Un'altra lottizzazione abusiva sotto sequestro a Itri. Ieri mattina sono
stati i carabinieri della locale stazione, coordinati dai colleghi della
compagnia di Gaeta guidati dal capitano Daniele Puppin, ad aver eseguito
quanto disposto della Procura. I militari pertanto hanno posto i sigilli
ad un complesso residenziale costituito da un edificio rustico e da due
edifici residenziali, completamente rifiniti ed abitati, per un totale
di 4 unità immobiliari (tra cui una villa bifamiliare) con annesse pertinenze
e del relativo lotto di terreno - esteso per più di 12mila metri quadri
- situato in località Calabretto. Contestualmente sono state denunciate
a piede libero complessivamente 9 persone responsabili del reato di «lottizzazione
abusiva». Le unità immobiliari sequestrate contano un volume residenziale
pari a oltre 1500 metri cubi e superfici di oltre 500 metri quadri. Il
tutto in assenza di un piano di lottizzazione convenzionale ed in evidente
contrasto con la destinazione agricola impressa all'area in questione dal
vigente Piano regolatore generale. Ma non solo, i denunciati, sui singoli
lotti, hanno eseguito anche opere di urbanizzazione e di viabilità interna
e di accesso dalla strada comunale, nonostante, al momento, solamente due
unità immobiliari risultino completamente rifinite ed abitate. Quattro
dei nove responsabili della lottizzazione sono stati denunciati anche per
«abuso d'ufficio, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in
atti amministrativi e falsità ideologica in certificati commessa da persone
esercenti un servizio di pubblica utilità». A che in questo caso, dunque,
come già accaduto nel recente passato per vicende simili, si riconoscono
responsabilità ai tecnici comunali. Ben tre nel caso specifico. L'operazione
di ieri, scaturisce da un precedente sequestro di una della citate unità
immobiliari operato d'iniziativa dai carabinieri itrani nell'aprile 2008,
con contestuale deferimento di due persone. All'epoca i militari avevano
appurato la falsità della documentazione prodotta nell'istanza di condono
presentata nel dicembre 2004 e l'indebito aumento della volumetria rispetto
alla concessione edilizia dell'unità abitativa. Lo sviluppo successivo
delle indagini condotte dalla Procura della Repubblica, grazie in particolare
all'attività espletata dal geometra Tarozzi di Latina, ha permesso di rilevare
tutti gli elementi di reato tipici della lottizzazione abusiva, realizzata
attraverso un'attività materiale (costituita dalle opere edili eseguite)
e da un'attività giuridica (costituita dall'illecito frazionamento in lotti
e la variazione circa la destinazione d'uso del terreno). Il valore commerciale
del sequestro è di due milioni di euro.
Riccardo Antonilli
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