giovedì 24 novembre 2011

Residence La Selva, completato il sequestro

Residence «La Selva», completato il sequestro. Ieri mattina gli agenti
del commissariato di Polizia di Fondi, diretto dal vice questore Massimo
Mazio, hanno notificato a venticinque proprietari dei 34 villini gli atti
relativi al sequestro per abusivismo disposto dal Tribunale del Riesame
nei mesi scorsi. Una storia infinita quella dei sigilli a «La Selva». Prima
apposti e poi tolti e ora ripristinati a puntate: ieri l'ultima della serie.
A fine 2010 la Cassazione, accogliendo il ricorso del Pm Giuseppe Miliano,
aveva annullato il dissequestro del residence. Il Riesame, quindi, a maggio
scorso, sulla base della sentenza della Suprema Corte che aveva rinviato
l'esame allo stesso Tribunale, aveva disposto che il residence venisse
nuovamente sottoposto a sequestro. L'8 ottobre scorso il nuovo provvedimento
era stato notificato solo a quattro degli effettivi proprietari, quelli
residenti in loco, perché gli altri, quelli della casa delle vacanze, sono
stati avvertiti in un secondo momento. L'ultima consistente tranche appunto
ieri. Va detto che da questa complessa vicenda giudiziaria resta esclusa
una sola abitazione, in quanto il proprietario, rappresentato dall'avvocato
Francesco Di Ciollo, ottenne tre anni fa l'affidamento in uso. Per i villini
situati sulla Flacca i sigilli scattarono la prima volta a settembre 2008
in seguito alla condanna in primo grado per lottizzazione abusiva emessa
dall'allora giudice del Tribunale di Terracina Aldo Morgigni a carico del
responsabile legale della Icf srl - la società costruttrice del residence
 - e del dirigente dell'ufficio urbanistico del Comune di Fondi, Martino
Di Marco, che rilasciò le concessioni. I sigilli furono apposti degli agenti
del commissariato di Fondi, con il supporto dalla Polizia municipale, sulla
scorta di un'ordinanza emessa dal giudice Morgigni su richiesta del sostituto
procuratore Miliano. L'offensiva della Procura era partita subito dopo
la condanna ad un anno e quattro mesi di reclusione, più il pagamento di
30 mila euro di ammenda inflitta dal Tribunale di Terracina al legale rappresentante della società costruttrice e al responsabile dell'ufficio tecnico comunale che rilasciò le concessioni nonostante la presunta natura abusiva del frazionamento del terreno. Il procedimento penale, ovviamente, non riguarda gli acquirenti dei villini che acquistarono gli immobili dalla Icf, in una fase successiva all'attuazione della presunta lottizzazione abusiva, contestata dalla Procura e avallata in primo grado dal giudice di Terracina. Tanto che proprio i residenti ricorsero immediatamente al Tribunale del Riesame, vedendo riconosciute le proprie ragioni. In sintesi il sequestro durò pochi giorni, poi gli abitanti tornarono nelle proprie case. Ma il Pm titolare è ricorso contro la decisione, portando all'annullamento del dissequestro.
Riccardo Antonilli

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