E’ finito sotto sequestro il canile “La Mimosa” di Fondi. I sigilli, per l’area situata in via Sant’Oliva in contrada San Magno a Fondi, sono scattati in seguito alle indagini della Polizia Provinciale, partite da un sopralluogo effettuato a marzo 2008. Successivamente, gli uomini guidati dal colonnello Attilio Novelli sono andati avanti con le indagini fino alla consegna dell'informativa in Procura. Qui il Pm, Marco Giancristofaro ha ipotizzato diversi reati a carico del canile. Si va dallo scarico di rifiuti non autorizzati, passando per la violazione della normativa urbanistica, al maltrattamento di animali, fino al disturbo della quiete pubblica e all’emissione di odori molesti. Quindi il Giudice per le indagini preliminari, Tiziana Coccoluto ha disposto il sequestro preventivo, eseguito, ieri mattina a partire dalle ore 10.00, sempre dalla Polizia Provinciale, accompagnata dai tecnici dell’Asl. La responsabile del canile, M.T.M. è stata nominata custode legale dell’area sotto sequestro. Sono oltre settecento i cani ospitati dalla struttura di via Sant’Oliva. Randagi provenienti da diversi comuni della provincia pontina. La Mimosa, infatti, è un centro convenzionato con numerose amministrazioni comunali, da cui riceve sovvenzioni per offrire ricovero ai cani. Non è la prima volta che il canile si trova al centro dell’attenzione, già in seguito alla “visita” della Polizia provinciale di marzo, erano nate le prime polemiche sulla gestione della struttura, con diversi esponenti politici e associazioni, di alcuni comuni convenzionati, che avevano chiesto di verificare le condizioni dei cani. Ad esempio a Sezze sia alcuni consiglieri comunali sia realtà associative, quali gli “Amici di Lupo”, avevano chiesto di trovare un’altra sede ai randagi appartenenti al comune di Sezze, ricoverati presso “La Mimosa”. Ora che c’è un sequestro preventivo per una lunga serie di reati, tra cui maltrattamenti su animali, è molto probabile che anche altre amministrazioni valuteranno l’opportunità delle convenzioni stipulate con il canile di San Magno.
Riccardo Antonilli
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