i collegamenti, «noi – ha affermato - favoriremo in ogni modo l’uscita dall’isolamento». Le tipicità per la candidata del centrosinistra devono essere identificate e commercializzate anche all’estero, attraverso un marchio, da creare d’intesa con i Parchi. Stefano Pedica ha invece aperto il suo intervento ritornando a parlare del Caso Fondi, «una cosa importante che tutti i colleghi, in questa occasione, hanno dimenticato»; il senatore ha quindi ricordato gli attentati incendiari alla Fidaleo, Cobal e Elispanair, «attività commerciali che hanno pagato lo scotto della criminalità organizzata». Poi è entrato nel merito, puntando al ritorno del mercato nel centro storico. Tornando a chiedere di nuovo un magistrato alla guida del Mof e un potenziamento delle vie di collegamento al Centro agroalimentare.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
Comune, conti in rosso
Le casse comunali sono vuote. Allora l’unica soluzione è aumentare le tasse ai cittadini. Una lunga serie di necessari rincari con cui il commissario straordinario del Comune di Fondi, Guido Nardone cerca di ristabilire una situazione di equilibrio finanziario. Sulle prospettive derivanti dall’approvazione dei documenti contabili per l’esercizio finanziario 2010 e per il triennio 2010 – 2012 da parte di Nardone, si registra l’intervento del coordinatore del Partito Democratico di Fondi, Massimo Di Fazio. «I primi ad accorgersi che fino ad oggi le passate amministrazioni di centrodestra hanno bleffato sui conti - spiega - sono state le famiglie con i bambini piccoli che usufruiscono del servizio mensa. Rispetto al passato il costo del carnet di biglietti è stato aumentato del 25%». Purtroppo per requilibrare il bilancio, nel breve periodo, questo non è stato il solo aumento previsto per il 2010. Di Fazio dichiara che «è stata aumentata del 15% la tassa per la raccolta dei rifiuti solidi urbani, per cui ogni famiglia con un appartamento medio di 100 metri quadri pagherà circa trenta euro in più a partire dalla prossima cartella esattoriale». Ma non solo «crescono del 20% circa i costi del servizio di trasporto scolastico; del 50% l’utilizzo delle strutture sportive e di circa del 100% l’utilizzo delle sale culturali (castello baronale, auditorium e centro multimediale); del 50% il canone per l’occupazione del suolo pubblico. Tuttavia - per il coordinatore - all’aumento delle tariffe non corrisponde un miglioramento qualitativo e quantitativo di tutti i servizi erogati. Inoltre, in questi ultimi giorni, sono stato avvicinato da anziani che mi hanno fatto rilevare che per l’anno 2010 il commissario straordinario non ha previsto nessuna somma in bilancio per i loro soggiorni. Da informazioni assunte ho avuto modo di constatare che il bilancio di previsione 2010 prevede pochissime risorse per il sociale e per le manutenzioni ordinarie e straordinarie delle strade interne ed esterne, della pubblica illuminazione e delle strutture comunali. Questa - continua - è la condizione in cui versa il Comune di Fondi e credo che corrisponda alla realtà poiché questa volta i calcoli sono stati eseguiti da una persona (Nardone) che non ha l’interesse politico di fare apparire ciò che effettivamente non è vero. Il commissario - conclude Di Fazio - è stato costretto con il bilancio di previsione 2010 ad iniziare un’operazione di risanamento dei conti, facendo pagare a tutti i cittadini la cattiva ed inefficiente gestione amministrativa dell’ente da parte di un centrodestra che ha solo danneggiato, sperperato denaro pubblico ed impoverito sotto tutti i punti di vista la città di Fondi.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
martedì 9 marzo 2010
Itri, alunna disabile 'esclusa' dalle gite
Una questione di civiltà. Non si può trattare in altro modo l’esclusione di una bambina disabile da due gite d’istruzione a Itri. La piccola, che frequenta la scuola elementare, si è recata in gita si, ma su un altro mezzo che ha seguito quello dei suoi compagni. Il fatto, gravissimo, si è ripetuto per ben due volte. Una in occasione di una visita a Sperlonga, l’altra a Latina. La piccola con disabilità motorie non è potuta salire sull’autobus dei compagni perché non attrezzato per il trasporto. Un fatto questo, che ha fatto montare la rabbia dei genitori. I suoi e quelli dei compagni. D’altra parte il rischio è quello dell’emarginazione, di porre, anche se involontariamente o per una semmplice questione di disorganizzazione, una barriera tra la bambina con disabilità e i suoi compagni di scuola. Tanto che le madri degli alunni hanno cercato, nei limiti del possibile, di fare pressioni per cercare una soluzione ed evitare che le cose andassero come sono andate. Un fatto su cui si registra il duro intervento del consigliere comunale di Rifondazione Comunista, Luca Iudicone: "Episodi del genere turbano la coscienza di chi è preposto a favorire una vera integrazione tra la gente. Figuriamoci, poi, quando queste emarginazioni assolutamente inconcepibili nel terzo millennio, avvengono nel mondo della scuola. Sarebbe opportuno che il comune si facesse carico di questi problemi, perchè è proprio dal mondo dell'infanzia che si cementifica il processo formativo su cui una macchia così profonda lascia segni indelebili nella vita dei ragazzi". Su un fatto simile, ieri, si è registrato l’intervento del Ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini. E’ necessario spostarsi a Bari, dove Daniele, uno studente disabile diciottenne non poteva andare in gita con i compagni a Praga, a causa della mancanza di un mezzo adeguato. Il Ministro si è impegnato ad inviare un mezzo adeguato per consentire a Daniele di poter andare in gita con i suoi compagni. Il Ministro è interventuo grazie ad una raccolta di oltre mille firme da parte di genitori e comagni di scuola del 18enne. La speranza è che a Itri, la mobilitazione e il disappunto dei genitori permetta all’alunna protagonista del triste episodio di partecipare alla prossima gita su un mezzo adeguato alla sue esigenze, in cui possano trovare posto anche i suoi compagni.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
venerdì 5 marzo 2010
Incidente e sparatoria, assolti
Sono stati assolti in appello per non aver commesso il fatto, il 28enne Nico Carroccia e il 27enne Antonio Germani, condannati in primo grado rispettivamente a tre anni e mezzo e tre anni di reclusione per violenza privata e possesso illegittimo di armi. I due giovani di Lenola, difesi dagli avvocati Pasquale Cardillo Cupo e Guglielmo Raso, nonostante la richiesta del procuratore generale di confermare le pene, sono stati assolti come richiesto dai loro legali. I due furono arrestati il 16 aprile 2008 accusati dai gemelli, all’epoca dei fatti 28enni, Ivan e Piero Lo Stocco. Per le due presunte vittime, la sera del 15 aprile di quasi due anni fa, in seguito ad un incidente stradale avvenuto in una via periferica di Lenola, Carroccia e Germani sarebbero scesi dalla propria auto e avrebbero reagito imbracciando un fucile, sparando contro l’auto dei due gemelli. I Lo Stocco avevano immediatamnete allertato i Carabinieri, li avevano portati sul posto raccontando i fatti e permettendo l’esecuzione dei rilievi del caso. Gli stessi gemelli Lo Stocco avevano riferito ai militari l’identità dei presunti aggressori. Tanto che i Carabinieri, all’alba del giorno seguente, avevano rintracciato i due a casa del padre del Carroccia a San Giovanni Incarico. Per loro erano immediatamente scattate le manette. Ma, nonostante le attente indagini degli inquirenti, non furono mai ritrovati il fucile e l’auto, una Ford Focus, su cui i due ragazzi si sarebbero dovuti trovare al momento dell’aggressione. Poi erano iniziate le tormentate vicende giudiziarie. I due arrestati hanno sempre negato ogni addebito, sostenendo di trovarsi in un altro luogo quando accaddero i fatti narrati dai Lo Stocco. Inoltre, già dalle prime battute, era caduta l’accusa di tentato omicidio derubricata a lesioni personali. Nel procedimento di primo grado, inoltre, c’era stata la richiesta di ricusazione del giudice. La difesa di Cardillo Cupo e Raso è stata incentrata, tra l’altro, sulla contestazione dell’attendibilità delle dichiaraizoni dei due gemelli e sull’utilizzo dei risultati dello Stub. Dubbi sollevati dalla difesa che hanno portato all’assoluzione dei due imputati. L’episodio, dunque, secondo quanto stabilito dalle aule giudiziarie, non si sarebbe mai verificato.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
Pedica: "Un magistrato alla guida del Mof"
Un magistrato alla presidenza del Mof e un prefetto all’assessorato comunale alla legalità. Sono queste alcune delle proposte di Stefano Pedica, il senatore dell’Italia dei Valori candidato a sindaco di Fondi. Una corsa solitaria da parte di un onorevole che nei mesi scorsi ha avuto modo di farsi conoscere in città con una lunga serie di iniziative, finalizzate prima allo scioglimento del consiglio comunale e poi ad ottenere risposte su un mancato scioglimento per mafia dai contorni ancora oscuri. Ieri mattina Pedica ha illustrato a grandi linee il suo programma, incentrato sulla trasparenza e la legalità. «Non possiamo chiudere gli occhi», basta lo slogan scelto per la campagna elettorale per capire che l’IdV non ha intenzione di mollare la presa sul «caso Fondi».D’altronde Pedica è sceso in città con una copia della relazione della commissione di accesso agli atti, la stessa che ha letto sia dal palco di piazza Unità d’Italia con il leader nazionale del partito, Antonio di Pietro, sia da solo, con un banchetto e un microfono. Il suo programma è incentrato su quelle 500 pagine. «Quello che ci chiediamo - ha dichiarato il candidato - è perché una giunta che doveva essere sciolta per infiltrazioni mafiose si ripresenta alle elezioni. Questa per noi è una sfida alle istituzioni. Ho portato avanti questa battaglia spesso senza il supporto delle altre forze del centrosinistra». Proprio sulla sua corsa solitaria, accanto ad una coalizione di centrosinistra compatta, Pedica spiega che si è trattato «di una decisione sofferta, ma il mio impegno per la legalità è spesso rimasto isolato. Io non sono contro il centrosinistra, perché ne sono parte integrante, ma le battaglie si conducono insieme. Io ho avuto il coraggio di parlare facendo nomi e cognomi, una cosa che gli altri partiti non hanno fatto». La sua campagna inizierà con «una visita al Mof, in cui mi rivolgerò direttamente agli operatori, chiedendo se hanno avuto rapporti e pressioni dalla criminalità, prestando particolare attenzione a quei commercianti coinvolti nelle inchieste. Farò lo stesso con le attività commerciali ’sospette’che hanno avuto rapporti con il comune». Questo per quanto riguarda la campagna elettorale, ma in caso di vittoria il candidato ha già pronte innovazoni profonde della macchina amminstrativa, nercessarie per «debellare le infiltrazioni» e far diventare Fondi una città «decriminalizzata». «Il primo passo deve essere l’installazione di telecamere nella sala consiliare e in quelle delle commissioni, perché tutti i cittadini devono sapere cosa succede. Le registrazioni devono finire in rete». Rivoluzione anche nelle deleghe: «un assessore alla legalità, carica che dovrà essere ricoperta da un prefetto, un assessorato ai rapporti con le imprese, guidato da un esponente della Guardia di Finanza, mentre l’assessore al commercio deve essere un commerciante indicato dai colleghi». Nel disegno di Pedica c’è spazio anche per un «assessore alla sicurezza, che deve controllare quello che avviene in città all’esterno del Comune». Un programma incentrato su un’unica idea, quella che tutta l’attività dell’amministrazione comunale deve essere sotto il segno della trasparenza più assoluta, per fare di Fondi, come ha detto in chiusura il segretario provinciale del partito e capolista alle comunali, Enzo de Amicis «un modello che speriamo possa essere esportato in altre realtà». L’Idv si presenta con venti candidati, un numero limitato rispetto alle altre forze in corsa. In lista, oltre a De Amicis, figurano Milani Paolo, Rubinelli Ernesto Fatone Alberto, Cantile Nicola, Giardina Antonio Federici Pio, Troini Teresa, Sarraino Sinforosa Giacomodonato Michelina, Conte Giuseppe Cialeo Massimo, Lisi Gigliola, Fiore Grazia Iudicone Michele, Lo Borgo Marco, Marcucci Orietta, Maschino Mario, Fiore Cesare e Gworek Irena. Non va dimenticato che il partito a Fondi, nelle settimane che hanno preceduto la presentazione delle liste, ha conosciuto alterne vicende. Oltre alle dimissioni di Bruno Mattei e Brunello Di Nardo, rispettivamente segretario e vice segretario comunale, si è registrato l’ingresso e la quasi immediata uscita di Arnaldo Faiola, ora candidato con il Pd e già esponente della lista Fondi Viva. Una serie di polemiche interne, che avevano portato ad ipotizzare ad un’assenza dei dipietristi nella competizione.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli