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martedì 16 febbraio 2010

Mof, la parola agli avvocati

“Abbiamo già dato mandato ai nostri legali di agire nei confronti della Regione e nei confronti degli stessi funzionari che si sono resi responsabili di tutti questi atti omissivi”. La Mof Spa non ci sta e reagisce. Anche perché l’incredibile situazione descritta da Addessi ha portato ieri mattina all’esecuzione da parte di alcuni creditori del pignoramento dei canoni dovuti al Mof. “Stiamo subendo – sottolinea Addessi - continue diffide e messe in mora. Avremmo dovuto risolvere il problema interrompendo le restituzioni delle somme agli operatori, provocando una loro sacrosanta reazione nei confronti del governo regionale, ancorché in un momento politico assai delicato come quello attuale. Finora abbiamo voluto subire questa incredibile situazione per evitare di incrinare ancora di più i già delicati ultimi rapporti con l’amministrazione regionale. Nonostante le sollecitazioni pervenute dagli stessi operatori di rendere pubblica la protesta, abbiamo voluto testardamente evitarlo per spirito di correttezza istituzionale”. Ma l’episodio di ieri mattina ha spinto la società ad “urlare tutta la nostra rabbia e di attivare ogni azione contro quello che ormai non possiamo che definire un vero e proprio sopruso”. Se tale comportamento dovesse ancora protrarsi, “oltre alle azioni legali attiveremo con gli operatori ogni forma di protesta, ivi compresa anche una chiusura ad oltranza delle attività”.
R.A.

Mof-Regione, è guerra

La Regione Lazio non restituisce quanto dovuto al Mof. Milioni di euro di pagamenti arretrati che stanno mandando in crisi gli azionisti e gli operatori. A denunciarlo pubblicamente è l’amministratore delegato della Mof Spa, Enzo Addessi. Il tutto nasce dall’ampliamento del mercato, per cui gli operatori hanno anticipato ingenti somme che la società ha restituito agli stessi operatori in attesa di un rimborso regionale che non è mai arrivato. A spiegare nel dettaglio quanto accaduto è proprio Addessi: “Il Mof ha realizzato l’intervento di ampliamento e ristrutturazione del nuovo Centro agroalimentare. In corso d’opera sono state inserite nel progetto anche opere di migliorie del vecchio mercato di proprietà regionale, che la Regione si impegnava a restituire a consuntivo. In attesa di consuntivo, per sostenere i costi di realizzazione di tali migliorie (risultate poi 15,5 milioni di euro), gli operatori - oltre all’accensione di un mutuo - si sono sobbarcati l’onere di corrispondere un’anticipazione di circa 5,5 milioni di euro. Poi il 29 novembre 2005, a conclusione dei lavori, la Regione ha determinato di corrispondere l’importo delle migliorie mediante rate in anticipazione annuali di 1,100 milioni di euro. In conseguenza di tale deliberazione, - sottolinea l’amministratore delegato - l’assemblea degli azionisti della Imof approvò un piano industriale che, tra l’altro, consentiva di restituire agli operatori, anno per anno, le somme sino ad allora anticipate. Ebbene, il Mof ha iniziato immediatamente a restituire agli operatori le somme anticipate. La Regione, invece, non ha erogato sinora neanche un euro delle somme stabilite. Soltanto ad aprile 2008 ha erogato una sola delle 5 anticipazioni annuali scadute”. L’amministratore delegato continua spiegando che “per poter far fronte agli impegni presi con gli operatori il Mof si è dovuto sempre più indebitare”. Tanto che, ad oggi, la Regione “deve versare per le predette migliorie l’incredibile somma di 5,500 milioni”. Ma la finisce qui. “La Regione – continua Addessi - ha approvato negli ultimi anni diversi progetti di sviluppo che il Mof ha presentato, al pari del Car di Roma, la cui rendicontazione di spese già sostenute non viene pagata da oltre un anno e mezzo. Peggio: alcuni mandati di pagamento da dover corrispondere entro il 31 dicembre scorso non sono stati pagati, rendendo le somme non più utilizzabili perché finite in perenzione. Il Mof, quindi, ha addebitato alla Regione tutti gli interessi bancari sostenuti. Il credito complessivo vantato ad oggi – conclude - è salito all’incredibile importo di circa 8 milioni di euro”.
Riccardo Antonilli