Rischia di sgretolarsi l’impianto accusatorio del processo Damasco 2. La prima sezione della suprema corte di Cassazione ha disposto l’annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare per Venanzio Tripodo e Antonino D’Errigo e il rinvio per un nuovo esame al Tribunale di Roma. La decisione è stata adottata in seguito al ricorso dei legali di Tripodo e D’Errigo, Maria Antonietta Cestra e Giuseppe Lauretti. Una carta importante per i difensori dei due da giocare in sede di udienza preliminare. Si tornerà davanti al gup il 25 e la decisione della Cassazione rischia di generare un effetto domino sulla posizione dei 38 indagati. Questo per due fattori principali. Innanzitutto perché il ricorso accolto mette in discussione l’esistenza di un’associazione con a capo i fratelli Tripodo e Aldo Trani. Ma anche perché, nei giorni scorsi, la stessa suprema corte si è pronunciata a favore del ricorso presentato dall’avvocato Minniti per un altro indagato, Igor Catalano. Tra i punti contestati nel ricorso della Cestra e di Lauretti ci sono innanzitutto le intercettazioni, alcune delle quali sarebbero datate in maniera errata, generando così la necessità della custodia cautelare per Venanzio Tripodo. Ma non solo, le accuse attuali sarebbero le stesse mosse nei suoi confronti già nel lontano 1990 e archiviate. Un altro passaggio risulta interessante, ovvero le dichiarazioni spontanee rese a gennaio 2008 dall’ex assessore ai lavori pubblici del comune di Fondi, Riccardo Izzi che nell’occasione aveva affermato di essere stato supportato alle elezioni da Aldo Trani, Carmelo Tripodo e i fratelli Zizzo, senza citare Venanzio. Invece, per l’accusa che contesta il vincolo associativo, un ruolo in tale vicenda sarebbe giocato anche da Venanzio. Dunque tanti i passaggi su cui la Cestra e Lauretti si sono battuti trovando il favore della Cassazione. Intanto la difesa di Venanzio Tripodo, davanti al Gup, ha contestato anche le dichiarazioni del pentito Barbieri. Per i legali le registrazioni dell’interrogatorio sarebbero diverse dalle trascrizioni, tanto che hanno chiesto una copia audio. Inoltre, restando in sede di udienza preliminare, è stata presentata anche un’istanza di ricusazione del gup Sante Spinaci, ora al vaglio della Corte d’Appello, dal legale di Carmelo Tripodo e Aldo Trani, Giulio Mastrobattista, perché il giudice era già stato presidente del secondo collegio penale di Roma in un precedente processo contro Carmelo Tripodo. Oltre ai fratelli Tripodo e ad Aldo Trani (che si costituì dopo alcuni giorni), a luglio 2008 nell’operazione della Dda di Roma, finirono in cella Franco e Pasqualino Peppe, Vincenzo Bianchò, Antonio Schiappa, Alessio Ferri, Igor Catalano, Giuseppe Bracciale, Antonino D’Errigo, Massimo Anastasio Di Fazio, Dario Leone, Pietro Munno, Gianfranco Mariorenzi, Tommasina Biondino e Riccardo Izzi. Oltre a loro sono indagate altre undici persone.
Riccardo Antonilli