Svolta nelle indagini sulla morte di Roberto Migliozzi, il 28enne fondano il cui corpo è stato trovato carbonizzato lo scorso 30 dicembre. L’unico indagato, il 30enne Johnny Lauretti, difeso dagli avvocati Pasquale Cardillo Cupo e Giulio Mastrobattista, è stato convocato dalla Polizia scientifica di Roma per il 15 ottobre. Dunque, dopo mesi di assoluto silenzio e riserbo da parte degli inquirenti, si registra una novità importante. In quella giornata sarà effettuato un accertamento tecnico irripetibile, per cui è richiesta la presenza dell’indagato per omicidio e occultamento di cadavere. L’obiettivo degli inquirenti sembra sia verificare la presenza di sostanze accelleranti la combustione su alcuni reperti trovati accanto al corpo del 28enne. Migliozzi era stato trovato privo di vita e gravemente ustionato sulla soglia di una baracca adiacente la casa in campagna di famiglia in via Capocroce, 21 a Fondi. Era stato il fratello della madre, Concetta Gargiulo, deceduta poco tempo prima, ad effettuare la macabra scoperta. Lo zio, in tarda mattinata, era andato a potare alcune piante nel terreno di famiglia, quando, arrivato in prossimità della baracca, si era trovato davanti il nipote ormai privo di vita e con ustioni su tutto il corpo. Per il 28enne sembra che la prematura scomparsa della madre fosse stato un duro colpo da sopportare, tanto che pare soffrisse di alcuni disagi psicologici, derivanti dalla tragica scomparsa. Motivazioni che avevano indirizzato le ipotesi degli inquirenti, almeno nella prima fase, verso un probabile suicidio o un incidente. Dopo pochi giorni, però, l’attenzione degli inquirenti si era spostata sul Lauretti, amico di lunga data del Migliozzi e come lui gravato da precedenti legati al mondo della droga. Era il 7 gennaio quando una decina tra poliziotti del commissariato di Fondi e carabinieri della compagnia di Gaeta avevano notificato il provvedimento di sequestro di un furgone Iveco al 30enne pregiudicato. Furgone sul quale la scientifica aveva successivamente effettuato i rilievi. Allora Lauretti non era ancora indagato, anzi l’uomo si era recato spontaneamente in commissariato a Fondi per fornire elementi utili. Poi era arrivata l’iscrizione nel registro degli indagati. A carico del Lauretti non è stato mai emesso alcun provvedimento restrittivo, e, al tempo stesso, le indagini sono continuate senza accantonare la sua posizione. Segno che persistono forti sospetti, ma manca un supporto probatorio forte, elemento che potrebbe giungere dall’accertamento del 15 ottobre.
Riccardo Antonilli
domenica 27 settembre 2009
Ingenito: "Scioglimento, si inizi a pensare al dopo"
“E’ incredibile la smentita e la delegittimazione del ministro dell’Interno”. Così Maria Rosaria Ingenito, segretario dell’Unadir (il sindacato dei prefetti) ha esordito dal palco di piazza IV Novembre , ieri sera a Fondi, ricordando la mancata decisione del governo sulla richiesta di scioglimento su cui il ministro Maroni aveva dato parere favorevole. La Ingenito era stata già protagonista nell’esprimere solidarietà al prefetto Frattasi nel corso del comizio dell’Italia dei Valori dello scorso 9 settembre. Il segretario Unadir ha ricordato che “Il prefetto Frattasi non è solo, perché il suo operato è stato avallato dal ministro. Siamo convinti – ha proseguito - che il governo non dimentica che il prefetto rappresenta il governo sul territorio e che il suo operato vada supportato”. Per il segretario Unadir “mai come in questo momento è necessaria e indispensabile la presenza e la permanenza di Frattasi in provincia di Latina, se c’è una volontà politica autentica di ristabilire la legalità. Solo così sui può dare un messaggio di chiarezza”. Nel ricordare che “il ministro ha annunciato di nuovo che nella prossima seduta la richiesta sarà esaminata”, la Ingenito ha sottolineato come sia “importante pensare al dopo”. Per questo ha rivolto “un appello al ministro dell’Interno, al presidente del consiglio dei ministri e al Presidente della Repubblica”, affinchè “non si nomini un capro espiatorio come commissario, così come accaduto con il prefetto Dalla Chiesa a Palermo, il cui sacrificio – ha dichiarato – mi sento di ricordare e onorare. Dico no alle mattanze, si alle regole. Ora ci vuole chiarezza”. Per la Ingenito è necessario che, dopo l’eventuale scioglimento, “il prossimo commissario prefettizio abbia le stesse caratteristiche di Frattasi, poteri speciali e la possibilità di nominare una sua squadra di lavoro”. “Come segretario Unadir – ha continuato - mi ha profondamente offeso l’ipotesi di mettere sotto inchiesta il prefetto Frattasi”. La Ingenito, inoltre, nel sottolineare un aspetto emerso anche nel corso del comizio dell’IdV, ha spiegato che: “Fotografare i cittadini che applaudono in una piazza per iscriverli nel ‘libro nero’ è un grave oltraggio alla democrazia. A meno che – ha concluso ironicamente il suo intervento – quando è stato illustrato il programma di governo non vi è stato spiegato che con il vostro voto da cittadini sareste diventati sudditi”.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
giovedì 24 settembre 2009
De Meo: "Non scendete in piazza con l'antimafia di partito"
L'assessore all’Urbanistica del Comune di Fondi e consigliere provinciale, Salvatore De Meo rivolge un invito alla cittadinanza a non partecipare alla Manifestazione nazionale di lotta alle mafie in programma per domani. Per De Meo: «La manifestazione avrebbe avuto tutt’altro senso se fosse stata condivisa concretamente con tutte le forze politiche, sociali ed economiche della città. Avrebbe avuto una forza ancora maggiore se sul palco fossero stati invitati anche i rappresentanti politici e sociali del centro destra e tutte le associazioni culturali ed economiche. Invece no. Con evidente senso di sfida, - continua il coordinatore cittadino del PdL - la manifestazione annunciata dal segretario del Pd si presenta come una vera e propria chiamata alle armi per far sentire tutta la forza di una sinistra che ormai, in piena campagna elettorale per le imminenti elezioni regionali, cerca di utilizzare ogni occasione per recuperare visibilità soprattutto in una città e in una provincia che da anni ha palesemente bocciato la sua classe dirigente, la quale bene farebbe a ricercare altrove le vere ragioni dei ripetuti insuccessi elettorali». De Meo nel ricordare che «il Popolo della Libertà è il primo a chiedere che chi deve decidere decida al più presto», spiega che il suo partito è anche «il primo a chiedere che ciò avvenga per dare certezze immediate a chi oggi con il mandato avuto dai cittadini sta governando la città ed ha il sacrosanto diritto di dare ai propri cittadini una normale ed ordinata amministrazione oppure tornare a chiedere la loro fiducia». Intanto, in occasione dell’evento di domani, il PdL «invita tutti i cittadini a non partecipare ad una manifestazione che è solo politica e di parte e a manifestare diversamente il proprio impegno nella lotta alle mafie, con l’esposizione sulla propria abitazione di un lenzuolo bianco in segno di vicinanza e solidarietà nei confronti di tutti i cittadini, di qualunque fede politica, che hanno a cuore veramente la difesa della città da ogni tentativo di infiltrazione mafiosa».
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
lunedì 21 settembre 2009
Piazza negata, esposto in Procura
L’associazione Caponnetto, membro del Comitato permanente di lotta alle mafie, ha presentato un esposto contro il Comune di Fondi per la mancata concessione di piazza Unità d’Italia per la Manifestazione nazionale contro le mafie di venerdì prossimo. Nell’esposto, indirizzato alle Procure di Roma e Latina e alla Direzione distrettuale antimafia di Roma, viene spiegato che “Il dirigente del settore Attività produttive del Comune di Fondi, con nota del 16 settembre n.33231 diretta al ragionier Bruno Fiore, portavoce del Comitato permanente contro le mafie, richiamandosi a quanto disposto dall’amministrazione comunale di quella città e dal regolamento di polizia urbana sempre della stessa, ha comunicato il diniego dell’autorizzazione all’uso della piazza per la manifestazione nazionale indetta dal Comitato sopraindicato. Tale provvedimento – si legge nel documento - si richiama a decisioni dell’amministrazione comunale, peraltro sub iudice e probabilmente destinata ad un imminente scioglimento, che questa associazione ritiene illegittime e anticostituzionali”. La Caponnetto, pertanto, “chiede alla Procura della Repubblica di valutare se nel comportamento della funzionaria e dei responsabili dell’amministrazione siano ravvisabili eventuali reati di rilevanza penale e se i motivi addotti sia nella nota indicata che in altra occasione siano compatibili con le leggi dello Stato”. Il diniego è stato giustificato anche dallo svolgimento in concomitanza di un convegno pediatrico presso il castello baronale. Una giustificazione che, ovviamente, non è bastata al Comitato che per la manifestazione ha già annunciato la presenza, tra gli altri, dei leader di Pd e IdV, Dario Franceschini e Antonio di Pietro.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
sabato 19 settembre 2009
Itri e Gaeta accanto al marinaio Albano
Il consiglio comunale di Itri, alla presenza del prefetto di Latina Bruno Frattasi, del sindaco di Gaeta Antonio Raimondi, dell’onorevole Gianfranco Conte e del consigliere regionale Aldo Forte, ieri pomeriggio ha conferito una targa a Mario Albano, il marinario ostaggio dei pirati somali a bordo del Buccaneer. Come si ricorderà Albano e gli altri 15 membri dell’equipaggio del rimorchiatore italiano sono stati rilasciati il 9 agosto scorso, dopo quasi quattro mesi di prigionia. Nel corso del consiglio comunale straordinario di ieri, fortemente voluto dal presidente della massima assise itrana Elena Palazzo, le comunità di Itri e di Gaeta, di cui Albano è originario, hanno dimostrato vicinanza al marittimo e ai suoi familiari, che hanno vissuto lunghi mesi di sofferenza e apprensione. Un incontro utile anche a ringraziare ufficialmente il governo e in particolare il ministero degli esteri per il lavoro svolto. Il sindaco di Itri, Giovanni Agresti ha chiesto in apertura del suo intervento un minuto di silenzio per i sei militari italiani caduti in Afghanistan. Il primo cittadino gaetano, Raimondi ha definto la vicenda Albano “un esempio di quello che stiamo facendo in questi mesi tra i comuni di Itri e Gaeta. Stiamo mettendo in campo sinergie pe risolvere problemi comuni”. Ha poi ricordato l’importanza e il numero, circa 800, dei marinai gaetani, che “navigando per il mondo portano ricchezza in città”. “Il sacrificio dei giovani militari italiani – ha dichiarato Frattasi riferendosi alla tragedia consumatasi giovedì in Afghanistan – ci ricorda altre situazioni, quali quella di Albano, di tanti altri italiani che vivono in maniera rischiosa”. In seguito ricordando i festeggiamenti del 25 aprile di due anni fa, tenutisi proprio a Itri, ha sottolineato “la linea di continuità che c’è tra quel giorno e oggi (ieri, ndr): la riconquista della dignità che accompagna la ritrovata libertà. La ringrazio – ha concluso rivolto a Mario Albano – per quello che lei rappresenta idealmente”. Prima della consegna della targa, Albano ha descritto “i giorni difficili in cui abbiamo vissuto, con un mitra sempre puntato addosso” e ha ringraziato la Farnesina per la serietà dimostrata e “tutti voi – ha detto rivolto al consiglio e alle autorità – per la festa di cui mi avete onorato”. Un momento di grande significato che ha chiamato a raccolta le comunità itrana e gaetana e le istituzioni intorno alla figura di Mario Albano, per ricordare la sofferenza di un sequestro fortunatamente terminato nel migliore dei modi.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
Manifestazione antimafia, il Comune non concede la piazza
Anche la questura ha dato l’ok allo svolgimento della Manifestazione nazionale contro le mafie di venerdì 25 in piazza Unità D’Italia a Fondi. Eppure il comune ha mantenuto il suo diniego sulla concessione della piazza al Comitato permanente di lotta alle mafie, costituito dalle forze politiche di centrosinistra e da numerose associazioni cittadine. Il Comitato, comunque, porterà avanti la sua iniziativa, in programma dalle 17 e a cui hanno già dato la loro adesione Dario Franceschini, Antonio Di Pietro, Paolo Ferrero, Claudio Fava e che vedrà la presenza del presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo, oltre che di Rita Borsellino, Tano Grasso, Ignazio Cutrò, Francesco Forgione, Luigi De Magistris, Laura Garavini, Pina Picierno, Sesa Amici e Maria Rosaria Ingenito. Per questa mattina il Comitato ha indetto una conferenza stampa in cui spiegherà motivazioni e obiettivi della manifestazione nazionale e tornerà sul diniego del comune. Intanto dal Comune definiscono “strumentali” le polemiche e spiegano i motivi del no alla concessione. “Il 20 maggio – recita una nota - è stata presentata dal dottor Antonio de Novellis la richiesta di svolgimento del quinto Seminario pediatrico “Città di Fondi-Sperlonga” per la stessa giornata di venerdì 25 settembre, presso la sala convegni del Castello baronale. Dalle ore 16 è prevista la presenza di decine e decine di docenti, di operatori sanitari e allievi universitari. Pertanto, al fine di consentire un ordinato e tranquillo svolgimento di tale seminario di elevato livello universitario e scientifico, è stato consigliato di spostare la manifestazione politica in diverso luogo, anche in osservanza al regolamento comunale che vieta tale piazza per manifestazioni politiche”. Sulla mancata concessione si registra l’intervento di Stefano Pedica e Enzo De Amicis dell’Italia dei Valori, che interpretano l’atteggiamento del comune come un “chiaro segnale di nervosismo e preoccupazione da parte del sindaco Parisella, che tende ormai a trincerarsi nelle proprie stanze con la sua giunta, cercando di dimostrare ancora forza e sfacciataggine, aspettando una decisione del consiglio dei ministri, che non puo’ essere altra che quella dello scioglimento”. I due esponenti dipietristi, inoltre, annunciano che saranno “lo stesso in piazza Unità d’Italia il 25 settembre prossimo, con o senza autorizzazione, per dare continuità alla nostra azione politica e per non dare respiro ad una amministrazione che conferma oltretutto una indiscutibile assenza di sensibilità istituzionale”.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
mercoledì 16 settembre 2009
Al Mof operatori in assemblea per "fare chiarezza"
Un’assemblea tra gli operatori e la dirigenza per fare chiarezza su una situazione divenuta quanto mai complessa. E’ quella tenutasi ieri sera al Mof e fortemente voluta dagli operatori del Centro agroalimentare all’ingrosso di Fondi. La prima questione posta sul banco è stata quella delle polemiche legate all’operazione Damasco. Il Mof, dal 6 luglio, giorno in cui scattarono gli arresti della Dda, non ha mai smesso di essere al centro delle polemiche, con richieste di commissariamento provenienti da ogni fronte politico. Una situazione che ha creato un danno di immagine ed economico non indifferente alla struttura di viale Piemonte. Gli operatori hanno voluto ribadire a gran voce che loro con la mafia non c’entrano nulla. Anzi, forse organizzeranno una fiaccolata. Un altro punto su cui gli operatori hanno voluto confrontarsi è l’arrivo di Bruno Placidi, esponente regionale nominato direttamente dal governatore Piero Marrazzo, che sotituirà nel consiglio di amministrazione il presidente uscente Pino la Rocca. La designazione di Placidi vuole rappresentare un segnale forte del rinnovato impegno sulle problematiche della gestione del Mercato ortofrutticolo di Fondi. Proprio per questo la Regione intende, partendo dall’acquisizione delle quote societarie che la Provincia di Latina intende alienare, perseguire diversi obiettivi, primo tra tutti la modifica dello statuto vigente. Poi seguirà l’elaborazione di un programma di sviluppo del comparto, la stipula di un accordo di programma tra Regione Lazio e ministeri competenti per la valorizzazione del Mof, e infine una rinnovata attenzione alle problematiche della sicurezza e della legalità. Dunque sono tanti gli obiettivi che la Regione e il suo presidente Marrazzo si sono posti per il rilancio economico e di immagine del Mof, su cui chi nel mercato lavora da anni se non da decenni ha chiesto chiarimenti.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
lunedì 14 settembre 2009
Recupero immobili storici, pioggia di finanziamenti dalla Regione
Ci sono anche Itri, Fondi e Minturno tra i comuni che beneficeranno dei finanziamenti regionali per il recupero di immobili di pregio. Nel dettaglio nelle tre località i lavori riguarderanno: a Itri l’ex Collegiata Santa Maria Maggiore per un importo di 411.607 euro, a Minturno l’ex casa del contadino Santa Maria Infante per 208.872,75 euro, e a Fondi Palazzo Caetani – Colonna per 940.000 euro. Quest’ultimo contributo è destinato all’ente Parco Regionale dei Monti Aurunci che curerà il restauro. La giunta regionale ha approvato nella giornata di ieri la delibera che finanzia con poco meno di 14 milioni di euro la ristrutturazione di ex caserme, chiese storiche, torri medioevali e castelli. Tornando a Palazzo Caetani, si ricorda che la storica struttura fondana è stata già in buona parte salvata da un altro intervento regionale, utile alla messa in sicurezza e ai primi lavori di recupero, ora, con quest’ulteriore contributo, lo storico immobile fondano tornerà a splendere. In totale sono 38 gli immobili pubblici di pregio per cui sono stati stanziati i finaziamenti, che saranno disponibili nel triennio secondo quanto stabilito dalla finanziaria regionale. “Si salva il patrimonio storico e culturale dei comuni- dichiara il presidente Piero Marrazzo - e nello stesso tempo si alimenta quel circuito virtuoso di investimenti e lavoro necessario per contrastare gli effetti negativi della crisi sull’economia e il tessuto sociale del Lazio. Le nostre azioni hanno permesso di evitare al sistema produttivo della Regione Lazio conseguenze devastanti ed ha contribuito a creare le condizioni per uscire dal tunnel e poter approfittare più di altri della mite ripresa prevista per il 2010”. “A fronte delle richieste pervenute – spiega l’assessore ai Lavori Pubblici, Bruno Astorre - si è deciso di autorizzare il finanziamento fino alla spesa massima complessiva di 9.060.005 euro, somma ripartita nel triennio 2009/2011, di cui 760.000 euro nel corrente esercizio finanziario e 4.424.650 per ciascuno degli esercizi finanziari 2010 e 2011. Al tempo stesso, del predetto finanziamento complessivo si è inteso dedicare il 43% ai piccoli comuni, con una tolleranza dello 0,25% per eventuali arrotondamenti”.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
giovedì 10 settembre 2009
Di Pietro in piazza, scontro con il sindaco
Una bolgia. In questo si è trasformato l’incontro che l’Italia dei Valori ha organizzato per ieri sera in piazza Unità d’Italia a Fondi. Mentre sul palco si stavano alternando i relatori, uniti nel chiedere lo scioglimento del consiglio comunale, il sindaco Luigi Parisella, la sua giunta, il presidente del consiglio Giorgio Fiore, con alcuni consiglieri di centro destra hanno iniziano a protestare con cartelli e urla, tanto da impedire a Nicola Tranfaglia di terminare il suo discorso. Le sue parole hanno scatenato la reazione degli esponenti di centrodestra presenti in piazza. A quel punto ha preso la parola il senatore Stefano Pedica: “Mi meraviglio del sindaco che dovrebbe rappresentare la propria città”. Poi la manifestazione è andata avanti tra urla di protesta provenienti dalla piazza, risposte dal palco e dai cittadini, applausi e forze dell’ordine impegnate a placare gli animi. “Non state rendendo – ha affermato il presidente dell’associazione Caponnetto, Elvio Di Cesare rivolto agli amministratori presenti in piazza – un servizio alla città di Fondi. Dovreste vergognarvi. Questa è l’ennesima dimostrazione del degrado politico e sociale in cui è caduta questa città e la provincia intera a causa di una classe dirigente indegna”. Particolarmente acceso l’intervento di Bruno Fiore, coordinatore cittadino del Pd, che, rivolto al sindaco, ha detto: “Tu andrai a casa con i tuoi amici. Non sei il mio sindaco. Sei il peggior sindaco che Fondi abbia avuto dal dopoguerra ad oggi. Ormai siete isolati”. Dalla piazza qualcuno invoca: «Vattene, non sei il nostro sindaco». Poi la protesta è terminata, il sindaco, il presidente del consiglio e la giunta hanno abbandonato la piazza e l’incontro è andato avanti con il vice prefetto Maria Paola Ingenito del sindacato dei prefetti che ha espresso solidarietà a Frattasi. Di Pietro ha chiuso i lavori ricordando che quello che l’IdV sta contestando “è la mancata decisione del governo sullo scioglimento. Finora non hanno risposto perché c’è una ragione di interesse politico che è stata messa prima della sicurezza e della legittimità”. Riferendosi alla protesta inscenata dagli amministratori: “Già questa è un’azione mafiosa nei confronti di questa città e di questo territorio”.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
Intimidazione al tritolo
Ancora un attentato a Fondi. Una bomba di notevole potenziale esplosivo ha fatto saltare in aria, intorno alle 2 e 30 in via Spinete I, un Fiat Scudo. Il furgone, di proprietà della Caffè Trombetta di Pomezia, era stato dato in comodato d’uso alla Elmi Sas, ditta di distribuzione locale gestita dal 27enne Biagio Faiola con la moglie ed il cognato. L’esplosione che ha mandato in pezzi la parte anteriore del mezzo, ha anche provocato il danneggiamento di quattro auto parcheggiate nelle vicinanze, la rottura dei vetri delle abitazioni circostanti e di alcune tapparelle: l’onda d’urto si è propagata nel raggio di circa 100 metri. Momenti di panico tra i residenti svegliati nel cuore della notte e scesi subito in strada. Diverse centinaia di persone, terrorizzate dalla deflagrazione, hanno abbandonato le proprie
abitazioni. Sul posto sono immediatamente intervenuti i Vigili del Fuoco di Terracina, con loro la squadra mobile della Polizia di Latina con gli investigatori del commissariato di Fondi e la scientifica. Secondo quanto si è appreso dai rilievi effettuati dalle forze dell’ordine, si è trattato senza ombra di dubbio di un attentato, dato che la bomba è stata piazzata molto probabilmente nel cofano del mezzo. Un dato confermato dal ritrovamento del cofano anteriore a diverse decine di metri di distanza. Gli agenti hanno provveduto immediatamente a sentire il proprietario del furgone ed i suoi familiari, i quali hanno dichiarato di non avere ricevuto alcuna minaccia. Accertamenti sono in corso, da parte del personale della scientifica, per risalire alla natura dell’esplosivo. Le indagini, indirizzate a 360 gradi sull’attentato, sono svolte dagli uomini del commissariato di Fondi
coadiuvati dalla locale squadra mobile. Al momento nessuna ipotesi può essere esclusa. Un fatto gravissimo che riaccende i riflettori sulla situazione
dell’ordine pubblico in città. Ora gli abitanti del quartiere alzano la voce e chiedono più sicurezza. Nella zona manca del tutto l’illuminazione pubblica, quindi per gli autori dell’attentato è stato facile piazzare l’ordigno senza dare nell’occhio. Ieri mattina abbiamo ascoltato alcuni abitanti, tutti sono rimasti terrorizzati dall’accaduto. «Ho sentito un rumore fortissimo e mi sono affacciata - ci ha spiegato una signora. Poi ho visto tutti che correvano in strada e sono scesa anche io». Una vicina ci ha indicato i danni subiti dalla sua palazzina, in cui sono andate in frantumi le vetrate sulle scale. Pochi metri più avanti sono le persiane
di diversi appartamenti ad apparire piegate dal calore del fuoco. La forza devastante delle fiamme ha piegato anche la sarracinesca in lamiera di un magazzino e distrutto i parabrezza di diverse automobili. Altri abitanti ci raccontano di essersi precipitati in strada immediatamente. «Non sapevamo cosa fosse successo, ma abbiamo pensato di essere in pericolo. Poi arrivati in strada abbiamo visto il furgone e il disastro che l’esplosione ha creato». «Se qualcuno si trovava a passare - spiega preoccupato un nonno accompagnato dal nipotino - avrebbe rischiato grosso». Proprio in questo sta la triste novità dell’ennesimo attentato incendiario. Per la prima volta è stata messa seriamente a rischio l’incolumità degli abitanti.
Riccardo Antonilli
abitazioni. Sul posto sono immediatamente intervenuti i Vigili del Fuoco di Terracina, con loro la squadra mobile della Polizia di Latina con gli investigatori del commissariato di Fondi e la scientifica. Secondo quanto si è appreso dai rilievi effettuati dalle forze dell’ordine, si è trattato senza ombra di dubbio di un attentato, dato che la bomba è stata piazzata molto probabilmente nel cofano del mezzo. Un dato confermato dal ritrovamento del cofano anteriore a diverse decine di metri di distanza. Gli agenti hanno provveduto immediatamente a sentire il proprietario del furgone ed i suoi familiari, i quali hanno dichiarato di non avere ricevuto alcuna minaccia. Accertamenti sono in corso, da parte del personale della scientifica, per risalire alla natura dell’esplosivo. Le indagini, indirizzate a 360 gradi sull’attentato, sono svolte dagli uomini del commissariato di Fondi
coadiuvati dalla locale squadra mobile. Al momento nessuna ipotesi può essere esclusa. Un fatto gravissimo che riaccende i riflettori sulla situazione
dell’ordine pubblico in città. Ora gli abitanti del quartiere alzano la voce e chiedono più sicurezza. Nella zona manca del tutto l’illuminazione pubblica, quindi per gli autori dell’attentato è stato facile piazzare l’ordigno senza dare nell’occhio. Ieri mattina abbiamo ascoltato alcuni abitanti, tutti sono rimasti terrorizzati dall’accaduto. «Ho sentito un rumore fortissimo e mi sono affacciata - ci ha spiegato una signora. Poi ho visto tutti che correvano in strada e sono scesa anche io». Una vicina ci ha indicato i danni subiti dalla sua palazzina, in cui sono andate in frantumi le vetrate sulle scale. Pochi metri più avanti sono le persiane
di diversi appartamenti ad apparire piegate dal calore del fuoco. La forza devastante delle fiamme ha piegato anche la sarracinesca in lamiera di un magazzino e distrutto i parabrezza di diverse automobili. Altri abitanti ci raccontano di essersi precipitati in strada immediatamente. «Non sapevamo cosa fosse successo, ma abbiamo pensato di essere in pericolo. Poi arrivati in strada abbiamo visto il furgone e il disastro che l’esplosione ha creato». «Se qualcuno si trovava a passare - spiega preoccupato un nonno accompagnato dal nipotino - avrebbe rischiato grosso». Proprio in questo sta la triste novità dell’ennesimo attentato incendiario. Per la prima volta è stata messa seriamente a rischio l’incolumità degli abitanti.
Riccardo Antonilli