Il primo cittadino di Fondi interviene sulle indagini della questura di Latina inerenti i rapporti tra l’amministrazione comunale e la Gevi. Il sindaco Parisella spiega, nel dettaglio, come è nato il rapporto tra l’amministrazione di Palazzo San Francesco e la società per la somministrazione di lavoro interinale. «Siamo ricorsi a tale società, - dichiara - perché la legge finanziaria vietava di assumere personale con altri strumenti. Il comune aveva individuato la Obiettivo lavoro, se non che siamo stati informati che a Fondi era presente la Gevi. Così abbiamo chiesto un preventivo e, tra le due, abbiamo optato per la più conveniente, la Gevi. Da qui nasce il rapporto con questa società con cui abbiamo collaborato fino al 2008». Parisella ci tiene a mettere in evidenza che il comune è stato ben attento a chiedere tutte le garanzie necessarie a verificare che la Gevi fosse «limpida». «Prima di stabilire un rapporto con noi - sottolinea - ci ha fornito le certificazioni della procura della Repubblica, del tribunale e della camera di commercio. Da nessuna di queste risultavano pregiudizi a carico della società. Oltre a questa certificazione abbiamo chiesto la certificazione della prefettura di Latina ma, a distanza di circa sei mesi, ancora non ci è pervenuto nulla». Una situazione contraddittoria, perché il prefetto Frattasi, nella richiesta di scioglimento allegata alla relazione finale prodotta dalla commissione di accesso, spiega che «il comune di Fondi, pur già approvvigionandosi da altro soggetto, ad un certo punto deide di rivolgersi alla filiale fondana della ditta campana Gevi la cui titolarità di fatto, in base a documentali acquisizioni della commissione di accesso, è riferibile Visconti Gennaro, vicino a soggetti camorristici, pregiudicato». L’acquisizione di documentazione nelle stanze di Palazzo San Francesco da parte della Polizia, andata avanti nelle giornate di lunedì, martedì e ieri, rientra in un filone dell’inchiesta coordinata dal pubblico ministero, Giuseppe Miliano relativa al suicidio del segretario del comune di Terracina, Marino Martino. La Gevi, infatti, oltre a Fondi, ha rifornito di manodopera, per due anni, anche il comune terracinese. Una collaborazione che ha portato l’amministrazione a sborsare ben due milioni di euro nelle casse della società. Diverse le cifre per Fondi che, in quattro anni, ha versato un milione di euro. Ma, come spiega Parisella, «in quel milione vanno conteggiati, stipendi, tasse e oneri previdenziali, in tasca alla società è andato a finire circa l’8% del totale».
Riccardo Antonilli