In una città ancora scossa dall’atto intimidatorio contro Bruno Fiore, si registrano importanti novità sul piano amministrativo. Ieri mattina il prefetto di Latina, Bruno Frattasi ha nominato i due subcommissari prefettizi del Comune di Fondi. Si tratta di Giovanni Rossi e Maurizio Alicandro, che affiancheranno Guido Nardone. Il primo, presidente onorario della Corte dei Conti, docente presso la Scuola Superiore dell’Economia e delle Finanze, nel corso della carriera ha ricoperto diversi incarichi, tra i quali quelli di Sostituto procuratore Generale della Corte dei Conti e di magistrato incaricato del controllo presso la Sezione Enti. Ha ricoperto anche incarichi di amministrazione attiva da Capo di Gabinetto del Ministero dei Beni Culturali e del Ministero del Turismo, oltre ad essere consulente giuridico di Poste Italiane.Maurizio Alicandro, invece, è dirigente del Servizio Contabilità e Gestione Finanziaria della Prefettura di Latina, e, nel corso della sua carriera, ha maturato diverse esperienze commissariali straordinarie (Nettuno, Marcianise e Gioia Tauro) e ordinarie. Inoltre è stato componente della Commissione straordinaria di liquidazione del Comune di Minturno. Con loro si completa la compagine commissariale che assicurerà la provvisoria gestione del Comune fondano fino alle elezioni di marzo. Intanto continuano le vicende legate al mancato scioglimento per infiltrazioni mafiose. Infatti l’ufficio di presidenza della Commissione parlamentare Antimafia incontrerà la prossima settimana il ministro dell’Interno Roberto Maroni sul «caso Fondi».
La richiesta è venuta dalle opposizioni, in particolare da Walter Veltroni e Laura Garavini (Pd), e dal vicepresidente della commissione Fabio Granata (Pdl). Granata ha detto che con la scelta su Fondi «si è creato un precedente che potrebbe essere seguito anche da altri comuni in odore di scioglimento. Così - ha concluso - si elude qualsiasi controllo reale, oltre a mantenere intatta la burocrazia comunale e a permettere la ricandidatura dei componenti della giunta».
Riccardo Antonilli