C’è un sospettato per la morte di Roberto Migliozzi, il 28enne trovato carbonizzato il 30 dicembre dello scorso anno. Si tratta di Johnny Lauretti, 30enne amico di lunga data della vittima, iscritto nel registro degli indagati per omicidio e omissione di cadavere. Già nelle scorse settimane il Lauretti era stato posto al centro dell’attenzione da parte degli inquirenti. Il 7 gennaio una decina tra poliziotti del commissariato di Fondi e carabinieri della compagnia di Gaeta, che insieme conducono le indagini, avevano notificato il provvedimento di sequestro di un furgone Iveco al 30enne pregiudicato. Gli inquirenti, intorno alle 10 e 30 di mattina, si erano recati nel quartiere Portone della Corte, dove il Lauretti si trovava a casa con la ex moglie e le due figlie, notificando il sequestro del mezzo, disposto dal Pm Chiara Riva. Allora Lauretti non era ancora indagato, anzi l’uomo, difeso dall’avvocato Pasquale Cardillo Cupo, si era recato spontaneamente in commissariato a Fondi per fornire elementi utili. Proprio quel furgone potrebbe essere la chiave nelle indagini. In mattinata, i Ris di Roma effettueranno i propri rilievi per verificare se quel mezzo abbia a che fare con la tragica scomparsa del Migliozzi. Migliozzi era stato trovato privo di vita e gravemente ustionato sulla soglia di una baracca adiacente la casa in campagna di famiglia in via Capocroce, 21 a Fondi. Era stato il fratello della madre, Concetta Gargiulo, deceduta appena un mese fa, ad effettuare la macabra scoperta. Lo zio, in tarda mattinata, era andato a potare alcune piante nel terreno di famiglia, quando, arrivato in prossimità della baracca, si era trovato davanti il nipote ormai privo di vita e con ustioni su tutto il corpo. Per il 28enne sembra che la prematura scomparsa della madre fosse stato un colpo duro da sopportare, tanto che pare soffrisse di alcuni disagi psicologici, derivanti dalla tragica scomparsa. Motivazioni che avevano indirizzato l’attenzione degli inquirenti, almeno nella prima fase, verso un probabile suicidio o un incidente. Sono da tenere sempre presenti anche i primi risultati dell’autopsia, eseguita a Latina dal medico legale, Filippo Milano, che non hanno fatto emergere alcun segno di lesione traumatica. Quindi non ci sono segni di colluttazione. Il decesso del 28enne sembra essere stato causato dalle fiamme che gli hanno provocato ustioni su tutto il corpo. Ovviamente per avere più certezze si dovranno attendere i risultati dell’esame istologico e tossicologico, per cui è necessario aspettare sessanta giorni. Nel frattempo, comunque, i risultati che potrebbero determinare l’indirizzo dell’inchiesta sono quelli dei rilievi che i Ris effettueranno questa mattina.
Riccardo Antonilli