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mercoledì 22 ottobre 2008

Infermieri sul piede di guerra

Infermieri sul piede di guerra per il mancato pagamento da parte dell’Asl delle prestazioni suppletive effettuate con i Poct (Point of care testing). Oltre ad aver inviato alla manager dell’Asl pontina Ilde Coiro la richiesta di pagamento, il legale dei numerosi infermieri non retribuiti, Arnaldo Faiola ha inviato una nota informativa alla Procura della Repubblica di Latina. Una nota che, oltre a sottolineare il sopraccitato mancato pagamento, chiede alla Procura di far luce sull’utilizzo dello strumento diagnostico. I Poct, è opportuno ricordarlo, sono utilizzati per effettuare analisi sui pazienti durante l’orario di chiusura dei laboratori di analisi. Già nei mesi scorsi si erano accese le polemiche su tali macchinari ritenuti imprecisi e, soprattutto, dispendiosi. Faiola, inoltre, ricorda che il progetto di utilizzo dei Poct era previsto dal 15 ottobre 2003 al 31 dicembre 2004 e che, dopo quella data, non ci sono altri atti che ne abbiano previsto l’attività. In sintesi la strumentazione in questione, teoricamente in fase sperimentale, viene utilizzata abitualmente dagli infermieri che, però, non vegnono pagati per tale compito. «Se l’Asl non prevede il pagamento delle prestazioni con i Poct, - spiega Faiola - perchè si continuano a spendere migliaia di euro per l’acquisto, peraltro sempre dalla solita casa farmaceutica, dei costosissimi reagenti necessari per il funzionamento degli stessi, ben sapendo che, data la breve scadenza della loro valenza operativa, vengono gettati ancora intatti negli appositi raccoglitori?». Si attendono riposte.
R.A.