Dalla Asl tutto tace. La manager Ilde Coiro sembra non avere alcuna intenzione di rispondere ai circa 100 infermieri non remunerati per l’utilizzo dei Poct. L’avvocato Arnaldo Faiola di Fondi, a nome e per conto degli infermieri impiegati negli ospedali di tutta la provincia, ha presentato, circa un mese e mezzo fa, al direttore generale dell’Asl la richiesta del pagamento delle prestazioni suppletive effettuate con i Poct (Point of care testing). Gli strumenti per effettuare analisi ai pazienti sono al centro delle polemiche da tempo, per i costi di gestione e per la scarsa precisione dei risultati forniti. Ora Faiola si dice “pronto a scrivere ancora, finché la manager non si deciderà ad esprimersi” e giudica “drammatica tale situazione, in cui dei lavoratori non vengono retribuiti e neanche degnati di una risposta”. Nella nota inviata dal legale alla manager, si ricorda che un progetto dell’Asl ne prevedeva l’utilizzo fino al 2004 e che, dopo quella data, “non risultano altri atti che ne abbiano previsto l’attività” . Eppure gli infermieri sono costretti ad utilizzarli senza essere rimborsati per tale servizio. La missiva dell’avvocato, oltre a tentare di ottenere il pagamento delle prestazioni effettuate in tutti questi anni, chiede alla Coiro di pronunciarsi sul problema. I Poct, infatti, sarebbero l’alternativa ai laboratori di analisi, eppure non godono di una buona fama. A loro carico c’è già una sentenza sfavorevole del Tribunale di Montepulciano, seguita da quella della Corte d’appello. Per il giudice, infatti, i Poct possono essere utilizzati esclusivamente da personale specializzato (analisti di laboratorio) e l’attività pretesa (la stessa richiesta dalla Asl pontina, ovvero l’uso dei Poct da parte degli infermieri) è illecita per non essere compatibile con le attività esercitabili dall’infermiere. “L’Asl – ha spiegato Faiola qualche settimana fa - sa benissimo le cose come stanno e non capisco perché si ostinino a non dare risposte chiare. Finché continuerà ad esserci un atteggiamento così evasivo - prosegue - non potrà mai esserci un rapporto di fiducia con i dipendenti”. Gli infermieri intanto continuano ad aspettare il dovuto e ad utilizzare, come se fosse la prassi, i Poct. D’altronde sono costretti a farlo, questo compito ormai, non si sa bene perché, sembra rientrare nelle loro mansioni ordinarie, eppure una spiegazione a questi lavoratori sarebbe il caso di darla. Soprattutto perché continuano a svolgere una mansione suppletiva senza alcuna retribuzione.
Riccardo Antonilli