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lunedì 19 ottobre 2009

L'ex comandante Leone ricorre al Tar contro il Comune

Spesso la mancanza di trasparenza è stata denunciata a gran voce dagli oppositori politici, adesso a ricorrere al Tar per ottenere alcuni atti è stato l’ex comandante della Polizia municipale di Fondi, Dario Leone. Leone era rimasto coinvolto nell’inchiesta Damasco della Direzione distrettuale antimafia. Lui è uno dei tre dirigenti finiti in cella lo scorso luglio per abuso d’ufficio. Poi la sua posizione e quella degli altri vertici dell’amminsitrazione comunale fondana si è chiarita, tanto che è tornato in servizio. Ma non al suo posto, non più da facente funzione di comandante, ma da semplice agente della municipale. Allora Leone, lo scorso 6 agosto ha chiesto alcuni atti che lo riguardavano per vederci chiaro e capire quali fossero le motivazioni che avevano portato al suo cambio di ruolo. Certo l’essere coinvolto nell’inchiesta della Dda è stato un duro colpo, in particolare per l’immagine della municipale, un organo di Polizia. Anche perché, oltre a lui, era finito nel vortice di Damasco anche il suo vice. Ma al di la dell’opportunità di reintegrare Leone nella stessa posizione al vertice della Polizia locale, era un suo diritto, come di ogni cittadino, poter accedere agli atti del comune previa richiesta, regolarmente presentata. Eppure, come troppo spesso accaduto negli anni passati, le “carte” sono state negate. Allora Leone, con l’ausilio dell’avvocato Franco Ciufo, ha presentato ricorso al Tar. Un passo che è servito ad ottenere la documentazione richiesta. Ora la prossima udienza è fissata al 19 novembre. Dagli arresti di Damasco di tempo ne è passato e tanti sono stati i cambiamenti nel Comune di Fondi. Alla guida dell’amministrazione, adesso, c’è un commissario prefettizio, Guido Nardone. A lui il compito di portare avanti la macchina amminsitrativa, nel pieno della trasparenza, fino alle prossime elezioni di marzo.
Riccardo Antonilli