E' volato giù dal secondo piano dell'ospedale "San Giovanni di Dio" di Fondi. Una caduta rovinosa quella di Antonio De Angelis, 54enne del posto. L'uomo, ieri mattina intorno alle 9 e 30, è precipitato nel cortile interno del nosocomio dalla scala antincendio. Si trovava ricoverato nel reparto di medicina. Immediatamente si è messa in moto la macchina dei soccorsi. Medici e infermieri del Pronto Soccorso e del reparto di chirurgia hanno appurato che il 54enne non presentava gravi lesioni interne, ma una lunga serie di fratture ossee. Per il De Angelis, quindi, si è reso necessario il trasporto in eliambulanza al «Goretti» di Latina. Le sue condizioni sono serie, ma, secondo i primi accertamenti del personale sanitario, non sarebbe in pericolo di vita. Non è chiaro se la caduta sia di natura accidentale, da addebitare ad un malore o una scivolata, o se l'uomo abbia deciso di lanciarsi nel vuoto (ipotesi più plausibile) a causa di una brutta notizia o di altri problemi legati al suo stato di salute. Naturalmente dalle corsie dell'ospedale le bocche restano cucite. Si tratta di informazioni riservate e personali. Adesso, comunque, poco importa. Il dato più rilevante è che il 54enne, anche se con un politrauma osseo, non è in pericolo di vita, grazie soprattutto al pronto intervento del personale medico del nosocomio fondano. Una vera e propria tragedia sfiorata. L'uomo è caduto sul lato dell'ospedale che affaccia su via San Magno e non sulla provinciale per Lenola, all'interno del cortile e quindi lontano dalle centinaia di persone che si trovavano a transitare, vista la vicinanza del mercato domenicale. Ancora una volta, quindi, si deve prendere atto dell'alta professionalità dei medici e più in generale del personale operante al "San Giovanni di Dio". In questo caso ad intervenire, oltre agli operatori del Pronto Soccorso, sono stati i medici del reparto di chirurgia. Una vera eccellenza della sanità fondana.
Riccardo Antonilli
lunedì 20 dicembre 2010
Eseguono lo sfratto e trovano il cadavere
Erano andati in una casa di fortuna situata a Borgo Sant'Antonio per eseguire uno sfratto, invece si sono trovati davanti un cadavere. Sono stati gli agenti del commissariato di Polizia di Fondi, accompagnati dall'ufficiale giudiziario, ad effettuare la macabra scoperta. Di buon mattino sono arrivati nella frazione litoranea della città di Fondi per eseguire una procedura di routine, ma, aperta la porta, hanno notato un uomo riverso a terra, privo di sensi. Accanto a lui una brace ancora fumante. La vittima è un indiano. Non era lui a vivere stabilmente e abusivamente in quella casa priva di servizi, acqua ed elettricità. Probabilmente si era rifugiato lì nella notte per ripararsi dal freddo pungente. Ma quella brace gli è stata fatale. Almeno così sembra dai primi accertamenti. Sembra sia stato il monossido di carbonio, che ha continuato a sprigionarsi per tutta la notte, mentre lui dormiva, a farlo morire nel sonno, questa l'ipotesi più plausibile al vaglio degli uomini guidati dal vice questore Massimo Mazio. Sul posto anche il 118 che ne ha constatato il decesso. La salma, poi, è stata trasportata presso la camera mortuaria. Un «invisibile», spesso sono definiti così gli immigrati che lavorano nelle campagne di Fondi. La vittima di ieri, secondo i primi accertamenti, era una di loro. Una di quelle tante persone che per pochi, anzi spesso pochissimi soldi tengono viva l'economia agricola di un territorio. Persone che vivono alla giornata, che si arrangiano per andare avanti e che sovente non hanno neanche il denaro sufficiente per dormire in un luogo riparato. E' il caso della vittima di ieri. Le temperature basse di questi giorni non gli avevano lasciato molta scelta, o restare in strada al freddo o rifugiarsi dove non si poteva. Lui ha scelto la seconda possibilità, ma purtroppo ha incontrato un destino tragico.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
lunedì 6 dicembre 2010
Itri, ambulanza data alle fiamme
Incendio doloso ai danni un'ambulanza a Itri. Il mezzo dell'associazione di volontariato Pubblica Assistenza Sud Pontino è andato semi distrutto. La scorsa notte, poco dopo le due, ignoti hanno forzato il portellone dell'ambulanza e hanno appiccato il fuoco dall'interno. Proprio dai segni della forzatura è stata acclarata, fin da subito, la natura dolosa del rogo. Sul posto, oltre ai Vigili del Fuoco di Gaeta, i carabinieri della stazione di Itri, che stanno indagando sul gravissimo episodio. A lanciare l'allarme un giovane che risiede nelle vicinanze della sede associativa. Le fiamme che si sono propagate dal mezzo hanno messo a rischio anche la sicurezza nella palazzina di tre piani in cui trova posto, al pianterreno, la Pubblica Assistenza Sud Pontino. Il mezzo oggetto dell'attentato, era posteggiato nella sede, situata alle spalle di via Civita Farnese, in una zona centrale di Itri. I Vigili del Fuoco hanno operato per circa due ore. Alla fine c'è stato poco da fare per l'ambulanza, il cui interno è andato completamente distrutto, danni anche per la palazzina, la cui facciata è stata annerita. La Pubblica Assistenza è una realtà no profit che conta una cinquantina di soci, presieduta da Francesca Verona, una giovane itrana. L'associazione, affiliata all'Anpas (Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze) è impegnata principalmente in corsi di aggiornamento infermieristico. Ma non solo, si occupa anche di trasferimenti, assistenza a manifestazioni ed eventi, e prestazioni infermieristiche a domicilio. Un episodio gravissimo, su cui stanno indagando i militari guidati dal maresciallo Giovanni Persico. Nessuna pista, al momento, può essere esclusa. Anche i responsabili non sanno spiegarsi l'accaduto. Un dato è risultato evidente da subito: si tratta di una vendetta. Ora bisognerà chiarire se nei confronti dell'associazione in se o se verso qualcuno dei soci.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
Sesso nel giardino del convento, arrivano i carabinieri
Stavano facendo sesso nel giardino del convento dei padri passionisti a Itri, quando sono stati sorpresi dai carabinieri. Protagonisti della vicenda un ragazzo e una ragazza del posto, accompagnati da un'amica che faceva da «palo». I tre si sono introdotti nella proprietà passando dal cancello rotto, poi la coppia si è appartata, mentre la seconda ragazza è rimasta ferma all'ingresso. Un luogo isolasto, abbastanza grande da non essere visti. Dev'essere stato questo il pensiero dei giovani che hanno scelto proprio il giardino di un luogo sacro per cercare un po' di intimità. Un posto che si è rivelato troppo tranquillo, visto che i loro movimenti hanno insospettito alcuni vicini, che, pensando si potesse trattare di malintenzionati, hanno immediatamente allertato i carabinieri della locale stazione. I militari si sono precipitati sul posto e hanno sorpreso i due in atteggiamento intimo. Avvisati dell'accaduto, i padri passionisti hanno deciso di non sporgere denuncia, ma, al contempo, padre Mario Corvino si è impegnato a parlare con i genitori dei giovani itrani protagonisti dello spiacevole episodio. L'obiettivo è stato quello di chiedere ai familiari di prestare maggiore attenzione ai figli, di ascoltarli e seguirli. Eppure, nonostante le buone intenzioni, gli è capitato anche di essere insultato da uno dei genitori dei giovani. Un atteggiamento a cui i passionisti sono loro malgrado abituati. Già in passato si sono trovati di fronte l'ostilità di parenti di persone in difficoltà per problematiche di altro tipo, nonostante i toni pacati adoperati. Un episodio, quello della scorsa notte, generato fodamentalmente dall'incoscienza e dalla voglia di trasgredire dei tre giovanissimi. Senza ombra di dubbio l'intervento dei militari e la vergogna di essere sorpresi, in futuro li farà riflettere prima di ripetere azioni simili.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
Sperlongano derubato micaccia il suicidio
Si stava recando a Frosinone per effettuare dei pagamenti per la ditta per cui lavora. Un 48enne, piccolo artigiano di Sperlonga, però, ha deciso di prendersi un caffè sulla Monti Lepini. E' bastato un attimo di distrazione, perché qualcuno notando la valigetta la sottraesse al legittimo proprietario. All'interno c'erano parecchi soldi, ma soprattutto denaro di proprietà dell'azienda. Appena si è reso conto dell'accaduto, lo sperlongano è entrato nel panico. Ha minacciato di suicidarsi, e a poco sono servite le rassicurazioni dei presenti. Poi, è salito a bordo della sua vecchia Skoda e ha iniziato a vagare, fino ad imboccare senza una meta l'autostrada per Roma. Una situazione delicata e terribilmemnte pericolosa, con un uomo che minaccia di suicidarsi al volante della sua vettura. I presenti, quindi, hanno provveduto ad allertare le forze dell'ordine e a scongiurare una possibile tragedia. Il pronto
intervento della sottosezione A1 della Polizia stradale di Frosinone ha fatto sì che il 48enne fosse rintracciato e bloccato all'altezza di Anagni. Anche in presenza degli agenti l'artigiano non è riuscito a recuperare lucidità, restando in stato confusionale e minacciando il suicidio. Tanto che è stata contattata la consorte, che, giunta sul posto, ha rincuorato l'uomo. Gli stessi agenti agli ordini del sostituto comandante Fabrizio Di Giovanni hanno chiamato il titolare della ditta, spiegandogli quanto accaduto. Quest'ultimo sembra aver capito la situazione e quanto la distrazione sia costata, anche se non in termini economici, al suo impiegato. I poliziotti hanno poi fatto una colletta per permettere alla coppia di rientrare a Sperlonga.
Riccardo Antonilli
intervento della sottosezione A1 della Polizia stradale di Frosinone ha fatto sì che il 48enne fosse rintracciato e bloccato all'altezza di Anagni. Anche in presenza degli agenti l'artigiano non è riuscito a recuperare lucidità, restando in stato confusionale e minacciando il suicidio. Tanto che è stata contattata la consorte, che, giunta sul posto, ha rincuorato l'uomo. Gli stessi agenti agli ordini del sostituto comandante Fabrizio Di Giovanni hanno chiamato il titolare della ditta, spiegandogli quanto accaduto. Quest'ultimo sembra aver capito la situazione e quanto la distrazione sia costata, anche se non in termini economici, al suo impiegato. I poliziotti hanno poi fatto una colletta per permettere alla coppia di rientrare a Sperlonga.
Riccardo Antonilli
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