Un corteo che si snoderà da Palazzo Chigi al Quirinale per dire che il «caso Fondi» non può dirsi concluso. Così, con la manifestazione indetta per domani a partire dalle 16 a Roma, il Comitato permanente di lotta alle mafie va avanti nel chiedere spiegazioni sul mancato scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose. «Non si può lasciare - recita una nota diffusa dal Comitato - un intero territorio, il sud pontino, nelle mani delle organizzazioni ’ndraghetiste, camorriste e di cosa nostra. Il Consiglio dei Ministri del Governo Berlusconi ha operato per soli calcoli politico-elettorali, dichiarando tutta la sua impotenza contro lo strapotere della criminalità organizzata. Nel momento in cui il Ministro Maroni, prima di annunciare la resa dello Stato di diritto davanti alla richiesta di scioglimento del consiglio comunale di Fondi, snocciola dati per dimostrare quanto il suo dicastero sta facendo per combattere le mafie, compie un’operazione diversiva per tentare di nascondere la gravità che questa mancata decisone comporta. Hanno voluto una legislazione più stringente per poi, di fatto, svuotarla di ogni applicazione. Quanti saranno i comuni che potranno essere sciolti per mafie dopo questa mancata decisione del Consiglio dei Ministri sul ’caso Fondi’, giustificata con l’intervenuto scioglimento ordinario per dimissioni volontarie del sindaco e dei consiglieri di maggioranza? Come è possibile che il Ministro dell’Interno Maroni affermi che le prossime elezioni amministrative, da tenersi entro sei mesi, saranno la panacea per ristabilire la necessaria trasparenza nell’amministrazione comunale? Sa benissimo il Ministro Maroni - concludono dal Comitato - che per poter svolgere una consultazione elettorale libera da condizionamenti della libera espressione del voto, c’era bisogno di un periodo di commissariamento straordinario; con commissari che avessero poteri in grado di ristabilire la trasparenza nella macchina amministrativa, e non solo, e il tempo necessario per poterlo fare».
R.A.