giovedì 15 gennaio 2009

Abusivismo edilizio, due denunce

Ancora sequestri per abusivismo edilizio a Itri. Questa volta i carabinieri della locale stazione, nella giornata di martedì, hanno denunciato in stato di libertà, per violazione delle norme di ampliamento in difformità alla concessione edilizia ed assenza della prescritta tabella, il 33enne, C.L. e il 23enne, A.L., entrambi del luogo. I due, su due distinti immobili destinati a depositi agricoli siti in località Monte Vivolo, hanno realizzato, in violazione alle concessioni edilizie rilasciate, un aumento della superficie coperta rispettivamente di 26 e 27 metri quadri. I due cantieri, inoltre, sono risultati privi della prescritta tabellonistica. Gli immobili, del valore rispettivamente di 300.000 e 250.000 euro circa sono stati sottoposti a sequestro. Dopo un periodo di relativa calma, dunque, torna d’attualità il fenomeno abusivismo nel comune di Itri. Il 2008 è stato un anno segnato da continue operazioni volte a debellare la piaga abusivismo. Se ne ricordano oltre quaranta portate a termine soprattutto dai carabinieri della locale stazione, comandati dal maresciallo Giovanni Persico. I reati sono sempre gli stessi: “costruzione edilizia in totale assenza di concessione”, “falso ideologico commesso dal privato in atto pubblico”, “truffa in danno della pubblica amministrazione” e altri. Ma quello che più desta preoccupazione in paese è la quantità di richieste di condono presentate per opere ancora non realizzate. Secondo alcune denunce pubbliche sarebbero oltre 600 le istanze di condono “preventivo” giacenti negli uffici comunali. Una pratica che, va ricordato, è illegale. Gli 11.000 ettari di estensione territoriale di cui il comune itrano può godere, evidentemente, fanno gola a chi vuole costruire senza “preoccuparsi” di ottenere le dovute autorizzazioni o che le zone da cementificare siano sottoposte a vincolo paesaggistico. Le località “Santo Stefano”, “Magliana”, solo per citarne un paio, tutte situate fuori dal centro abitato si stanno trasformando, sotto gli occhi dei cittadini, in aree residenziali.
Riccardo Antonilli

sabato 10 gennaio 2009

Agguato, si segue la pista della droga

Vanno avanti nel più stretto riserbo le indagini dei carabinieri della compagnia di Terracina sull’atto intimidatorio subito da Andrea Pannone nella serata di giovedì. Gli inquirenti sembrano prediligere la pista legata allo spaccio di sostanze stupefacenti. L’uomo, le cui condizioni già non gravi sono in miglioramento, resta ricoverato al “Dono Svizzero” di Formia e si rifiuta di collaborare con i militari. Pannone, 36enne residente a Monte San Biagio, è rimasto ferito alle gambe e ad una mano da ben quattro colpi di pistola esplosi da tre ignoti che lo hanno aspettato, a bordo di una Fiat, davanti all’ex casello ferroviario che la vittima utilizza come abitazione. Appena lo hanno visto arrivare, sono scesi e hanno esploso i colpi di arma da fuoco. La vittima, che è riuscita a ripararsi dietro la propria automobile, nonostante le ferite, è riuscita a risalire in macchina e recarsi da solo presso il pronto soccorso del vicino ospedale «San Giovanni di Dio» di Fondi. Qui i sanitari hanno eseguito le prime medicazioni e ne hanno ordinato il trasferimento presso il «Dono Svizzero» di Formia. La pista della vendetta negli ambienti dello spaccio viene prediletta dai carabinieri, anche alla luce dei precedenti di Pannone. Il 36enne, infatti, è già noto alle forze dell’ordine, in particolare per reati legati appunto allo spaccio di droga. L’episodio di giovedì è l’ennesimo atto intimidatorio di una gravità inaudita che si verifica sul territorio della piana. L’agguato subito da Pannone, consumatosi a Monte San Biagio, fa seguito ad altri gravi atti criminosi che hanno contraddistinto la realtà della vicina Fondi negli ultimi mesi. A dicembre un episodio molto simile ha fatto finire in ospedale, con una ferita da arma da fuoco al piede, un commerciante ortofrutticolo di Fondi. Anche in quel caso la vittima si era trovato gli assalitori sotto casa. Eppure i due episodi sono profondamente diversi. Nel caso di Pannone i malviventi non hanno cercato di rubare alcun incasso, ma solo ed esclusivamente di colpire e spaventare la vittima. Si tratta probabilmente di una vendetta in piena regola. Qualunque sia l’origine della sparatoria resta la preoccupazione per l’ennesimo episodio criminoso consumatosi sulla piana.
Riccardo Antonilli

Agguato sotto casa, gambizzato

E’ stato un agguato in piena regola quello portato a termine da ignoti
ai danni di Andrea Pannone. L’uomo, 36enne residente a Monte San Biagio,
è rimasto ferito alle gambe e ad una mano da ben quattro colpi di pistola.
Il tutto si è verificato intorno alle 22 e 45 di mercoledì sera sull’Appia
nel territorio di Monte San Biagio. Erano in tre e lo hanno aspettato,
a bordo di una Fiat, davanti all’ex casello ferroviario che la vittima
utilizza come abitazione. Appena lo hanno visto arrivare, sono scesi e
hanno esploso i colpi di arma da fuoco. La vittima, nonostante le ferite,
è riuscita a risalire in macchina e recarsi da solo presso il pronto soccorso
del vicino ospedale «San Giovanni di Dio» di Fondi. Qui i sanitari hanno
eseguito le prime medicazioni e, ritenendo necessario un intervento chirurgico
per le ferite alle gambe, ne hanno ordinato il trasferimento presso il
«Dono Svizzero» di Formia. Le condizioni nel nosocomio formiano sono state
giudicate meno gravi del previsto e così il Pannone è stato ricoverato,
senza essere operato, con una prognosi di trenta giorni. L’inchiesta sul
grave episodio intimidatorio è stata affidata ai carabinieri della compagnia
di Terracina. Gli inquirenti, oltre ad aver raccolto elementi utili suo
luogo del’agguato, stanno scavando nelle frequentazioni e nel passato della
vittima. Il 36enne, infatti, è già noto alle forze dell’ordine, in particolare
per reati legati allo spaccio di droga. Un fatto gravissimo che pone nuovi
interrogativi sulla situazione ordine pubblico nel territorio della piana.
L’agguato, consumatosi a Monte San Biagio, fa seguito ad altri gravi atti
criminosi che hanno contraddistinto la realtà della vicina Fondi negli
ultimi mesi. A dicembre un episodio molto simile ha fatto finire in ospedale,
con una ferita da arma da fuoco al piede, un commerciante ortofrutticolo
di Fondi. Anche in quel caso la vittima si era trovato gli assalitori sotto
casa. Ma nel precedente si trattava di due rapinatori che cercarono di
strappare via dalle mani del commerciante un borsello contenete l’incasso
della giornata; nel caso di mercoledì, invece, le motivazioni sono diverse
e ancora oscure. L’obiettivo era quello di ferire e «avvisare» la vittima.
Riccardo Antonilli

giovedì 8 gennaio 2009

Carbonizzato, svolta nelle indagini

Svolta nelle indagini sulla morte di Roberto Migliozzi. Ieri mattina una decina tra carabinieri e poliziotti hanno notificato il provvedimento di sequestro di un furgone Iveco al 30enne pregiudicato, Johnny Lauretti. Gli inquirenti, intorno alle 10 e 30 di mattina, si sono recati nel quartiere Portone della Corte, dove il Lauretti si trovava a casa con la ex moglie e le due figlie, notificando il sequestro del mezzo che l’uomo utilizza per acquistare e vendere materiale ferroso. Come ha specificato il legale del 30enne, l’avvocato Pasquale Cardillo Cupo: “Lauretti non è indagato, ma è solo una persona informata dei fatti. Nei giorni scorsi, - sottolinea il legale – avendo saputo che il mio assistito era attenzionato in seguito all’amicizia con il Migliozzi e per i precedenti legati allo spaccio di stupefacenti, ci siamo presentati spontaneamente in commissariato, per rilasciare agli inquirenti dichiarazioni utili. Il mio assistito – conclude – non ha nulla da nascondere, siamo tranquilli”. Il sequestro, probabilmente, servirà agli uomini diretti dal vice questore aggiunto Eugenio Marinelli, per verificare se sul mezzo siano presenti tracce di sangue o liquido infiammabile, riconducibili alla scomparsa del 28enne fondano. Il lavoro degli inquirenti, comunque, continua a 360 gradi e non esclude altre ipotesi. Per ora si sta battendo ogni pista per scongiurare il coinvolgimento di terzi nella tragica scomparsa. Va sempre tenuto presente che i primi risultati dell’autopsia, eseguita a Latina dal medico legale, Filippo Milano, non hanno fatto emergere alcun segno di lesione traumatica. Quindi non ci sono segni di colluttazione. Il decesso del 28enne sembra essere stato causato dalle fiamme che gli hanno provocato ustioni su tutto il corpo. Ovviamente per avere più certezze si dovranno attendere i risultati dell’esame istologico e tossicologico, per cui è necessario aspettare sessanta giorni. Il sequestro, quindi, non deve far pensare ad un cambio di rotta investigativo, ma va inteso semplicemente come la conseguenza di un’indagine che non esclude ancora alcuna pista. Le ipotesi suicidio o incidente restano pienamente valide.
Riccardo Antonilli

martedì 6 gennaio 2009

Politica, le spaccature

Non sarà un anno semplice quella appena iniziato per l’amministrazione comunale di Fondi. Come già accaduto nel corso di quasi tutto il 2008, la macchina amministrativa stenterà a ripartire a pieno regime, almeno finché il ministro dell’Interno Roberto Maroni non si pronuncerà sulla richiesta di scioglimento del consiglio comunale di Fondi, presentata l’8 settembre scorso dal prefetto di Latina, Bruno Frattasi. Una situazione che ha spinto il consiglio comunale, in maniera unitaria, a chiedere al ministro di decidere celermente sulle sorti dell’amministrazione comunale. In una città ancora sconvolta dal grave atto intimidatorio ai danni del capannone del presidente del consiglio comunale Giorgio Fiore, preceduto da altri gravi atti criminosi, l’unica strada per ritrovare serenità è quella di sciogliere il “nodo” sulla legittimità dell’amministrazione Parisella. Al di là dell’unità dei presenti (20 consiglieri su 31) nel corso del consiglio straordinario sull’ordine pubblico del 29 dicembre scorso, non sono mancate le polemiche tra gli schieramenti politici. Il Partito Democratico continuerà a non presentarsi nei consigli comunali e nelle commissioni finché Maroni non si pronuncerà. L’altra forza di centrosinistra, Fondi Viva continuerà a disertare solo le commissioni, così come Claudio Padula del gruppo misto. Una diversità di atteggiamento che ha portato anche alla nascita di qualche polemica interna all’opposizione. Qualche spaccatura non manca neanche nella maggioranza. Antonio Forte di Alleanza Fondana non parteciperà ai consigli in attesa delle determinazioni del ministro. Qualcun’altro come Xenio Bortone (Forza Italia) risulta assente già da diverse riunioni, al pari di Maurizio Cima dell’Udc. Va sottolineato che sia la giunta sia il consiglio hanno lavorato continuamente all’ordinaria amministrazione e all’approvazione di alcuni punti di rilievo, nonostante le indagini e la seguente richiesta di scioglimento. Ma, mentre l’incertezza continuerà ad aleggiare in città e nelle stanze di palazzo san Francesco, portando con se un carico di polemiche e veleni, altri grandi temi che attendono di essere esaminati resteranno irrisolti. Per tentare di uscire da questo “limbo” il consiglio ha invitato Maroni a decidere, la speranza, ora, è che i tempi siano stretti.
Riccardo Antonilli

Carbonizzato, le indagini

Proseguono a ritmo serrato le indagini del commissariato di Polizia di Fondi, diretto dal vice questore aggiunto Eugenio Marinelli, sulla morte di Roberto Migliozzi. Come si ricorderà il 28enne fondano è stato trovato privo di vita e gravemente ustionato, sulla soglia di una baracca adiacente la casa in campagna di famiglia in via Capocroce a Fondi, nella tarda mattinata di martedì 30 dicembre. Sono diverse le piste che continuano ad essere battute dagli inquirenti. Le ipotesi suicidio o incidente restano quelle predilette, anche perché i primi risultati dell’autopsia, eseguita a Latina dal medico legale, Filippo Milano, non hanno fatto emergere alcun segno di lesione traumatica. Quindi non ci sono segni di colluttazione. Il decesso del 28enne sembra essere stato causato dalle fiamme che gli hanno provocato ustioni su tutto il corpo. Ovviamente per avere più certezze si dovranno attendere i risultati dell’esame istologico e tossicologico, per cui è necessario aspettare sessanta giorni. Va anche ricordato che la vita del Migliozzi non era stata particolarmente semplice negli ultimi tempi. Il 28enne, di recente, aveva perso la madre e anni addietro il padre. Per lui sembra che la prematura scomparsa della genitrice fosse stato un colpo duro da sopportare, tanto che pare soffrisse di alcuni disagi psicologici, derivanti dalla tragica scomparsa. Migliozzi attualmente era disoccupato e aveva a suo carico una arresto datato 23 ottobre, giorno in cui era stato fermato a Formia dalla Polizia, perché trovato in possesso, con Paolo Corsini di 26 anni e Kwasi Yunima Adjei di 28 anni, cittadino extracomunitario originario del Ghana e domiciliato a Minturno, di 40 grammi di cocaina. All’arresto era seguita la condanna a dieci mesi, pena sospesa. Le indagini, comunque, restano aperte e non è escluso che gli uomini di Marinelli vogliano accertare, attraverso l’ascolto di persone vicine al deceduto, che non vi siano altri “lati oscuri” nella prematura scomparsa del fondano.
Riccardo Antonilli

venerdì 2 gennaio 2009

Muore carbonizzato, è mistero

E’ mistero sulla morte del 28enne Roberto Migliozzi, trovato privo di vita e gravemente ustionato sulla soglia di una baracca adiacente la casa in campagna di famiglia in via Capocroce, 21 a Fondi. E’ stato il fratello della madre, Concetta Gargiulo, deceduta appena un mese fa, ad effettuare la macabra scoperta. Lo zio, in tarda mattinata, era andato a potare alcune piante nel terreno di famiglia, quando, arrivato in prossimità della baracca, si è trovato davanti il nipote ormai privo di vita e con ustioni su tutto il corpo. Sul posto, in seguito, sono arrivati gli uomini del commissariato di Polizia di Fondi, diretti dal vice questore aggiunto Eugenio Marinelli che hanno provveduto ad effettuare i rilievi di rito, il pubblico ministero Chiara Riva e il medico legale, Milano. Sul corpo del giovane fondano è stata disposta l’autopsia in programma per domani a Latina. Solo l’esame autoptico potrà chiarire se la tragica scomparsa del Migliozzi si deve ad un incidente o alla volontà del giovane. Le uniche certezze, per ora, sono che il 28enne è stato ritrovato con le gambe aperte e le braccia anchilosate, in una posizione tale da lasciar intendere che si sia dimenato a lungo prima di perdere la vita e che sul posto non sembra essere stata rilevata alcuna traccia di qualche combustibile che avrebbe potuto dare il la alle fiamme. Secondo i primi rilievi la morte del Migliozzi risale alle prime ore del mattino, ben prima, quindi, del ritrovamento dello zio. Il 28enne, che aveva di recente perso la madre e anni addietro il padre, lascia due sorelle e due fratelli. Per lui sembra che la prematura scomparsa della madre fosse stato un colpo duro da sopportare, tanto che pare soffrisse di alcuni disagi psicologici, derivanti dalla tragica scomparsa. Migliozzi attualmente era disoccupato. Per il 28enne, il 23 ottobre scorso, era anche scattato l’arresto a Formia, ad opera della Polizia, perché trovato in possesso, con Paolo Corsini di 26 anni e Kwasi Yunima Adjei di 28 anni, cittadino extracomunitario originario del Ghana e domiciliato a Minturno, di 40 grammi di cocaina. Arresto seguito da una condanna con patteggiamento a dieci mesi di reclusione e al pagamento di 2.600 euro di spese processuali, pena sospesa. Al di là dei motivi che hanno provocato la scomparsa del 28enne, resta un grande dolore dei famigliari e conoscenti di Roberto. Il vuoto lasciato dal giovane è stato testimoniato dal via vai continuo di persone che ieri si è stretto intorno alla famiglia.
Riccardo Antonilli