giovedì 8 gennaio 2009

Carbonizzato, svolta nelle indagini

Svolta nelle indagini sulla morte di Roberto Migliozzi. Ieri mattina una decina tra carabinieri e poliziotti hanno notificato il provvedimento di sequestro di un furgone Iveco al 30enne pregiudicato, Johnny Lauretti. Gli inquirenti, intorno alle 10 e 30 di mattina, si sono recati nel quartiere Portone della Corte, dove il Lauretti si trovava a casa con la ex moglie e le due figlie, notificando il sequestro del mezzo che l’uomo utilizza per acquistare e vendere materiale ferroso. Come ha specificato il legale del 30enne, l’avvocato Pasquale Cardillo Cupo: “Lauretti non è indagato, ma è solo una persona informata dei fatti. Nei giorni scorsi, - sottolinea il legale – avendo saputo che il mio assistito era attenzionato in seguito all’amicizia con il Migliozzi e per i precedenti legati allo spaccio di stupefacenti, ci siamo presentati spontaneamente in commissariato, per rilasciare agli inquirenti dichiarazioni utili. Il mio assistito – conclude – non ha nulla da nascondere, siamo tranquilli”. Il sequestro, probabilmente, servirà agli uomini diretti dal vice questore aggiunto Eugenio Marinelli, per verificare se sul mezzo siano presenti tracce di sangue o liquido infiammabile, riconducibili alla scomparsa del 28enne fondano. Il lavoro degli inquirenti, comunque, continua a 360 gradi e non esclude altre ipotesi. Per ora si sta battendo ogni pista per scongiurare il coinvolgimento di terzi nella tragica scomparsa. Va sempre tenuto presente che i primi risultati dell’autopsia, eseguita a Latina dal medico legale, Filippo Milano, non hanno fatto emergere alcun segno di lesione traumatica. Quindi non ci sono segni di colluttazione. Il decesso del 28enne sembra essere stato causato dalle fiamme che gli hanno provocato ustioni su tutto il corpo. Ovviamente per avere più certezze si dovranno attendere i risultati dell’esame istologico e tossicologico, per cui è necessario aspettare sessanta giorni. Il sequestro, quindi, non deve far pensare ad un cambio di rotta investigativo, ma va inteso semplicemente come la conseguenza di un’indagine che non esclude ancora alcuna pista. Le ipotesi suicidio o incidente restano pienamente valide.
Riccardo Antonilli

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