E' guerra aperta tra il Comune di Sperlonga e il Parco Riviera di Ulisse. Il sindaco sperlongano, Rocco Scalingi esasperato «dall'incuria dell'ente nei confronti di quella che avrebbe dovuto essere un'area super protetta» ha inviato un esposto in Procura. La denuncia è stata inoltrata anche al direttore del Parco Beniamino Gallinaro, al Prefetto di Latina Antonio D'Acunto, al presidente della Regione Lazio Renata Polverini e al presidente della Provincia di Latina Armando Cusani. Proprio dall'ente di via Costa arriva la richiesta di un intervento della Corte dei Conti «affinché accerti se ricorrono gli estremi di una chiamata in giudizio per chi, oggi, sta disamministrando in maniera palese il Parco Riviera di Ulisse». Il riferimento è alla mancanza di «guardiania, nonostante le assunzioni di personale addetto, con le spiagge invase da turisti fai da te, che hanno in queste ultime ore piantato anche ombrelloni e tende da campeggio e con attività subacquee a pieno ritmo. Un parco così, - spiegano da via Costa - come è gestito non serviva e non serve a nessuno, se non a depauperare un patrimonio ambientale e storico di valore inestimabile e a bloccare qualsiasi iniziativa seria e compatibile con i luoghi posti sotto tutela». Gli stessi problemi che hanno spinto Scalingi ad interessare la Procura. «Tutti soffriamo - spiega il primo cittadino nella missiva inviata al direttore del Parco - nel dover constatare come un'area così preziosa, come quella compresa nel Parco naturale sia per le rovine archeologiche della villa di Tiberio che per l'ecosistema marino protetto, sia degradata per le innumerevoli inefficienze e omissioni relative alla gestione dell'area. In particolare si riscontra la presenza quotidiana di imbarcazioni e di pescatori all'interno di tutta l'area marina, sebbene all'interno della stessa sia rigorosamente vietata la pesca. Non solo. Numerosissime persone ogni giorno e in particolar modo durante il fine settimana sostano con ombrelloni, asciugamano, sedie, tavolini sull'arenile antistante l'area archeologica della Villa di Tiberio. Dall'inizio della stagione estiva assistiamo inerti e impossibilitati a intervenire al completo degrado e alla totale incuria dell'area protetta in vostra gestione». Pertanto il sindaco chiede al direttore «di porre fine alle inefficienze e omissioni e in particolare di far rispettare i divieti di pesca e di sosta».
R.A.