Visualizzazione post con etichetta asl Poct sanità fondi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta asl Poct sanità fondi. Mostra tutti i post

mercoledì 19 novembre 2008

Caso Poct, l'Asl tace

Dalla Asl tutto tace. La manager Ilde Coiro sembra non avere alcuna intenzione di rispondere ai circa 100 infermieri non remunerati per l’utilizzo dei Poct. L’avvocato Arnaldo Faiola di Fondi, a nome e per conto degli infermieri impiegati negli ospedali di tutta la provincia, ha presentato, circa un mese e mezzo fa, al direttore generale dell’Asl la richiesta del pagamento delle prestazioni suppletive effettuate con i Poct (Point of care testing). Gli strumenti per effettuare analisi ai pazienti sono al centro delle polemiche da tempo, per i costi di gestione e per la scarsa precisione dei risultati forniti. Ora Faiola si dice “pronto a scrivere ancora, finché la manager non si deciderà ad esprimersi” e giudica “drammatica tale situazione, in cui dei lavoratori non vengono retribuiti e neanche degnati di una risposta”. Nella nota inviata dal legale alla manager, si ricorda che un progetto dell’Asl ne prevedeva l’utilizzo fino al 2004 e che, dopo quella data, “non risultano altri atti che ne abbiano previsto l’attività” . Eppure gli infermieri sono costretti ad utilizzarli senza essere rimborsati per tale servizio. La missiva dell’avvocato, oltre a tentare di ottenere il pagamento delle prestazioni effettuate in tutti questi anni, chiede alla Coiro di pronunciarsi sul problema. I Poct, infatti, sarebbero l’alternativa ai laboratori di analisi, eppure non godono di una buona fama. A loro carico c’è già una sentenza sfavorevole del Tribunale di Montepulciano, seguita da quella della Corte d’appello. Per il giudice, infatti, i Poct possono essere utilizzati esclusivamente da personale specializzato (analisti di laboratorio) e l’attività pretesa (la stessa richiesta dalla Asl pontina, ovvero l’uso dei Poct da parte degli infermieri) è illecita per non essere compatibile con le attività esercitabili dall’infermiere. “L’Asl – ha spiegato Faiola qualche settimana fa - sa benissimo le cose come stanno e non capisco perché si ostinino a non dare risposte chiare. Finché continuerà ad esserci un atteggiamento così evasivo - prosegue - non potrà mai esserci un rapporto di fiducia con i dipendenti”. Gli infermieri intanto continuano ad aspettare il dovuto e ad utilizzare, come se fosse la prassi, i Poct. D’altronde sono costretti a farlo, questo compito ormai, non si sa bene perché, sembra rientrare nelle loro mansioni ordinarie, eppure una spiegazione a questi lavoratori sarebbe il caso di darla. Soprattutto perché continuano a svolgere una mansione suppletiva senza alcuna retribuzione.
Riccardo Antonilli