martedì 25 agosto 2009

Damasco, la posizione di Trani

Nell’ordinanza del Gip Cecilia Demma viene spiegato che nella Parravano – Trani, nella Tripos Multiservizi e nella Lazio Net Service (queste ultime di Carmelo Tripodo): “Veniva reinvestito il provento dei delitti di usura e traffico di sostanze stupefacenti, per acquistare illecitamente, in modo diretto o indiretto, utilizzando la forza dell’intimidazione derivante dal vincolo associativo e la condizione di assoggettamento ed omertà che ne deriva (condizione favorita dal collegamento tra le famiglie Trani e Tripodo con la ‘ndrangheta calabrese ed in particolare con il clan La Minore) la gestione o comunque il controllo monopolistico di attività economiche, di concessioni, di autorizzazioni, appalti e servizi pubblici.” Nella stessa ordinanza sono riportati alcuni stralci della relazione della commissione prefettizia di accesso agli atti del comune di Fondi e anche lì emerge la figura del Trani. In particolare le dichiarazioni del tenente dei carabinieri Mario Giacona dipingono un quadro chiaro dei rapporti intessuti tra comune e coinvolti in Damasco. “E’ da dire – ha spiegato Giacona - che senza alcuna gara pubblica in via diretta e fiduciaria determinata da pretese ragioni d’urgenza, l’agenzia Parravano – Trani ha ricevuto vari incarichi dal comune di Fondi. Per rimanere al periodo 2004-2007 gli incarichi hanno riguardato la stampa di manifesti mortuari di persone che a vario titolo erano legate al comune o perché dipendenti o perché congiunti dei dipendenti. Questo tipo di incarico è stato affidato solo ed esclusivamente alla ditta Parravano – Trani anche se nel comune di Fondi vi sono altre quattro agenzie di pompe funebri. L’incarico più significativo ricevuto sempre in via fiduciaria è stato quello relativo alla rimozione di resti cadaverici dalla cripta della ex Chiesa di san Domenico. Specifico – continua – che non vi fu neanche una gara informale documentata tra le diverse agenzie. L’incarico venne dato direttamente all’agenzia del Trani che percepì circa 8 mila euro”.
Riccardo Antonilli

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