giovedì 13 novembre 2008

Ricattava l'ex amante, condannata

Ricattava da dieci anni il suo ex amante, minacciandolo di rivelare alla moglie la loro relazione. E’ stata condannata a due anni e sei mesi di reclusione e al pagamento di 800 euro di multa per estorsione. Si tratta della fondana Sistina Saturnino, che, fino al dicembre 2007, per dieci lunghi anni, ha ricattato il gaetano Libero Viola, sposato con figli, che aveva intrattenuto anni addietro una relazione con lei. A dicembre 2007, esasperato dalle continue richieste di denaro della Saturnino, la vittima si era rivolta ai carabinieri. I militari, in accordo con il Viola, si erano appostati e avevano colto sul fatto la Saturnino intenta ad incassare 200 euro da parte dell’uomo. Il Pubblico Ministero, Chiara Riva aveva chiesto la condanna a tre anni di reclusione e al pagamento di 1200 euro di multa. Ieri mattina, nelle aule del Tribunale di Latina, il Giudice, Lucia Aielli ha condannato a due anni e sei mesi la donna, difesa dall’avvocato Maria Cristina Sepe. Assente, nel corso del procedimento, la vittima, che aveva espresso l’intenzione di constituirsi come parte civile, ma, su eccezione della difesa, è stata allontanta dal processo. L’uomo, a costo di mettere a rischio il proprio matrimonio, ha preferito denunciare alle forze dell’ordine quanto stava accadendo. Dopo dieci anni di minacce, richieste continue e pressanti di denaro, per un ammontare di diverse decine di migliaia di euro, Libero Viola ha messo in allerta i carabinieri, efficaci nel mettersi ad indagare sulla donna, fino all’appostamento che ha permesso di coglierla sul fatto e di mettere fine al suo ricatto. Una scappatella pagata a caro prezzo del gaetano, il cui tentativo di liberarsi dell’amante aveva innescato un torbido ricatto. Un piano evidentemente ben studiato dalla fondana, che non ha mai dato segni di cedimento nelle richieste e nella volontà di sottrarre denaro alla vittima. Non basterebbe la vendetta a giustificare dieci anni di estorsione e non è bastata nelle aule del Tribunale del capoluogo, che ha fermato definitivamente la donna. Una sorta di circolo vizioso, generato dalla paura di quanto potesse accadere se la fondana avesse parlato. Il terrore ha portato la vittima ad accontentare per lunghi anni la sua amante, finché le richieste non sono divenute letteralmente insostenibili.
Riccardo Antonilli

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