martedì 27 gennaio 2009

Roghi, proseguono le indagini

Vanno avanti le indagini dei Carabinieri della stazione di Fondi sugli incendi ai danni della casa di riposo Villa Maria e dell’automobile della proprietaria, verificatisi alle prime luci dell’alba di domenica. Quella dei dissidi privati resta la pista più battuta dai militari. Sul luogo non sono state rinvenute taniche, ma alcuni stoppini vegetali che gli autori dell'attentato avrebbero utilizzato per ritardare l'innesco delle fiamme e consentirsi la fuga. L’ipotesi di un coinvolgimento della criminalità organizzata è stata subito esclusa dagli inquirenti. Le attenzioni dei carabinieri si stanno rivolgendo su alcuni conoscenti e vicini di casa della vittima dell'attentato. E’ probabile che il tutto sia riconducibile ad un’incomprensione di lungo corso mal digerita da parte di qualcuno che ha pensato di vendicasi nella peggiore delle maniere. Come si ricorderà, intorno alle 5 e 40 di domenica mattina, le fiamme avevano iniziato a divampare sul portone in legno della villetta di via Francia, mandandolo in fiamme. Un’inserviente, resasi conto dell’accaduto, aveva immediatamente allarmato Mario D’Angelis, padre della proprietaria della casa di riposo, e, nel frattempo, si era data da fare per domare le fiamme. L’uomo, appena ricevuta la telefonata, era uscito dalla propria abitazione di via Madonna delle Grazie per recarsi nella casa di riposo, ma appena giunto in strada si era reso conto che anche l’auto, sempre di proprietà della figlia Laura, stava andando a fuoco. L’autore o gli autori dei roghi, comunque, oltre a causare danni alle strutture, avrebbero potuto generare conseguenze ben più ingenti alle persone ospitate dalla struttura di via Francia. Sette anziani, non autosufficienti, la cui incolumità è stata preservata dalla prontezza dell’inserviente. Come ha subito spiegato lo stesso Mario D’Angelis nè lui nè la sua famiglia hanno mai ricevuto minacce. La struttura di via Francia è operativa dal 2006 e da allora non si era mai verificato alcun episodio tale da lasciar immaginare un epilogo simile.
Riccardo Antonilli

"Aspri, polemiche strumentali"

Non sono passate inosservate le dichiarazioni di Arnaldo Faiola, consigliere comunale di Fondi Viva sullo stato della scuola Aspri di Fondi. L’esponente di opposizione non aveva esitato a definire lo storico edificio fondano “fatiscente”. Ora ad intervenire sono Annarita Del Sole, dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo Amante, ‘ospitato’ nei locali dell’Aspri e l’assessore all’Istruzione, Egidio Turchetta. “Grazie agli interventi di ristrutturazione effettuati durante i trascorsi due anni da parte dell’amministrazione Parisella che hanno richiesto l’utilizzo di ingenti risorse finanziarie, - dichiara la dirigente scolastica - tale struttura che conta ormai 70 anni di vita è tornata agli splendori di un tempo”. Per Turchetta: “Lanciare accuse generiche e strumentali nei confronti dell’amministrazione comunale, che invece per l’edilizia scolastica in questi anni ha profuso ingenti risorse finanziarie per realizzare e ristrutturare le varie sedi centrali e periferiche, è veramente ingeneroso”. Intanto, per questa mattina, è previsto un incontro tra il dirigente scolastico Egidio Iannone, Gianfranco Mariorenzi, dirigente della ripartizione Lavori Pubblici , il vice-sindaco Giulio Cesare Di Manno e lo stesso Turchetta, per valutare e definire la priorità degli interventi presso la scuola di Salto Covino, da anni in attesa di lavori di adeguamento.
Riccardo Antonilli

lunedì 26 gennaio 2009

Fiamme alla casa di riposo

A fuoco, alle prime luci dell’alba di domenica, una Hunday Accent e il portone della casa di riposo «Villa Maria» di Fondi. Ignoti, intorno alle 5 e 40, hanno gettato del liquido infiammabile contro il portone in legno della villetta di via Francia, mandandolo in fiamme. Un’inserviente, resasi conto dell’accaduto, ha immediatamente allarmato Mario D’Angelis, padre della proprietaria della casa di riposo, e, nel frattempo, ha spento il rogo. L’uomo, appena ricevuta la telefonata, è uscito dalla propria abitazione di via Madonna delle Grazie per recarsi nella casa di riposo, ma appena giunto in strada ha trovato un’amara sorpresa: anche l’auto, sempre di proprietà della figlia Laura, stava andando a fuoco. A quel punto è scattata la chiamata ai Vigili del Fuoco che, con il supporto del Falchi - Protezione Civile, hanno domato i due roghi. Lievi i danni all’ingresso di «Villa Maria», mentre è andata completamente distrutta l’automobile. Solo la prontezza dell’intervento ha permesso di evitare che le fiamme dalla Hunday potesserro attecchire anche ad un vicino negozio. Degli autori del rogo non c’è alcuna traccia, ma le indagini, affidate ai Carabinieri della locale stazione guidati dal luogotenente Emilio Mauriello, vanno avanti. Non è ancora chiaro se i due incendi siano stati appiccati da due complici contemporaneamente o se sono frutto della stessa mano criminosa. Un solo uomo potrebbe aver lanciato, quella che presumibilmente è una bottiglia incendiaria, contro il portone e poi essersi recato nella vicina via Madonna delle Grazie dove, con un metodo simile, ha mandato a fuoco anche l’automobile. L’autore o gli autori dei roghi, comunque, oltre a causare danni alle strutture, avrebbero potuto generare conseguenze ben più ingenti alle persone ospitate dalla struttura di via Francia. Sette anziani, non autosufficienti, la cui incolumità è stata preservata dalla prontezza dell’inserviente. Dopo aver raccolto tutti gli elementi utili sul posto, il lavoro investigativo sta prendendo in esame il passato della famiglia D’Angelis, cercando di capire se ci siano stati eventuali dissidi e malumori tali da portare a una vendetta del genere. Come ha spiegato lo stesso Mario D’Angelis nè lui nè la sua famiglia hanno mai ricevuto minacce. La struttura di via Francia è operativa dal 2006 e da allora non si era mai verificato alcun episodio tale da lasciar immaginare un epilogo simile. Unica ombra, le diverse segnalazioni inoltrate alla Polizia per dei tossicodipendenti che, in passato, si ritrovavano dietro alla villetta e che sono stati allontanati in più occasioni dagli agenti. Esclusa completamente la mano della criminalità organizzata sui due roghi è probabile che il tutto sia riconducibile ad un’incomprensione mal digerita da parte di qualcuno che ha pensato di vendicasi nella peggiore delle maniere.
Riccardo Antonilli

venerdì 23 gennaio 2009

Incidente mortale, ricoverato all'Icot il 50enne fondano

E' ricoverato con una prognosi di trenta giorni all’Icot di Latina A.F., il 50enne operatore del Mof di Fondi coinvolto nell’incidente stradale di mercoledì sera in cui ha perso la vita il 37enne Fabio Lia. L’uomo nel tragico schianto ha riportato la frattura di una vertebra, comunque, al momento, le sue condizioni non sono preoccupanti. Il 50enne inizialmente è stato trasportato dai sanitari del 118, accorsi sulla Fondi - Sant’Anastasia luogo dell’incidente, al Pronto soccorso del San Giovanni di Dio, da lì, vista l’assenza di posti letto negli altri nosocomi della provincia, si è optato per il trasferimento dell’Istituto del capoluogo. Come si ricorderà la vittima dello schianto viaggiava in direzione mare a bordo di una Ford Fiesta, quando si è scontrato frontalmente sulla propria corsia di marcia con un Range Rover, guidato da A.F.. Purtroppo il 37enne è morto sul colpo. Sul luogo dell’impatto sono prontamente giunti i carabinieri della stazione di Fondi, coordinati dal luogotenente Emilio Mauriello, la Polizia stradale di Terracina e la polizia municipale. L’impatto è avvenuto all’altezza del caseificio Casa Bianca intorno alle 18 e 30. Pur essendo ancora al vaglio degli inquirenti, si avanzano già le prime ipotesi sulla dinamica dello schianto, secondo le quali a causare lo scontro sarebbe stato un sorpasso azzardato da parte di uno dei due conducenti.
Riccardo Antonilli

Faiola: "L'Aspri è fatiscente"

I bambini sono costretti a fare lezione in una struttura fatiscente e pericolosa. Basta considerare che ci sono infiltrazioni d’acqua vicino all’impianto elettrico». Così il consigliere comunale di Fondi Viva, Arnaldo Faiola descrive la situazione del primo circolo didattico Alfredo Aspri, in cui è ’ospitato’ anche l’Istituto comprensivo Enrico Amante. Dopo aver visitato l’immobile, mercoledì mattina alla presenza, tra l’altro, dell’assessore all’Istruzione Egidio Turchetta e del dirigente scolastico dell’Amante Annarita Del Sole, l’esponente di opposizione denuncia il grave stato di degrado in cui versa la storica struttura del centro cittadino. «La cosa che più mi ha meravigliato - prosegue - è che gli insegnanti mi hanno presentato i problemi presenti, così come hanno già fatto i genitori». Faiola non usa mezzi termini nel dire che «la situazione fa rabbrividire. Inoltre - prosegue - ho potuto appurare che ci sono altri problemi legati innanzitutto alla mensa, per qualità e quantità del cibo, e poi ai bagni che versano in uno stato pietoso». L’intervento di Faiola arriva a poche ore dalle polemiche sul plesso scolastico di Salto Covino, in cui il consigliere annuncia di voler andare «il prima possibile per verificare quali sono le reali condizioni della struttura». A margine del suo intervento chiarificatore sulla scuola del Salto, il sindaco, Luigi Parisella aveva spiegato come, in sei anni, la sua amministrazione ha «ristrutturato tutte le scuole di Fondi». Per l’esponente di Fondi Viva, alla luce di quanto appurato nell’Aspri si tratta: «di una grande menzogna. Se il sindaco venisse con me come ha già fatto l’assessore Turchetta, potrebbe verificare di persona la realtà. Piuttosto che parlare in questo modo - conclude - pensassero seriamente al futuro di questa città». Nel frattempo, dopo la manifestazione di lunedì sotto al comune, anche i genitori degli alunni di Salto Covino e il presidente del consiglio di istituto criticano le parole pronunciate da Parisella. «Il sindaco forse non ricorda - spiegano - che dal ’96 fino ad oggi abbiamo inviato decine di lettere in comune per denunciare i noti problemi relativi al riscaldamento, all’impianto elettrico, alla mancanza della palestra e quant’altro e finora l’amministrazione, dopo le sollecitazioni, ha risposto solo con sporadici interventi tampone». Intanto si aspetta l’incontro promesso dagli amministratori nel plesso del Salto.
Riccardo Antonilli

mercoledì 21 gennaio 2009

Salto Covino, Parisella stempera le polemiche

Abbiamo già fatto predisporre un piano di ristrutturazione e già in passato siamo intervenuti più volte per sistemare quello che non andava». Così il sindaco di Fondi, Luigi Parisella interviene sulla situazione del plesso scolastico di Salto Covino, dopo che genitori e alunni, martedì mattina, hanno dato vita ad un enorme girotondo sotto Palazzo san Francesco per protestare contro lo stato di abbandono della scuola. Dopo il girotondo i manifestanti sono stati ricevuti dal vice sindaco, Giulio Cesare Di Manno e dal dirigente dell’ufficio Lavori Pubblici, Gianfranco Mariorenzi. I genitori, quindi, hanno presentato le diverse problematiche con cui i bambini sono costretti a convivere quotidianamente. Innanzitutto la mancanza di un impianto di riscaldamento, poi l’assenza di una recinzione e di spazi dedicati alle attività ludiche, come una palestra. Di Manno, da parte sua, ha accolto le richieste dei genitori, illustrando una bozza del progetto sul quale l’amministrazione sta lavorando. I genitori hanno chiesto la convocazione di un’assemblea pubblica, da tenersi a scuola, entro un paio di settimane. A quel punto, il sindaco e gli altri amministratori saranno chiamati a dare risposte concrete, precisando modalità e tempi di esecuzione del progetto. Intanto il primo cittadino spiega che «il progetto già c’è, ora bisogna solo mettere a disposizione le risorse necessarie. La bozza - spiega - tiene conto di tutte quelle problematiche che già ci erano state presentate in passato. Il riscaldamento - sottolinea Parisella - è il problema più complesso da risolvere, perché, per la distanza con le abitazioni vicine e la mancanza di una recinzione, è impossibile installare un bombolone per il gas. Nel frattempo comunque siamo già intervenuti comprando le stufe elettriche che sono in uso nella scuola». Parisella, infine, sottolinea come in sei anni la sua amministrazione abbia «ristrutturato tutte le scuole di Fondi. Attualmente - conclude - mancano solo altri piccoli interventi e quindi è nostra intenzione impegnarci anche per il plesso di Salto Covino».
Riccardo Antonilli

venerdì 16 gennaio 2009

Migliozzi, c'è un indagato

C’è un sospettato per la morte di Roberto Migliozzi, il 28enne trovato carbonizzato il 30 dicembre dello scorso anno. Si tratta di Johnny Lauretti, 30enne amico di lunga data della vittima, iscritto nel registro degli indagati per omicidio e omissione di cadavere. Già nelle scorse settimane il Lauretti era stato posto al centro dell’attenzione da parte degli inquirenti. Il 7 gennaio una decina tra poliziotti del commissariato di Fondi e carabinieri della compagnia di Gaeta, che insieme conducono le indagini, avevano notificato il provvedimento di sequestro di un furgone Iveco al 30enne pregiudicato. Gli inquirenti, intorno alle 10 e 30 di mattina, si erano recati nel quartiere Portone della Corte, dove il Lauretti si trovava a casa con la ex moglie e le due figlie, notificando il sequestro del mezzo, disposto dal Pm Chiara Riva. Allora Lauretti non era ancora indagato, anzi l’uomo, difeso dall’avvocato Pasquale Cardillo Cupo, si era recato spontaneamente in commissariato a Fondi per fornire elementi utili. Proprio quel furgone potrebbe essere la chiave nelle indagini. In mattinata, i Ris di Roma effettueranno i propri rilievi per verificare se quel mezzo abbia a che fare con la tragica scomparsa del Migliozzi. Migliozzi era stato trovato privo di vita e gravemente ustionato sulla soglia di una baracca adiacente la casa in campagna di famiglia in via Capocroce, 21 a Fondi. Era stato il fratello della madre, Concetta Gargiulo, deceduta appena un mese fa, ad effettuare la macabra scoperta. Lo zio, in tarda mattinata, era andato a potare alcune piante nel terreno di famiglia, quando, arrivato in prossimità della baracca, si era trovato davanti il nipote ormai privo di vita e con ustioni su tutto il corpo. Per il 28enne sembra che la prematura scomparsa della madre fosse stato un colpo duro da sopportare, tanto che pare soffrisse di alcuni disagi psicologici, derivanti dalla tragica scomparsa. Motivazioni che avevano indirizzato l’attenzione degli inquirenti, almeno nella prima fase, verso un probabile suicidio o un incidente. Sono da tenere sempre presenti anche i primi risultati dell’autopsia, eseguita a Latina dal medico legale, Filippo Milano, che non hanno fatto emergere alcun segno di lesione traumatica. Quindi non ci sono segni di colluttazione. Il decesso del 28enne sembra essere stato causato dalle fiamme che gli hanno provocato ustioni su tutto il corpo. Ovviamente per avere più certezze si dovranno attendere i risultati dell’esame istologico e tossicologico, per cui è necessario aspettare sessanta giorni. Nel frattempo, comunque, i risultati che potrebbero determinare l’indirizzo dell’inchiesta sono quelli dei rilievi che i Ris effettueranno questa mattina.
Riccardo Antonilli