Sono decine le attività commerciali gestite da stranieri che insistono a Porta Roma, quartire della città di Fondi in cui si concentra la presenza di immigrati provenienti da ogni parte del mondo. Oltre a Porta Roma è soprattutto il centro storico ad ospitare stranieri. Zone da cui ogni mattina decine di persone alimentano l’economia locale con il loro lavoro. Alle prime luci dell’alba sono in particolare indiani e pakistani, a bordo delle loro biciclette, a mettersi in strada per percorre chilometri su chilometri per giungere nelle campagne della piana. Un “esercito di invisibili” che contribuisce con manodopera a basso costo a tenere in vita interi settori produttivi. I dati forniti dal Comune di Fondi, aggiornati al 31 ottobre scorso, offrono uno spaccato sulla presenza di cittadini immigrati in città. In totale i regolari sono 2234, di cui 1183, ovvero il 53% del totale, sono ragazzi di età compresa tra i 20 ed i 39 anni. Facendo una divisione per nazione di provenienza, notiamo che di questi 609 sono arrivati in città dall’Albania, 24 sono polacchi, 499 rumeni, 89 ucraini e 23 moldavi. Presenti, anche se in maniera minore, due ungheresi, quattro lituani e due estoni. Andando verso oriente sono 44 quelli provenienti dalla Cina, 428 dall’India e 110 dal Pakistan. I numeri scendono se si considerano quelli provenienti dalle Filippine (7), dalla Thailandia e dall’Uzbekistan (due per Paese). Cambiando continente e arrivando in Africa, si registrano 42 cittadini provenienti dall’Algeria, 72 dal Marocco e 74 dalla Tunisia. Pochi i nigeriani (8) e gli egiziani (14). Sul totale delle presenze il 43,8%, quindi 979 stranieri, sono donne, a fronte di 1255 uomini. Dando uno sguardo a livello provinciale, secondo il Rapporto Immigrazione 2009 di Caritas Migrantes, a fine 2008, rispetto al 2007, in provincia di Latina si è regitrata la crescita più vistosa di presenze a livello regionale con il + 30,2%. Un altro dato interessante offerto dal dossier è quello relativo agli alunni stranieri in provincia: sono 4583, a cui vanno aggiunti altri 1021 stranieri nati in Italia che frequenstano le scuole pontine. Rispetto al lavoro sono 25.601 gli occupati nati all’estero. Buona parte del denaro guadagnato viene spedito nel Paese d’origine. Tanto che nel 2008 sono stati più di 34 i milioni di euro in uscita dalla provincia di Latina verso altri Paesi. Dati, questi, ufficiali. Dunque riferibili a quella parte di immigrati che vivono e lavorano a Fondi e in provincia di Latina alla luce del sole. Tanti altri, e non è possibile sapere quanti, sono costretti alla clandestinità. Ad una vita nell’ombra.
Riccardo Antonilli
lunedì 30 novembre 2009
Centrosinistra, il Comitato antimafia cerca di ricucire lo strappo
Il Comitato permanente di lotta alle mafie del Comune di Fondi tenta di ricucire lo strappo tra Partito Democratico e Italia dei Valori. Con una lettera inviata ai segretari regionali dei partiti di centrosinistra, si invitano tutte le forze della coalizione a riunirsi a Fondi il prossimo 10 dicembre per cercare una programma e un candidato a sindaco comune a tutti i partiti. Non va dimenticato che mentre il Pd con Sinistra e Libertà, Rifondazione e Socialisti stanno redigendo un programma e lavorando in vista delle primarie per la scelta del candidato a sindaco, l’Italia dei Valori ha deciso di andare per conto proprio, pensando di candidare a primo cittadino un big, con tutta probabilità il senatore e segretario regionale, Stefano Pedica. Questo perché i dipietristi hanno speso molto sul “caso Fondi” e ora non hanno intenzione di fare le comparse. Proprio sul tema della lotta alle mafie fa leva il Comitato per tentare una mediazione. “Le vicende giudiziarie e politiche che hanno interessato l’amministrazione comunale di Fondi negli scorsi due anni – recita la missiva - hanno fatto sì che il cosiddetto ‘caso Fondi’ diventasse un caso nazionale, interessando i mezzi di comunicazione nazionali e coinvolgendo varie associazioni e tutti i partiti politici. Questo Comitato ritiene che oggi più che mai sia necessario che i ‘riflettori non si spengano’, sia indispensabile che l’attenzione della stampa, della società civile e delle forze politiche resti ‘accesa’ su questo territorio. È indispensabile – sottolineano Corrado Pesce e Vincenzo Trani per il Comitato - che tutte le forze sane del nostro paese lavorino in sinergia avendo come obiettivo primario il ripristino della legalità e della fiducia nelle istituzioni per i nostri cittadini. La campagna elettorale che ci prepariamo ad affrontare – concludono - dovrebbe secondo noi, partire da uno sforzo unitario di tutti i partiti del centro sinistra teso a mantenere quanto più possibile unito il fronte dell’antimafia (cui abbiamo sempre lavorato come Comitato) anche con la presentazione di un’unica lista o, comunque, di un insieme di liste accomunate, però, da un programma e da un candidato alla carica di sindaco unici e da una chiara caratterizzazione antimafia”.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
sabato 28 novembre 2009
Elezioni, Pedica pronto a candidarsi a sindaco
Si sono riuniti ad un centinaio di metri di distanza l’uno dall’altro. Il Partito Democratico e l’Italia dei Valori di Fondi ormai viaggiano su due binari diversi. Giovedì sera i democratici hanno chiamato a raccolta le altre forze del centrosinistra per programmare le primarie utili all’elezione del candidato a sindaco; i dipietristi, invece, si sono riuniti alla presenza del segretario provinciale Enzo De Amicis per valutare se correre da soli alle comunali. L’IdV, dopo la riunione, avrebbe dovuto raggiungere i possibili alleati, ma non è stato così. E alla luce delle parole spese nel pomeriggio dal vice segretario comunale del partito, Brunello di Nardo che, senza peli sulla lingua, ha definito le primarie di coalizione “una stronzata”, non è difficile capire che i candidati a sindaco del centrosinistra, probabilmente, saranno due. Da un lato un big per l’Italia dei Valori: il segretario regionale e senatore, Stefano Pedica; dall’altro il resto del centrosinistra, dunque Pd, Sinistra e Libertà, Rifondazione e Socialisti, con il candidato espressione delle primarie. Il partito che fa capo ad Antonio Di Pietro ha speso molto sul “caso Fondi” nel chiedere lo scioglimento del consiglio comunale e animando rumorose manifestazioni anche a Roma, con protagonista assoluto proprio quello che appare sempre più concretamente come il futuro candidato a sindaco di Fondi, Pedica. Un nome su cui non c’è alcuna convergenza con il resto del centrosinistra. La riunione di coalizione, organizzata dal Pd, è stata utile a programmare i primi passi da compiere in vista della tornata elettorale di marzo. Il centrosinistra ha intenzione di partire da un programma unitario, per poi chiamare la voto i cittadini per la scelta del candidato a primo cittadino. Proprio sulla “questione primarie” si è registrata qualche perplessità da parte delle forze minori, per cui si può arrivare a scegliere un nome in maniera unitaria anche senza chiamare alle urne i fondani. Intanto anche nel centrodestra continuano incontri, ipotesi e voci su candidati e composizione delle coalizioni. Per ora le certezze sono poche. Di sicuro Franco Cardinale, espressione di Nuova Area e altre liste civiche si candiderà a sindaco, come lui - a meno di ripensamenti - ci sarà un candidato espressione della lista civica Progetto Fondi e della Lega. Proprio quest’ultima alleanza era stata oggetto di un pesante attacco dell’Italia dei Valori di Fondi, gli stessi esponenti dipietristi, in seguito, se l’erano presa con il Pd e il resto del centrosinistra per l’ipotesi primarie.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
L'IdV contro le primarie
Appare sempre più insanabile la frattura tra Partito Democratico e Italia dei Valori a Fondi. I democratici, ieri sera, hanno chiamato a raccolta le altre forze di centrosinistra per dettare tempi e regole per organizzare le primarie per decidere il candidato a sindaco. I dipietristi, invece, nel pomeriggio, hanno diramato una nota in cui, senza peli sulla lingua, hanno definito le primarie della coalizione “una stronzata”. E’ il vice segretario fondano dell’IdV , Brunello Di Nardo a chiudere ogni speranza di giungere ad un compromesso tra quelle che sono e due principali forze del centrosinistra. All’origine della divisione c’è proprio la scelta del candidato a primo cittadino. L’IdV vuole un big, un nome forte capace di attirare consensi, il Pd, al contrario, vuole chiamare alle urne i fondani. “Le primarie, - per Di Nardo - presentate come una iniezione di democraticità, non sono nient'altro che la riaffermazione del principio berlusconiano secondo cui il consenso legittimerebbe persone e azioni in ogni circostanza. Il coinvolgimento popolare ad un livello così basso non permette l'espressione della coscienza della base, ma esprime solo il bisogno di un capo carismatico. Trattasi, in definitiva, di una procedura che sancisce la dissoluzione della vita del partito, ridotto a mero organizzatore di eventi, privo di un'attività pulsante, incapace di avviare un ampio dibattito intorno a questioni cruciali come la scelta di un programma e di un leader. I votanti, tenuti lontani dalle sezioni, convocati solo per scegliere il candidato, magari uno sconosciuto che viene indicato loro da qualche burocrate, uno con cui non hanno mai scambiato una sola parola, non vengono rispettati con l'adozione di un metodo, quello delle primarie, più adatto per eleggere le veline che per designare un sindaco”. Infine, viene ufficializzata la decisione di chiamarsi fuori: “L'Italia Dei Valori non intende prestarsi ad un gioco così pericoloso, che rischia di far sprofondare la campagna elettorale in un clima da televoto, ed invita i tesserati, i simpatizzanti e tutti gli interessati ad impegnarsi nella ricostruzione di una vera attività partitica, ripartendo dalle riunioni, dalle discussioni, dai confronti, dalla politica”.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
sabato 21 novembre 2009
Elezioni, spunta l'idea primarie
Ormai si stanno schierando tutti ai blocchi di partenza. Le forze politiche di centrodestra e centrosinistra di Fondi stanno definendo alleanze, liste e soprattutto candidati a sindaco in vista delle comunali di marzo. Tutti - viene da dire – meno che il Pd. In città su tutti i fronti politici si moltiplicano le voci, stanno iniziando campagne adesioni e congressi, nei democratici sembra non ci siano ancore le idee chiare sul prossimo candidato a sindaco. Allora arriva l’idea primarie. Una proposta avanzata da un noto esponente locale, uno stimolo ai colleghi a definire nomi e alleanze il prima possibile. D’altronde anche i probabili alleati dell’Italia dei Valori, sabato scorso si sono riuniti in congresso per definire i primi punti in vista della campagna elettorale. Il segretario cittadino Bruno Mattei ha spiegato come sia “arrivato il tempo di rimboccarsi le maniche per cercare di imprimere le nostre politiche in merito alle prossime elezioni e calare sul territorio il nostro credo, fatto di trasparenza e limpidezza della pubblica amministrazione. Pensiamo che questo territorio abbia bisogno del nostro partito per rappresentare al meglio quella parte della popolazione che ancora crede nelle istituzioni, nella costituzione e nelle leggi dello stato italiano". Sul candidato a sindaco, si è convenuto all'unanimità, che debba essere di alto profilo politico-istituzionale, di valore e che possa rappresentare tutti gli schieramenti che si sono spesi nella lotta sul caso Fondi. Dunque un solo nome per i due schieramenti che maggiormente sono stati impegnati nel chiedere lo scioglimento del consiglio comunale e, forse, anche per le altre forze di sinistra. A destra, intanto, prosegue il cammino di Progetto Fondi che va avanti con la sua campagna elettorale. La lista civica, con il supporto della Lega porterà - almeno nelle intenzioni – un proprio candidato a sindaco contro quello del PdL. Sempre a destra c’è il terzo candidato: Franco Cardinale di Nuova Area.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
Litorale, la Caponnetto sulla "strane" compravendite
Il maltempo dei giorni scorsi ha fatto emergere dalle sabbie di Tumulito a Fondi discariche di eternit e altro materiale edilizio. Materiale che sembra provenire dagli abbattimenti delle costruzioni abusive voluti dal comune di Fondi nell’ambito della rinaturazione della duna. A tal proposito l’associazione Caponnetto chiede al Nipaf e alla Procura della Repubblica di indagare, prestando attenzione anche alle “strane compravendite” di terreni sulla Marina di Fondi e intorno al Mof. “Il maltempo dei giorni scorsi – recita una nota dell’associazione contro le mafie - ha scoperchiato le pentole e messo a nudo quanto è stato fatto con un dispendio di soldi non risibile. Eternit ed altro materiale nocivo sono - interrati con approssimazione - comparsi improvvisamente. Ma non è stata anche abbassata la duna di 2-3 metri e non è anche sparita la macchia mediterranea? – si domandano dalla Caponnetto - Già che ci troviamo, però, vogliamo aggiungere qualche altro spunto per investigatori e magistrati per consentire ad essi come stia andando avanti un disegno di occupazione complessiva di tutta l’area della Marina di Fondi. Ci è stato segnalato che ad un chilometro, un chilometro e mezzo – direzione Sperlonga partendo da Tumulito - c’è uno strano passaggio di proprietà di terreni, sulla costa e al di là della Flacca. La stessa cosa si starebbe verificando nella zona artigianale, nei pressi del Mof”. Una richiesta di approfondimento quella dall’associazione che vuole vederci chiaro sugli interventi di rinaturazione e sulle eventuali connessioni con le compravendite di terreni. Continua, dunque, l’impegno per la trasparenza della Caponnetto, associazione rientrante anche nel Comitato permanente di lotta alle mafie di Fondi. Risale ad un paio di settimane fa la segnalazione alle forze dell’ordine sulle concessioni edilizie firmate da un impiegato del Suap, anziché dal dirigente competente. Una serie di situazioni su cui si chiede una verifica da parte di chi di dovere.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
Mof e centro città, controlli a tappeto della Polizia
Circa 60 agenti della Polizia di Stato hanno effettuato una serie di controlli a Fondi. L’operaizone di quello che in ambienti di Polizia viene definito “pattuglione” ha avuto luogo nella notte a cavallo tra giovedì e venerdì. Le zone maggiormente interessate sono state quella del Mof, il centro cittadino e il litorale. In strada sono scesi gli uomini della Questura di Latina (Upgsp - Squadra volanti, Digos, Squadra mobile, Divisione Pac e Squadra Polizia amministrativa e sociale ), dei commissariati di Fondi, Formia, Gaeta e Terracina, della Polizia Stradale, due unità cinofile di Nettuno, nonchè del Reparto Prevenzione Crimine Lazio. Alla fine dell’operazione una persona è stata denunciata in stato di libertà e cinque autotrasportatori hanno subito contravvenzioni. Gli uomini della Polizia di Stato si sono dedicati principalmente a servizi tesi alla ricerca di stupefacenti, armi e al monitoraggio di pregiudicati. Le operazioni hanno consentito, in particolare all’ingresso del Mercato ortofrutticolo, di controllare 11 autotreni ed di elevare a 5 conducenti, contravvenzioni al codice della strada per irregolarità varie, dalla manomissione dei tachigrafi a gravi inadempienze nella manutenzione dei mezzi stessi. Tra le oltre 70 persone che sono state controllate tra il litorale, il centro di Fondi e la zona del Mof diversi sono risultati i pregiudicati controllati. Uno di loro C.A., del ‘64, nato a Casoria (NA) e residente a Fondi, è stato denunciato per violazione dei sigilli. Nel corso delle numerose perquisizioni effettuate e dei controlli agli esercizi commerciali, uno di essi, con all’interno diversi pregiudicati è stato contravvenzionato per inadempienze amministrative. Una lunga notte utile a tenere sotto controllo il territorio e a monitorare, in particolare, il traffico di automezzi in entrata e in uscita dal Centro agroalimentare all’ingrosso di Fondi.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
Biblioteca, Sinistra e Libertà scrive al commissario prefettizio
Sinistra e Libertà torna sulla difficile situazione del Centro studi multimediale Dan Danino di Sarra di Fondi, scrivendo al commissario prefettizio Guido Nardone per chiedere verifiche e interventi utili “a rimediare in tempi rapidi agli errori di progettazione, realizzazione e funzionamento della nuova biblioteca comunale”. Come si ricorderà nelle scorse settimane a causa del maltempo, in più occasioni, la struttura, inaugurata appena tre anni fa, era stata oggetto di ingenti infiltrazioni d’acqua. Una situazione che aveva messo a repentaglio, oltre al patrimonio librario della bilioteca, anche l’impianto elettrico, le postazioni internet, la sicurezza del personale impiegato e degli utenti. Non va dimenticato, infatti, che la forte pioggia aveva portato anche alla caduta di diversi pannelli del controsoffitto. Nella missiva si chiede: “Di verificare se il complesso denominato Centro studi multimediale Dan Danino di Sarra (comprendente la biblioteca) sia stato realizzato conformemente alle normative vigenti riguardanti le opere pubbliche, sia in materia di sicurezza che in riferimento alla destinazione d'uso quale biblioteca comunale; di accertare altresì se l'opera sia stata sottoposta ai controlli, alle verifiche e ai collaudi tecnici previsti dalle correnti leggi edilizie; risulta quanto meno anomalo – sottolinea il portavoce Umberto Barbato - che una costruzione recente (l'inaugurazione risale alla primavera del 2006) abbia bisogno di interventi di riparazione e di manutenzione straordinari così frequenti e onerosi per l'erario pubblico”. Inoltre Sinistra e Libertà chiede: “Di voler predisporre, anche in vista dell’approvazione del bilancio 2010 dell’ente, un adeguato finanziamento per i necessari e urgenti interventi alla struttura che rimedino agli errori di progettazione e di realizzazione commessi da chi nel passato badava solo all’immagine e non alla sostanza delle cose, specie in un settore in cui il ritorno clientelare è scarso”.
R.A.
R.A.
martedì 10 novembre 2009
Biblioteca, piove e crolla il controsoffitto
La biblioteca di Fondi si è allagata per la terza volta nel giro di due settimane. Ieri mattina, a causa del maltempo della notte a cavallo tra domenica e lunedì, il personale del Centro studi Dan Danino Di Sarra, che ospita la biblioteca comunale, si è trovato di fronte ad una serie di danni incredibili per una struttura inaugurata nel 2006. Oltre alle purtroppo solite infiltrazioni d’acqua, con l’ultima nottata di pioggia sono crollati i pannelli del controsoffitto davanti all’ingresso e l’acqua è pericolosamente penetrata nelle pareti vicino al quadro elettrico. Sulla precaria situazione della struttura si registra anche l’intervento di Umberto Barbato, segretario cittadino di Sinistra e Libertà: «Siamo ormai all’emergenza vera e propria: una costruzione realizzata pochi anni fa mostra ’crepe’ e guasti talmente seri da metterne a repentaglio la frequentazione da parte dei tanti lettori che vi si recano giornalmente. E se d’inverno i problemi dipendono da una struttura che non regge nemmeno banali acquazzoni, d’estate il calore insopportabile, acuito dalla copertura metallica, rende penosa la permanenza in biblioteca. Ci chiediamo: è mai possibile che un’opera pubblica presenti carenze e difetti così macroscopici? Non ci sono precise responsabilità di mancato o insufficiente controllo da parte dei tecnici e degli uffici comunali che dovevano verificare la rispondenza del fabbricato ai requisiti progettuali? Eppure i soldi pubblici sono stati spesi; progettazione, esecuzione dei lavori e collaudi sono stati effettuati. Come spiegare allora la ’truffa’ di un’opera edilizia che giorno dopo giorno si scopre così fragile e scadente? Ove ce ne fosse ancora bisogno, - conclude Barbato - il caso della realizzazione della biblioteca comunale sembra esemplificare un triste e consueto modello di malgoverno che negli ultimi anni ha caratterizzato il Comune di Fondi: l’importante è spendere senza scrupoli risorse pubbliche, i risultati e le conseguenze interessano poco, tanto no si è chiamati a risponderne».
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
Parole e mafia, appuntamento a Fondi
Si terrà domani l’appuntamento fondano con «Parole e mafie», il ciclo di incontri su informazione e criminalità organizzata nel Lazio realizzati dalla Fondazione Libera Informazione in collaborazione con la Casa della Legalità della Regione Lazio. L’appuntamento è all’auditorium di San Domenico con inizio alle ore 18.00. «Cercare le mafie dove non si vedono ma agiscono e si arricchiscono, - recita una nota di presentazione dei lavori - assieme a quello della magistratura e delle forze di polizia è anche compito di una buona informazione e di un buon giornalismo d’inchiesta. Rompere il muro di omertà è un impegno che devono assumersi non solo le forze della società civile ma anche le istituzioni». All’incontro interverranno: don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, Francesco Forgione, coordinatore della Casa della Legalità, Antonio Turri, referente di Libera Lazio e Santo Della Volpe, giornalista di Articolo 21.
R.A.
R.A.
Itri, 45enne muore sul Corso
Lo hanno trovato riverso in terra in Corso Appio Claudio lato Napoli, in pieno centro a Itri. Si tratta del 45enne Alessandro Cortese. A notare il corpo steso sul marciapiede sono stati alcuni passanti, intorno alle 23 di domenica a Itri. Pensando ad un malore o ad uno svenimento, hanno tentato di inutilmente di rianimarlo, ma presto si sono resiconto che per il 45enne non c’era più nulla da fare. A quel punto hanno allertato i Carabinieri e i mezzi del 118. I sanitari, giunti sul posto, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso del Cortese. La salma dell’uomo è stata successivamente trasportata nella camera mortuaria dell’ospedale «Don Luigi Di Liegro». La morte sembra sia dovuta ad un infarto. Le esequie dell’itrano saranno celebrate questa mattina, alle ore 11, nella chiesa di Santa Maria Maggiore. Cortese non era sposato e non aveva una fissa occupazione, saltuariamente lavorava come imbianchino. Il 45enne viveva con la madre, lascia una sorella e due fratelli. L’uomo era molto legato alla locale squadra di calcio, in cui, negli anni passati, aveva anche allenato le giovanili.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
lunedì 9 novembre 2009
Comunali, gli schieramenti si preparano alla tornata di marzo
La campagna elettorale è aperta. A Fondi a marzo i cittadini torneranno alle urne per rieleggere i propri rappresentanti in Comune. Immediatamente dopo la decisione del consiglio dei ministri di non sciogliere per infiltrazioni mafiose e quindi di optare per il commissariamento ordinario, i dimissionari e rieleggibili consiglieri e assessori comunali si sono messi in moto per capire “come muoversi”. Il Popolo delle Libertà, sta cercando di “guardare avanti” e di proporre nuovi nomi nella propria lista. Nuovi nomi e volti a rappresentare il centrodestra che ha guidato la città per quindici anni e che, dopo l’esplosione del “caso Fondi” ha necessità di rinnovarsi. Quindi i dimissionari, o almeno parte di essi, non troveranno posto nel partito e stanno cercando strade alternative per riproporsi, tentando di inserirsi in liste già esistenti o andando per conto proprio anche in appoggio ad un candidato a sindaco alternativo a quello del PdL. Ad avere “aperto le danze” è stata la lista civica progetto Fondi, che nella scorsa amministrazione ha espresso anche il presidente del consiglio Giorgio Fiore. In Progetto Fondi è già certo l’arrivo di un ex assessore, mentre ad altri sono state chiuse le porte. Questo perché gli esponenti di Progetto Fondi sono stati gli unici a non aver rassegnato le dimissioni “scaccia scioglimento”. Intanto, dopo l’esperienza delle provinciali, tornerà anche Franco Cardinale che si candiderà con una lista in appoggio all’asse Ciarrapico – Conte di Nuova Area. La Destra, dopo la pace sancita dal leader Francesco Storace con il PdL, dovrà adeguarsi ad appoggiare il candidato del PdL. A sinistra, a breve, ci sarà un confronto tra il Partito Democratico e le altre forze, per definire innanzitutto il nome del candidato a sindaco. Il Pd ha intenzione, come spiegato proprio a Fondi dal segretario regionale Roberto Morassut, di presentare un esponente locale, al contrario dell’Italia dei Valori che dopo aver investito sul “caso Fondi” cercherà di ottenere il massimo dei consensi anche attraverso la candidatura di un big. Un primo punto di frizione tra le forze di centrosinistra che tenteranno, in ogni modo, di presentarsi unite per fare fronte comune e ristabilire una situazione di equilibrio in consiglio comunale.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
Il centro storico dimenticato
Una traversa di Corso Appio Claudio, proprio di fronte alla cattedrale di Santa Maria, è via Giuseppe Mazzini. Esempio di centro storico “dimenticato”. Basta percorrere pochi metri e sulla sinistra c’è quello che un tempo era il Novocine, cinema chiuso da anni e completamente in abbandono, di fronte c’è un’area, una sorta di piazzetta anch’essa completamente abbandonata e tristemente nota come luogo di incontro dei tossicodipendenti che lì lasciano anche le siringhe. La questione era stata sollevata qualche settimana fa anche dal partito La Destra, una denuncia che però non è servita a mutare lo stato dei fatti. Non è solo via Mazzini a non godere della giusta attenzione. Questo perché manca un piano di recupero della Fondi storica che quindi affianca a edifici privati mirabilmente restaurati, palazzi in totale abbandono. Sul piano degli edifici pubblici, mentre è in fase di ultimazione il restauro del Palazzo del Principe, per il resto va detto che la tendenza negli ultimi anni è stata quella di investire su nuove strutture. La scelta di costruire la nuova casa comunale e di restaurare e realizzare l’anfiteatro su piazza de Gasperi, contribuisce a spostare l’asse del centro cittadino lontano dal “corso” e, senza un’adeguata politica di recupero e promozione della parte storica di Fondi, il degrado per forza di cose riuscirà ad avere la meglio. Corso Appio Claudio che dal Castello arriva fino alle mura megalitiche, passando per la cattedrale di Santa Maria, un pezzo di Fondi vero e proprio “cuore” della città, sta finendo lentamente e inesorabilmente nell’abbandono. Gli stessi fondani, oramai, tendono ad “ignorare” parte di corso Appio Claudio. Con la nuova pizza Municipio e piazza Unità d’Italia rifatta da qualche anno, sono in pochi coloro che passeggiano o si ritrovano sul corso. La speranza è che presto vengano presi provvedimenti utili a risollevare le sorti del centro storico di Fondi, magari con un serio piano di recupero inserito all’interno dei programmi delle forze politiche che si preparano ad affrontare le elezioni comunali di marzo.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
sabato 7 novembre 2009
Profumo di mafia, Fondi su Annozero
Profumo di mafia, un titolo forte quello scelto dalla trasmissione Annozero per la puntata su Fondi. Mafia, una parola che in città non vorrebbe sentire più nessuno. Eppure non c’è modo di non legarla alla cittadina del sud pontino. Vuoi per l’inchiesta Damasco 1 (quattro arresti per usura gravata da modalità mafiose), vuoi per Damasco 2 (33 indagati e 17 arresti, di cui molti per associazione mafiosa) e vuoi per una richiesta di scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose, qui a Fondi ci si trova sempre a parlare di mafia. Tanto che il cosiddetto “caso Fondi” ha ottenuto un’attenzione mediatica non indifferente. Non è un caso che la trasmissione condotta da Michele Santoro abbia deciso di incentrare sulla cittadina del sud pontino un’intera puntata. Quello di giovedì sera è stato un appuntamento televisivo che pochi fondani si sono persi. Nel corso della trasmissione - va detto - non è emerso nulla di nuovo rispetto a quello che lentamente è venuto fuori da un paio d’anni a questa parte. L’ottimo reportage di Stefano Bianchi è stato utile ad ascoltare - o almeno a tentare di farlo - tutti i protagonisti della vicenda. In studio, accanto a Luigi De Magistris (IdV), Claudio Fava (Sinistra e Libertà) e Italo Bocchino (PdL), c’era anche il leader pontino del Popolo della Libertà e fondano doc, Claudio Fazzone. Lui ha giocato il ruolo del difensore della città e degli amministratori, ribadendo pubblicamente la volontà di querelare il prefetto di Latina, Bruno Frattasi per falso. Per Fazzone tutto il “caso Fondi” è una macchinazione messa in piedi per colpire il suo feudo elettorale. Il discorso, a tratti, si è allargato a temi di carattere nazionale e, nonostante le richieste di De Magistris, i due ospiti della maggioranza non hanno spiegato quali fossero le perplessità che hanno spinto il Consiglio dei ministri a non decidere sulla richiesta di scioglimento fino a quando il consiglio comunale non si è dimesso. Dunque, il “caso Fondi” è stato ripercorso, analizzato e reso noto ad una platea nazionale, ma i dubbi non si sono dissolti. I cittadini, quei tanti occhi incollati allo schermo televisivo, appaiono, dopo la puntata, divisi esattamente come lo sono stati durante le indagini e dopo il mancato scioglimento. Accanto a chi crede che la mafia a Fondi non sia altro che un’invenzione, c’è chi è convinto che sarebbe il caso di non negare per evitare che una situazione già critica possa deteriorarsi ulteriormente.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
Processo a Cusani e Scalingi, rinvio in attesa di un nuovo collegio
Si tornerà in aula il 3 febbraio per il processo per abuso di ufficio a carico di Rocco Scalingi e Armando Cusani, rispettivamente sindaco ed ex primo cittadino di Sperlonga. Un lungo rinvio, quello deciso nella prima udienza di ieri, necessario a nominare un nuovo collegio per l’incompatibilità di Claudia Dentato, membro del collegio e già Gup che confermò il rinvio ai giudizio per i due imputati. La vicenda è quella relativa alla rimozione della comandante dei vigili urbani e all’affidamento del medesimo incarico ad una impiegata con funzioni di dirigente. La storia, secondo il pm, è fatta di soprusi da parte dell’amministrazione comunale guidata, al tempo, da Cusani nella veste di sindaco e da Scalingi come membro dell’esecutivo e perpetrata anche nella consiliatura successiva, quella durante la quale è stato eletto l’attuale primo cittadino. Sempre secondo il pm, Scalingi avrebbe firmato una dichiarazione falsa sostenendo che la nomina si rendeva necessaria perché l’ente era sprovvisto di personale con la giusta professionalità per l’esercizio della funzione fino ad allora occupata dalla comandante dei vigili rimossa. La questione, a Sperlonga, accese anche aspre polemiche politiche, con l’opposizione che chiese con fermezza la revoca del provvedimento.
R.A.
R.A.
martedì 3 novembre 2009
Antenna a Porta Roma, per il commissario è tutto in regola
Per ora non ci sarà alcuna sospensione dei lavori e quindi, da un momento all’altro, i lavori per l’installazione del secondo ripetitore perr la telefonia mobile di via Roma potrebbero ricominciare. I cittadini che compongono il Comitato no all’elettrosmog di via Roma, ieri pomeriggio, si sono incontrati con il commissario prefettizio, Guido Nardone chiedendo una sospensione dei lavori per poter analizzare la documentazione ricevuta, solo ieri mattina, dal Comune. Al centro dell’incontro, inoltre, c’è stata la mancanza di alcune parti fondamentali, come il progetto, nelle “carte” fornite dagli uffici comunali al Comitato. Su questo punto Nardone ha rassicurato gli abitanti che avranno la possibilità con consultare tutti i documenti richiesti, ma, al momento, non ci sono i presupposti per fermare l’installazione dell’antenna. Dunque, già questa mattina, gli operari della ditta incaricata potrebbero tornare in via Roma. Anche questa volta, però, non sarà facile portare a termine l’opera iniziata. Dal Comitato, infatti, fanno sapere di non aver alcuna intenzione di restare con le mani in mano e, per la seconda volta nel giro di pochi giorni, si dicono pronti a bloccare di nuovo i lavori. Nel frattempo continua ininterrottamente il presidio in via Roma e la raccolta firme. Il nodo cruciale è la presenza sul tetto della stessa palazzina di un altro ripetitore installato un paio di anni fa. Quindi due impianti, a distanza di pochi metri uno dall’altro, a Porta Roma, uno dei quartieri più popolosi della città di Fondi. Via Roma è tra le più trafficate delle strade fondane, ai piedi della palazzina accanto a quella su cui sta sorgendo la seconda antenna c’è un supermercato, altri market si trovano a poche centinaia di metri, e sempre lì vicino ci sono un Istituto scolastico superiore, una scuola elementare, una media e l’ospedale di Fondi. I cittadini allora chiedonoa gran voce un Piano delle antenne per regolarizzare, una volta per tutte, l’installazione dei ripetitori per la telefonia mobile e scacciare via le paure legate all’inquinamento elettromagnetico.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
lunedì 2 novembre 2009
Concessioni, le tracce nella relazione di Maroni
Il caso delle concessioni edilizie firmate da un impiegato del Suap, anziché dal dirigente competente, inizia a delinearsi con più chiarezza. Ad essere stato approvato in questo modo, tra gli altri, sarebbe un progetto, particolarmente ingente, su cui ci furono accesi scontri tra maggioranza e opposizione anche in commissione urbanistica. Tale opera, ad oggi, è stata ultimata. La pratica, seguita appunto dallo Sportello Unico Attività Produttive, fu poi avallata da un impiegato dello stesso senza che il progetto fosse esaminato e approvato, come da prassi, dal dirigente del settore. La questione è emersa nei giorni scorsi grazie ad una denuncia dell’associazione Caponnetto. Tanto che l’associazione contro le mafie aveva chiesto al comando provinciale dei Carabinieri di Latina ed ai commissari prefettizi di verificare se “la notizia è fondata e se prima del rilascio della certificazione siano stati e vengano effettuati tutti i controlli necessari ad impedire ulteriori infiltrazioni nel tessuto economico e sociale fondano da parte di eventuali soggetti sospettati di collegamenti con la criminalità organizzata”. Che l’urbanistica sia uno dei settori più delicati all’interno di un Comune non è un segreto, se poi il Comune è oggetto di indagini per infiltrazioni mafiose allora la questione si fa più delicata. Basta analizzare la relazione presentata dal ministro dell’Interno, Roberto Maroni al consiglio dei ministri per chiedere lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose, per rendersi conto che i sospetti sono molti. “La commisione (di accesso agli atti, ndr) – recita il documento – ha acclarato come nell’amministrazione comunale si siano radicate anomalie organizzative e procedurali nonché illegittimità gravissime quanto diffuse, i cui esiti hanno spesso oggettivamente favorito soggetti direttamente o indirettamente collegati alla criminalità organizzata”. E non solo, sono state rilevate “irregolarità nell’attività posta in essere in alcuni settori amminstrativi, tra cui, segnatamente, quello dell’urbanistica, che hanno agevolato,, in diverse circostanze, interessi economici di soggetti collegati a esponenti della criminalità di tipo mafioso”.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
Mof, il nuovo Cda
E’ stato nominato il nuovo consiglio di amministrazione della Mof Spa. Accanto a Bruno Placidi, esponente della Regione Lazio, ci sono Francesco Polese, rappresentante del Comune di Fondi e i tre membri espressione dell’Euromof, società che racchiude gli operatori del Mercato: Enzo Addessi, Sergio Pinto e Marco Stravato. Dunque, rispetto a quanto previsto, l’assemblea presieduta da Giuseppe la Rocca (presidente uscente) ha nominato Polese, scelto dal commissario prefettizio Guido Nardone al posto di Salvatore Di Manno, uomo designato dall’ex giunta municipale. L’ufficializzazione del nuovo cda, è il primo passo concreto per la nomina del presidente del Mof, Placidi che succederà a La Rocca. Da ieri il consiglio avrà un mese di tempo per portare avanti gli adempimenti burocratici che porteranno Placidi alla guida della società per azioni che gestisce il Mercato ortofrutticolo più grande d’Italia e secondo in Europa. Il cda è espressione delle quote societarie detenute dalla Regione (30%), Comune (15%), Camera di commercio (6%), e dal consorzio degli operatori Euromof appunto, con il restante 49%. Il presidente è di nomina regionale, è per questo che Placidi succederà a La Rocca. Il nome di Placidi è ormai noto da diversi mesi. Già a settembre fu l’ex governatore regionale, Piero Marrazzo a fare il nome del nuovo esponente in seno al cda, annunciando che la decisione di sostituire i vertici del mercato voleva essere un segnale del rinnovato impegno sulle problematiche della gestione del Mercato ortofrutticolo di Fondi. Proprio per questo la Regione si è posta una serie di obiettivi che nei prossimi mesi saranno portati avanti. Primo tra tutti, e più importante dal punto di vista formale, è la modifica dello statuto. In seguito si passerà alla programmazione, con diversi progetti utili al rilancio del comparto e la stipula di accordi di programma tra Regione Lazio e ministeri competenti per la valorizzazione del Mof. In ultimo l’innalzamento dell’attenzione sulle problematiche relative alle infiltarazioni criminali all’interno della struttura di viale Piemonte. D’altronde non è un caso che il rinnovo delle cariche sia giunto proprio ora, dopo che a luglio l’Antimafia ha portato a termine l’operazione Damasco, per cui sono finiti in cella anche operatori del mercato ortofrutticolo. Una vicenda quella, che ha portato un ingente danno di immagine al Mof e soprattutto ha gettato pesanti ombre sul mercato. Anche perché il Centro agroalimentare è finito al centro delle cronache nazionali, con conseguenze sul piano degli affari che è facile immaginare.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli