mercoledì 7 aprile 2010

Operazione Arcobaleno, occhi puntati sull'urbanistica

Mentre non è escluso che nei prossimi giorni possano scattare altri provvedimenti, si continua a scavare per chiarire definitivamente se il clan Mallardo, retto dalla famiglia dell’Aquila, possa aver ottenuto dei favori negli investimenti immobiliari con cui ‘ripuliva’ i soldi provento dei traffici internazionali di droga. Questo in tutte le località interessate dall’operazione Arcobaleno, diretta dalla Dda di Napoli e, in particolare, a Fondi. Non va dimenticato che il comune della piana è il luogo da cui l’inchiesta che ha conivolto mezza Italia ha preso le mosse. A Fondi la società Arcobaleno, con un capitale sociale di 20mila euro, stava costruendo trenta appartamenti su un terreno acquistato per un milione e mezzo di euro. Passaggi poco chiari nella concessione della licenza erano stati riscontrati già dalla commissione di accesso agli atti del comune di Fondi che, per mesi, ha scavato nell’attività amministrativa. Ora il nuovo sindaco è colui che nella giunta Parisella ricopriva l’incarico di assessore all’Urbanistica, uno dei settori più “delicati” e a rischio in una città come Fondi, che, da una decina d’anni a questa parte, ha conosciuto una espansione edilizia senza precedenti. Allora c’è chi, partendo dal recente risultato elettorale e rispolverando la relazione Frattasi ha deciso di rivolgersi al Ministro dell’Interno Roberto Maroni, per chiedere, ancora una volta, come mai su 193 rischieste di scioglimento solo Fondi non sia stato commissariato per infiltrazioni mafiose. E’ accaduto nell’ultima riunione della Commissione parlamentare antimafia, dove il capogruppo del Partito democratico, Laura Garavini ha chiesto al ministro leghista come si sente ora che sono tornate le persone per i cui comportamenti lei aveva chiesto lo scioglimento per infiltrazioni mafiose”. Maroni ha spiegato di non dover rispondere alla domanda perché il mancato scioglimento si deve ad una decisione del consiglio dei ministri. La Garavini, però, ha anche ricordato che lo stesso neo eletto sindaco appare nella relazione della commisione di acceso e ha citato passaggi riguardanti il clan Mallardo. “La Commissione nel corso dell’accesso ha riscontrato che la Arcobaleno Immobiliare Srl è succeduta all’originario istante della concessione appena un mese dopo la positiva valutazione del dirigente competente, arch. Martino Di Marco, e soprattutto dopo essere diventata essa stessa proprietaria delle particelle interessate dalla concessione, in origine di terze persone”. Inoltre, per la commissione Frattasi, “il caso Arcobaleno fa emergere una trascurata tutela da parte dell’ufficio urbanistico”. Settore guidato da De Meo.
Riccardo Antonilli

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