Un 25enne pakistano è stato accoltellato nel primo pomeriggio di venerdì in pieno centro a Fondi. A sferrare tre fendenti contro il giovane immigrato è stato Luigi Zannella, 41enne camionista del posto, successivamente tratto in arresto dalla Guardia di Finanza di Fondi. L’aggressione si è consumata in Corso Appio Claudio intorno alle 15. Stando ad una prima ricostruzione sembra che qualche minuto prima il pakistano si trovasse con un connaizonale in piazza Unità D’Italia e che qui, all’ombra della statua di San Rocco sia nato un diverbio tra i due e il camionista. Il 41enne sembra sia arrivato su Corso Italia e abbia lasciato il camion per strada e sia sceso. Qui pare sia nato un primo diverbio con una signora impossibilitata a transitare per la presenza del camion. L’uomo avrebbe liquidato la donna con degli insulti e si sarebbe avviato verso la piazza. Secondo alcune testimonianza lo Zannella, già in questo primo momento, dimostrava di non essere propriamente in se, forse in preda ai fumi dell’alcol. Giunto in piazza, il 41enne ha incontrato gli immigrati e qui è iniziato un acceso diverbio. I due giovani, quindi, dopo aver subito le ingiurie del fondano, hanno deciso di allontanarsi dalla piazza e hanno imboccato Corso Appio Claudio. Eppure lo Zannella si è messo ad inseguirli e, lungo il tragitto, sono continuati a volere insulti tra i due pakistani e il camionista. Finché dalle parole non si è passati ai fatti e, nel corso di una colluttazione, Zannella ha tirato fuori un colettello e colpito per ben tre volte il 25enne. Il giovane, colpito anche alla schiena perforato un polmone, è caduto in terra in una pozza di sangue, mentre il 41enne si è allontanato tornando indietro verso la piazza. Mentre il pakistano era riverso a terra si è trovata a transitare una ragazza di Fondi, di mestiere infermiera, che è riuscita, con l’aiuto di alcuni residenti del luogo che le hanno fornito degli asciugamani bagnati, a tamponare le ferite del giovane e ad allertare i soccorsi. Il ragazzo è stato trasportato dai sanitari presso l’ospedale “San Giovanni di Dio”. Qui è stato sottoposto ad un delicato intervento chiurgico. Attualmente è ricoverato in prognosi riservata ed è giudicato fuori pericolo. Nel frattempo il 41enne è stato fermato da una pattuglia delle fiamme gialle che stava effettuando dei controlli in zona ed è stato trasportato nelle camere di sicurezza della Compagnia di Fondi. Zannella è difeso dall’avvocato Francesco Di Ciollo, per lui il pm Marco Giancristofaro ha disposto l’arresto.
Riccardo Antonilli
lunedì 31 agosto 2009
martedì 25 agosto 2009
Damasco, la posizione di Trani
Nell’ordinanza del Gip Cecilia Demma viene spiegato che nella Parravano – Trani, nella Tripos Multiservizi e nella Lazio Net Service (queste ultime di Carmelo Tripodo): “Veniva reinvestito il provento dei delitti di usura e traffico di sostanze stupefacenti, per acquistare illecitamente, in modo diretto o indiretto, utilizzando la forza dell’intimidazione derivante dal vincolo associativo e la condizione di assoggettamento ed omertà che ne deriva (condizione favorita dal collegamento tra le famiglie Trani e Tripodo con la ‘ndrangheta calabrese ed in particolare con il clan La Minore) la gestione o comunque il controllo monopolistico di attività economiche, di concessioni, di autorizzazioni, appalti e servizi pubblici.” Nella stessa ordinanza sono riportati alcuni stralci della relazione della commissione prefettizia di accesso agli atti del comune di Fondi e anche lì emerge la figura del Trani. In particolare le dichiarazioni del tenente dei carabinieri Mario Giacona dipingono un quadro chiaro dei rapporti intessuti tra comune e coinvolti in Damasco. “E’ da dire – ha spiegato Giacona - che senza alcuna gara pubblica in via diretta e fiduciaria determinata da pretese ragioni d’urgenza, l’agenzia Parravano – Trani ha ricevuto vari incarichi dal comune di Fondi. Per rimanere al periodo 2004-2007 gli incarichi hanno riguardato la stampa di manifesti mortuari di persone che a vario titolo erano legate al comune o perché dipendenti o perché congiunti dei dipendenti. Questo tipo di incarico è stato affidato solo ed esclusivamente alla ditta Parravano – Trani anche se nel comune di Fondi vi sono altre quattro agenzie di pompe funebri. L’incarico più significativo ricevuto sempre in via fiduciaria è stato quello relativo alla rimozione di resti cadaverici dalla cripta della ex Chiesa di san Domenico. Specifico – continua – che non vi fu neanche una gara informale documentata tra le diverse agenzie. L’incarico venne dato direttamente all’agenzia del Trani che percepì circa 8 mila euro”.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
domenica 23 agosto 2009
"Ridiamo senso alla legalità", Il Pd con Veltroni a Fondi
“Ridare un senso alla parola legalità e restituire dignità alla città”. Sono queste le motivazioni che hanno spinto il Partito Democratico ad organizzare la manifestazione tenutasi ieri pomeriggio davanti alla nuova Casa comunale. Una location scelta non a caso dai democratici. Un luogo simbolo dell’amministrazione Parisella, di una classe politica messa in discussione dalla relazione della commissione di accesso agli atti nominata dal prefetto di Latina, che l’8 settembre del 2008 ha chiesto lo scioglimento del consiglio comunale. Poi sono arrivati i ritardi e i rinvii del consiglio dei minsistri, fino alla decisione del governo di riesaminare il caso alla luce della nuova normativa in materia. Allora il Pd ha deciso di riunirsi a Fondi per incontrare citttadini, associazioni e sindacati e di chiedere lo sciolgimento del consiglio. E lo ha fatto con uno delgi uomini più rappresentativi del partito, l’ex segretario e neo membro della commissione antimafia, Valter Veltroni. Proprio lui ha spiegato di aver chiesto ai vertici locali di organizzare l’incontro. Con lui sono giunti in città Laura Garavini, capogruppo del Pd in commissione pralamentare antimafia; Luisa Laurelli, presidente della commissione legalità della Regione; Pina Picerno, responsabile legalità del partito; l’onorevole Sesa Amici e il segretario regionale Roberto Morassut, oltre agli esponenti locali. Il coordinatore cittadino, Bruno Fiore ha elencato una serie di proposte per ristabilire il senso della legalità, tra cui l’intitolazione della piazza antistante il nuovo comune a Falcone e Borsellino, eroi simbolo della lotta alla mafia. “Come Pd – ha dichiarato la Garavini – su Fondi stiamo lavorando da mesi, ma ci troviamo davanti alla strafottenza del governo. Abbiamo visto le carte, le abbiamo studiate e purtroppo, ci sono elementi di collusione tra politici locali e criminalità organizzata”. La Picerno: si è detta “inorridita e schifata” dall’atteggiamento del governo. L’onorevole ha poi ricordato che “Fondi è solo la punta dell’iceber, tutto il territorio circostante è caratterizzato da infiltrazioni”. Per la Laurelli: “Su Fondi il governo ha dimostrato una gestione strabica. Ci sono – ha continuato – presenza e ormai radicate dimostrate dagli atti della magistratura. Non credo – ha concluso – esista un altro paese in cui un presidente del consiglio smentisce un suo ministro. A questo punto o si dimetta o Berlusconi o Maroni”.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
Sotto sequestro il campeggio nel Tahiti
Sequestrato un terreno di 10 mila metri quadri all’interno del complesso balneare Tahiti. Ieri mattina, su ordine della Procura di Latina che ha disposto il sequestro preventivo per violazione delle normative urbanistiche, la Polizia di Stato giunta da Latina, Formia, Gaeta e dal locale commissariato, i Carabinieri della locale stazione, la Guardia di Finanza di Fondi e la Polizia municipale, alle prime luci dell’alba, si sono presentati nel complesso turistico, sequestrando l’area riservata a campeggio. L’operazione, scattata da un’informativa della municipale di Fondi risalente ai primi mesi del 2009, nasce dalla creazione su un terreno ad uso agricolo di una trentina di postazioni per le roulottes e di un parcheggio. Al centro della contestazione c’è il livellamento di una porzione limitata del terreno, messa a dimora di piante e la copertura della stessa area con uno strato di ghiaia. Per il resto la struttura situata a Pedemontano continuerà a lavorare come sempre, quindi stabilimento, bar, ristorante e altri parcheggi continueranno ad operare. Circa un anno fa il piazzale per le roulottes all’interno del complesso era situato qualche metro più avanti, sulla duna. Poi, a causa di un sequestro, quell’area fu bonificata e i titolari della Tahiti Administration Service Srl, la società che gestisce la struttura, hanno pensato di spostare più indietro le postazioni per i clienti. Ora è arrivato il sequestro anche per questa nuova area. Sorpreso l’amministratore e socio della Srl, Giuseppe Panico che contesta la decisione. Citando il Piano paesistico territoriale regionale, l’amministratore unico spiega che: “Non è richiesta l’autorizzazione per gli interventi che non comportino alterazioni permanenti dello stato dei luoghi con costruzioni edilizie ed opere civili e sempre che si tratti di attività ed opere che non alterino l’assetto idrogeologico del territorio”. Inoltre per Panico: “L’utilizzazione temporanea di una porzione limitata di terreno per la sosta e il rimessaggio di circa 22 roulottes non muta la destinaizone agricola del terreno, in quanto si tratta di un uso temporaneo, né costituisce reato”. Intanto l’avvocato della società che gestisce il Tahiti, Laura Lanci ha già annunciato la volontà di inoltrare ricorso al riesame per verificare se c’erano le esigenze per disporre il sequestro preventivo in piena stagione estiva.
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
Damasco, si costituisce il latitante Trani
Si è costituito, giovedì sera presso il comando provinciale dei Carabinieri di Latina, Aldo Trani, uno dei coinvolti nell’operazione Damasco latitante dallo scorso 6 luglio. Il 52 enne di Fondi il giorno in cui è scattata l’operazione si trovava in Francia. Il Trani, secondo quanto ci ha spiegato il suo legale, l’avvocato Giulio Mastrobattista, era in vacanza con la famiglia che, non appena venuta a conoscenza dell’ordinanza di custodia, è rientrata in Italia. Cosa che il 52enne non ha fatto per problemi di salute che l’hanno costretto a restare all’estero. Non appena tornato in condizione, il Trani è rientrato in Italia e si è costituito. Espletate le formalità di rito, il 52enne è stato associato presso la casa circondariale di Latina, dove è attualmente recluso. Per lunedì è stato fissato l’interrogatorio di garanzia in carcere davanti al Gip, Claudia Dentato. Qui l’uomo potrà spiegare la sua versione dei fatti sia riguardo il suo coinvolgimento in Damasco sia sul periodo di latitanza. Trani era l’unico dei coinvolti nell’operazione a non essere stato ancora arrestato. Tra gli altri coinvolti si ricordano i fratelli Carmelo e Venanzio Tripodo, ambedue al regime del 416 bis, l’ex assessore ai Lavori Pubblici del comune di Fondi, Riccardo Izzi, tornato in libertà e i dirigenti comunali: Gianfranco Mariorenzi (lavori pubblici), Tommasina Biondino (bilancio), Dario Leone (comandante della Polizia municipale) e Pietro Munno (vice di Leone), anche loro tornati a casa. L’operazione ha “fatto rumore” in città, delineando un quadro tutt’altro che roseo sulla diffusione della criminalità organizzata. In totale sono 17 le persone arrestate tra impiegati comunali, imprenditori e commercianti. Quella sgominata, quindi, appare come un’associazione mafiosa che aveva messo radici nel Mof e nel Comune. Ovviamente questo secondo il quadro accusatorio, ora le vicende giudiziarie andranno avanti e faranno luce sulla situazione reale. Sta di fatto che tra indagini amministrative e penali, la città di Fondi continua a restare al centro dell’attenzione per vicende legate alle infiltrazioni malavitose.
Riccardo Antonilli
damasco,
Riccardo Antonilli
damasco,
giovedì 20 agosto 2009
"Caso Fondi", Veltroni arriva in città
C'è attesa a Fondi per l’arrivo dell’ex leader del Partito democratico, Walter Veltroni. Ieri sera il circolo cittadino del Pd si è riunito per organizzare l’evento, sui cui fino al pomeriggio di ieri non c’era ancora l’ufficialità, e che dovrebbe svolgersi sabato presso il chiostro di San Domenico. Veltroni verrà in città per parlare del «caso Fondi», su cui continuano a restare accese le polemiche. L’ultimo capitolo delle vicende legate allo scioglimento del consiglio comunale è quello relativo alla conferenza stampa di Ferragosto del presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Parole quelle del premier che, tutto sommato, non hanno portato nulla di nuovo al «caso», ma hanno confermato che il consiglio dei ministri non ha ritenuto opportuno sciogliere finora perché alcuni ministri (Brunetta, Meloni e Sacconi) hanno chiesto approfondimenti. A settembre, come noto, se ne riparlerà alla luce della nuova normativa in materia.
R.A.
R.A.
Parisella difende il mattatoio
Padula è un amministratore del comune che prima di lasciarsi andare a dichiarazioni senza fondamento dovrebbe avere l’accortezza di venire in comune a controllare i bilanci reali del mattatoio». Così il sindaco di Fondi, Luigi Parisella risponde alle dichiarazioni del consigliere comunale del gruppo misto sul mattatoio comunale, accusato di «produrre solo debiti». Per il sindaco: «Nella relazione del revisore dei conti che Padula ha usato per lanciare accuse, ci sono spese di investimento utilizzate per avviare la struttura». La relazione, relativa all’anno 2008, lascia emergere che a fronte di 90.530 euro di costi, il mattatoio ha fruttato 63.381 euro, per una perdita pari a 27.149 euro in un solo anno. «Questo - aveva spiegato Padula - perché la zootecnia non è un comparto di eccellenza del nostro territorio e quella struttura non andrà mai a regime». A dir poco opposta la visione dei fatti fornita dal sindaco. «Una struttura economica a servizio del territorio - sottolinea - non deve necessariamente produrre guadagni. Sono in perdita anche tanti altri servizi come il trasporto pubblico o la raccolta dei rifiuti. E’ vero che ci sono dei contributi, ma questi possono non bastare a coprire le spese che vengono coperte con la fiscalità generale». L’esponente di opposizione aveva accusato l’amministrazione «di puntare sul mattatoio e sulla zootecnia che non riesce a produrre alcun utile, anzi su cui si stanno perdendo diversi soldi e di non fare niente per un comparto d’eccellenza come l’agricoltura che mai come in questo periodo ha bisogno di sostegno per uscire dalla crisi». Per Parisella: «Padula con le sue affermazioni dimostra di non conoscere il funzionamento dell’amministrazione. Se non ricordo male - continua il primo cittadino - lui come consulente del comune, fu uno dei maggiori sostenitori dell’apertura del mattatoio. Strano - conclude - che ora abbia cambiato idea».
Riccardo Antonilli
Riccardo Antonilli
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