Approvati regolamenti per sostenere le attività rurali nel territorio del Parco Naturale dei Monti Aurunci. Il consiglio direttivo dell’ente Parco ha approvato una serie di regolamenti relativi al sostegno delle attività agro-silvo-pastorali nel territorio del Parco degli Aurunci. Gli strumenti di gestione individuati dai tecnici dell’ente di tutela ambientale sono il frutto di una importante fase di concertazione, stabilita con le associazioni di categoria che operano nell’area protetta. Si tratta di validi strumenti che vanno ad implementare le disposizioni del precedente regolamento realizzato a carattere transitorio. In base alla legge regionale sulle aree protette è stato definito un piano di indennizzo per allevatori che subiscono danni da fauna selvatica e un regolamento relativo alle utilizzazioni boschive. Inoltre, il Parco ha deliberato delle iniziative che vanno nella direzione del sostegno alle attività colturali e zootecniche, come, ad esempio, il regolamento che offre l’opportunità di indennizzo per i danni da fauna inselvatichita e una serie di strumenti economici per sostenere le colture biologiche o tradizionali, rivolte sia agli imprenditori agricoli sia agli operatori nel settore anche a carattere privato e di sussistenza. I regolamenti approvati rappresentano un importante e valido strumento per sostenere le economie rurali in un territorio fortemente modellato dall’attività antropica, rispettando una priorità individuata dall’ente Parco, quella di operare scelte di gestione del territorio nella piena consapevolezza da parte dei fruitori dell’area protetta. “Abbiamo sostenuto un percorso comune – dichiara il presidente del Parco degli Aurunci, Giovanni Ialongo - che ha messo a confronto le istanze degli operatori nel settore agro-silvo-pastorale, i tecnici dell’ente e le opportunità fornite dalle leggi in vigore, per intraprendere un discorso basato sulla concertazione e sulla condivisione di intenti per approdare, da una parte ad una sempre maggiore consapevolezza da parte di coloro che abitano il territorio verso le tematiche ambientali, e dall’altra di sostenere le attività economiche nell’ottica del rispetto delle tecniche di coltivazione tradizionale e della salvaguardia delle colture autoctone.”
R.A.
Nessun commento:
Posta un commento