E’ atteso per domani sera, a partire dalle 20 presso il castello baronale, il consiglio comunale straordinario sull’ordine pubblico della città di Fondi. La massima assise cittadina è stata convocata in seguito ai gravi episodi criminosi che si sono susseguiti nelle scorse settimane. In particolare a destare l’allarme è stato l’attentato incendiario ai danni del capannone del presidente del consiglio comunale Giorgio Fiore. Nella notte a cavallo tra sabato e domenica scorsa, ignoti hanno distrutto le vetrate di una parte dell’immobile in fase di rifinitura, facendo esplodere una tanica di benzina. Un episodio gravissimo che ha portato la Prefettura di Latina ad istituire una sorveglianza per il leader di Progetto Fondi. La politica locale, dal canto suo, ha deciso di non restare con le mani in mano, innanzitutto convocando il consiglio e poi chiedendo al prefetto di Latina, attraverso una lettera firmata dal sindaco Luigi Parisella, la convocazione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica “al fine di analizzare e valutare la delicata e grave dimensione del fenomeno delinquenziale e criminoso e assumere le necessarie determinazioni in merito”. In sede di conferenza dei capigruppo, inoltre, è stato deciso di chiedere al ministro dell’Interno, Roberto Maroni di pronunciarsi sulla richiesta di scioglimento presentata dal prefetto Frattasi, perché “prolungare oltre tempo tale decisione ministeriale consente a personaggi e interessi criminali di continuare ad alimentare tensioni e perseguire disegni contro le istituzioni democratiche e la stessa città”. Fondi è ormai “nell’occhio del ciclone” da diversi mesi. Basta ricordare che la situazione dell’ordine pubblico è stata discussa in consiglio, per la prima volta, l’8 febbraio scorso, in seguito agli incendi dolosi dell’agenzia immobiliare Peticone, della Smart dell’allora assessore ai lavori Pubblici, Riccardo Izzi e dell’auto di un commerciante. Poi, dopo qualche giorno, sono arrivati i quattro arresti per usura gravata da modalità mafiosa della Direzione distrettuale antimafia di Roma (l’operazione Damasco) e la nomina della commissione di accesso agli atti del comune di Fondi. Allora il quadro delineato in quella prima assise cambia, non si parla più di microcriminalità, ma c’è dell’altro, tanto che, purtroppo, quegli episodi non sono rimasti isolati. Non a caso, dopo più di dieci mesi, si torna parlare dello stesso argomento, in un contesto, ormai, ben diverso.
Riccardo Antonilli