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lunedì 27 ottobre 2008

Petardo in classe, paura alla Don Milani

Un grave atto di vandalismo nei confronti della scuola media Don Milani di Fondi. Sabato mattina il personale scolastico ha rinvenuto, all’interno di un’aula della scuola del quartiere Portone della Corte, un petardo artigianale, ricavato da un tubo di plastica di circa due centimetri e mezzo con all'interno 2 grammi di polvere pirica. Lo stesso, secondo la ricostruzione dei carabinieri accorsi sul posto, è stato lanciato nell’aula da ignoti, dopo aver aperto senza danneggiare la finestra dell’Istituto scolastico. Il petardo, reso inerte attraverso l’immersione in acqua, è stato sottoposto a sequestro. Le indagini dei carabinieri del luogo restano aperte a tutte le piste. Ogni traccia è analizzata dettagliatamente per risalire all’autore e alla provenienza dell’ordigno. Non è la prima volta che la scuola fondana diviene, purtroppo, protagonista di episodi del genere. Già un paio di anni fa ignoti appiccarono un incendio nelle stanze della segreteria scolastica. Allora i fatti sembrarono molto lontani da una bravata, tanto che i danni furono ingenti e non mancarono sospetti di presunte ritorsioni nei confronti del dirigente scolastico. Nel caso di ieri la situazione sembra ben diversa, per fortuna l’ordigno non è esploso e non ha causato danni. Inoltre le dimensioni e la fattura del petardo non lasciano spazio a ombre e sospetti, è una bravata, grave, ma comunque imputabile a uno o più vandali. Qualcuno che magari ha voluto vendicarsi sulle strutture di una bocciatura o forse, ancor più semplicemente, il gesto è imputabile a qualcuno che ha deciso di spendere il suo tempo nel tentare di far del male a dei ragazzi e a danneggiare un edificio pubblico. Purtroppo, infatti, tutta la zona ha conosciuto, nel corso degli ultimi anni, una crescita di vandalici, contro una serie di edifici e servizi creati per lo sviluppo del quartiere. Dal centro studi multimediale Dan Danino Di Sarra, fino all’ex centro sociale, in parte restaurato e incendiato prima che i lavori potessero terminare.
Riccardo Antonilli